BANCHE E GOVERNANCE UE

Un punto fermo

L’accordo Ecofin sulla sorveglianza bancaria spiana la strada al Consiglio europeo

Mentre a Bruxelles cominciano ad arrivare le delegazioni governative dei 27 Stati aderenti all’Unione per l’ennesimo summit sui temi economici, il puzzle della futura "governance" si arricchisce di un nuovo tassello. Le decisioni dell’Ecofin di ieri, infatti, mettono un punto fermo sul cammino dell’unione bancaria: il Consiglio europeo di oggi e domani dovrà dare il suo avallo, cui poi si aggiungerà quello dell’Europarlamento.
I ministri economici e finanziari dell’Unione hanno, infatti, approvato il Meccanismo unico di supervisione sul sistema creditizio, che conferisce poteri speciali alla Banca centrale europea. Le tappe verso questo risultato erano state tracciate nei mesi scorsi, e, in particolare, durante i vertici dei capi di Stato e di governo svoltisi a giugno e a ottobre.
La Bce avrà, dunque, il compito di monitorare il funzionamento delle banche dell’Eurozona e degli altri Paesi che aderiscono al progetto (dal quale si sono sottratti solamente Regno Unito, Svezia e Repubblica ceca), benché per questa prima fase si è deciso che la sorveglianza si limiterà a un centinaio di banche più grandi – dette "sistemiche" – per giro di affari e asset (superiore ai 30 miliardi). L’intento generale è quello di evitare, in chiave preventiva, dissesti o fallimenti bancari che graverebbero, come accaduto in questi anni, sui risparmiatori, sulle famiglie, sulle imprese, sui budget statali e sulla tenuta del sistema finanziario nel suo insieme.
I dubbi principali sull’intera operazione – fra cui la necessità di distinguere l’attività di politica monetaria della Bce da quella di sorveglianza, per la quale sarà creato un "Consiglio dei supervisori" – sono stati superati e, quindi, la decisione potrà diventare operativa, come concordato, dal 1° marzo 2014.
La supervisione sblocca anche l’impasse riguardante la ricapitalizzazione diretta delle banche a opera del fondo salva-Stati (Esm): in questo modo si eviterà di far gravare sui bilanci nazionali le operazioni d’intervento a favore degli istituti di credito in affanno.
Positivi, ovviamente, i commenti provenienti dai governi dei 24 Stati che aderiscono a questa nuova iniziativa europea, ai quali ha dato voce per tutti il Commissario al mercato interno, Michel Barnier: "Questo è il primo passo verso l’unione bancaria e aiuterà a ricostruire la fiducia nel sistema creditizio europeo", minato dalla crisi di questi anni. "Inoltre si otterrà l’obiettivo d’interrompere il circolo vizioso che si era creato tra banche e crisi dei debiti sovrani".
Le reazioni favorevoli aprono la strada al Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre a Bruxelles, dove si discuterà appunto di tale decisione e della "road map" per l’unione economica e monetaria, sulla quale però permangono posizioni differenti tra i Ventisette. L’Ue prosegue così il suo difficile, non sempre tempestivo, percorso di risposta alla crisi: il segnale giunto dall’Ecofin potrebbe essere un elemento determinante per un accordo più complessivo e coerente sul versante della "governance".