LAZIO

Un primo passo

Due bandi per la rete Informagiovani e le Officine arte e mestieri

Quattro milioni di euro destinati al potenziamento e sviluppo della rete regionale Informagiovani e delle Officine dell’arte e dei mestieri. I fondi sono contenuti nei bandi – pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio – giunti a completamento di un accordo sottoscritto tra la stessa Regione e la presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della gioventù, in attuazione al cosiddetto piano annuale per “Interventi a favore dei giovani” approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 511 del 28 ottobre 2011.Obiettivi. La Regione, con questa iniziativa, si propone di conseguire due obiettivi: il primo si riferisce alla creazione di una rete condivisa tra gestori dei servizi, utenti finali e soggetti pubblici e privati coinvolti su temi riguardanti il mondo giovanile, potenziata e coordinata dalla stessa istituzione regionale, con il supporto delle Province, dei Comuni e delle organizzazioni sociali territoriali. Il secondo si prefigge di realizzare un sistema di servizi omogeneo e condiviso in termini di finalità, tale da garantire a tutti i cittadini pari accesso alle opportunità presenti a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, in campi come lo studio, orientamento, formazione, lavoro e cultura. I progetti potranno essere presentati da singoli Comuni, convenzioni tra Comuni, unioni di Comuni con il concorso delle Province e associazioni temporanee di scopo. Maggiori informazioni sono disponibili nei siti: www.culturalazio.it e www.regione.lazio.it/rl_giovani. Primo passo. “Questi bandi sono una delle prime azioni di attuazione del ‘Piano giovani’ approvato dalla Giunta regionale nel 2011. Il piano prevede uno stanziamento complessivo di 41 milioni di euro in tre anni 2012-2014 e dovrà svolgere i suoi effetti da oggi al 2020”: così Pietro Ferrulli, del dipartimento mercato del lavoro Cisl Lazio, spiega il contesto in cui s’inseriscono i bandi. “Gli ambiti d’intervento del piano – prosegue Ferrulli – sono caratterizzati da tre obiettivi: il primo riguarda il supporto ai servizi per il lavoro e l’orientamento, e in questo senso vanno i quattro milioni di euro per l’Informagiovani; il secondo riguarda il tentativo d’inserire giovani nell’ambito di contesti produttivi d’eccellenza nel Lazio; il terzo concerne l’autoimpiego dei giovani”.Per questi ultimi due punti però, osserva Ferrulli, “non è stato ancora fatto nulla, dovremmo aspettare la prossima Giunta regionale”. Giovani e futuro. “Interessante è che l’iniziativa sia orientata sulle Officine di arti e mestieri che sicuramente possono rappresentare nell’epoca dell’ipertecnologia la riscoperta di un percorso e di una collocazione lavorativa attuale che non è necessariamente la rete. Ma è anche positivo che tale attività la si faccia utilizzando i moderni strumenti informatici”, dice Stefano Ceci, presidente Mcl Lazio, plaudendo all’iniziativa. Per Ceci “le politiche rivolte ai giovani dovrebbero dare la misura del coraggio e delle capacità lungimiranti di chi governa”, quindi “è necessario un approccio più complessivo e organico rispetto alle politiche giovanili e alla formazione” perché “l’unica strada che possiamo intraprendere per uscire dalla crisi è investire sui giovani e ragionare sul futuro”. Solo un inizio. “Leggendo il bando, mi sembra che si desideri solo implementare la rete Informagiovani con ulteriori strutture, ma non con un servizio di accompagnamento e inserimento al lavoro”, sostiene Mario Prignano, segretario del Movimento lavoratori di Azione Cattolica (Mlac) di Roma. Inoltre, “non appare esserci un vero coinvolgimento delle realtà locali per lo sviluppo”. Il segretario del Mlac romano si chiede anche se “con gli attuali strumenti informatici non sia più opportuno migliorare il servizio Informagiovani a livello regionale, centralizzandolo e offrendo notizie e opportunità, piuttosto che delocalizzare strutture”. “Pur se in questo momento i fondi a bilancio sono scarsi e forse si vorrebbe fossero utilizzati di più per fornire servizi e formazione piuttosto che strutture”, per Prignano resta comunque il fatto che tali iniziative “sono ben accolte se possono rappresentare l’inizio di una promozione al lavoro”. Più partecipazione. Claudio Gessi, incaricato regionale della Commissione per la pastorale sociale e del lavoro, ritiene che “tutte le iniziative riguardanti la diffusione delle informazioni a favore dei giovani sono sempre ben accette”. Perciò, “la Commissione regionale le guarda con grande attenzione perché da due anni è entrata nel Progetto Policoro”. Gessi lancia una proposta: “In futuro sarebbe bene vedere qualche iniziativa nella quale sia possibile promuovere la partecipazione dell’associazionismo giovanile del territorio, anche attraverso forme di raccordo con gli enti locali”. a cura di Costantino Coros(14 dicembre 2012)