LOMBARDIA
Mondo laico e cattolico per una nuova politica locale
Mondo cattolico e fondazioni laiche insieme perché la Lombardia "torni a essere, come è stata nei suoi momenti migliori, produttrice di nuova ricchezza che deriva dal buon lavoro, dall’innovazione, dall’intelligenza, dalla creatività e dal pensiero". È l’obiettivo che si propone il gruppo di lavoro "Lombardia in movimento" che raggruppa una storica istituzione della cultura cattolica milanese come la Fondazione Ambrosianeum (fondata nel capoluogo nel 1948 da Enrico Falk e Giuseppe Lazzati con la benedizione del cardinale Schuster), la Fondazione Cariplo, il Circolo De Amicis (espressione della tradizione socialista), la Fuci milanese (Federazione degli universitari cattolici), l’associazionismo territoriale con il Coordinamento dei Comitati milanesi e quattro fondazioni laiche espressione di altrettanti territori lombardi (la Fondazione Micheletti di Brescia, la Fondazione Zaninoni di Bergamo, la Fondazione Romagnosi di Pavia e la Fondazione Bombardieri di Sondrio). Primo passo sarà la pubblicazione del manifesto "Lombardia in movimento", dopo la riflessione condotta con quattro incontri pubblici, in programma dal 12 dicembre al 26 gennaio. Per "fornire un contributo alla riflessione di tutti coloro davvero interessati a dare risposte costruttive a temi cruciale non solo per la Lombardia" e perché "la politica torni a porre le sue basi nella cultura e nelle idee e non solo nella gestione del potere".
Tornare alle radici. "Il progetto – spiega il presidente dell’Ambrosianeum Marco Garzonio – è nato come un’esigenza durante i mesi degli scandali che hanno coinvolto importanti esponenti politici di maggioranza e opposizione, della regione Lombardia e della stessa Giunta Formigoni. Ma si è concretizzato prima dello tsunami (con l’arresto dell’assessore Domenico Zambetti – Pdl -, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver comprato voti dalle cosche della ‘ndrangheta in Lombardia, ndr) che ha portato allo scioglimento del Consiglio regionale e all’avvio della competizione elettorale. Nonostante questo abbiamo deciso di andare avanti, ben lungi dal voler prendere una posizione a favore di qualche candidato, ma per elaborare idee. Questo significa tornare alle radici della grande tradizione lombarda di gestione della cosa pubblica, da Carlo Cattaneo in avanti". Del resto, secondo Garzonio, la crisi politica che investe la Lombardia, ma anche tutto il Paese, ha in sé "un risvolto positivo" perché "ha risvegliato le coscienze, ha stimolato un’istanza etica e un clima di sana autocritica, che spinge ora le persone a voler partecipare, a essere soggetti attivi di un cambiamento vissuto come possibile, ad assumersi nuove responsabilità, nella convinzione che ci si salva tutti insieme o tutti insieme si va a fondo. Insomma un momento favorevole alla costruzione di una nuova coscienza civica".
Un nuovo assetto istituzionale. "La Lombardia ha le risorse per dare il via a un nuovo ciclo, nella consapevolezza di essere una delle Regioni più forti d’Europa non solo economicamente, ma anche per storia, popolazione, esperienza", spiega un altro degli animatori del gruppo, l’economista d’impresa Marco Vitale, che è anche presidente del Fondo italiano d’investimento. "Ma siamo in una delicatissima fase istituzionale: il tradimento del federalismo da parte della Lega e di altri e il gravissimo malcostume inseritosi negli enti locali, soprattutto regionali, sta portando, per reazione, a un nuovo centralismo, altrettanto affrettato, pericoloso e confuso. Per questo è necessario costruire un nuovo assetto istituzionale che, avendo l’Unione europea come punto di riferimento, ricomponga in potere statuale unitario e autorevole i tanti campi dove si è ecceduto in una pericolosa frantumazione".
Quattro incontri. La risposta a tutto questo è il ciclo di quattro incontri di "Lombardia in movimento" che vedranno protagonisti esponenti di primo piano del mondo della cultura, dell’impresa, della ricerca, con l’obiettivo di formulare proposte concrete per chi si assumerà direttamente il compito di rappresentare i cittadini attraverso la politica. Ogni incontro affronterà un tema caldo: l’economia della Lombardia motore d’Italia; i beni culturali e ambientali; la sanità e il welfare e la crisi delle istituzioni e delle autonomie locali. Modereranno gli incontri Adriano De Maio, già rettore del Politecnico e sottosegretario della Giunta Formigoni; Giorgio Cosmacini, studioso di storia della medicina; Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda (l’associazione di Confindustria a Milano), e Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale. Chiuderà il ciclo un intervento del regista Ermanno Olmi.