EMERGENZA CASA
In Italia 47.648 persone senza un’abitazione: un segnale da Rimini
In Italia la casa non è più un diritto per migliaia di persone. Il dramma dell’emergenza abitativa "non è più qualcosa di lontano come si tende a pensare, o qualcosa che non può riguardarci. L’emarginazione e la povertà si stanno estendendo talmente da toccare direttamente ciascuno di noi". Sono i dati a demolire i pregiudizi secondo Paolo Pezzana, presidente della Federazione italiana degli organismi per persone senza dimora (Fio.Psd), intervenuto questa mattina al convegno "Ma la casa mia dov’è?", organizzato dalla Caritas diocesana di Rimini. Secondo la Fio.Psd sono 47.648 le persone senza una casa in Italia, che salgono a 51 mila secondo le elaborazioni dell’Istat.
Una casa per ogni famiglia. Ma la piaga va oltre le stime censite: "Se si considera che altre 67 mila persone – fa presente il segretario della Federazione, Marco Iazzolino – vivono in condizioni precarie e 50 mila si dividono tra la strada e alloggi provvisori, si arriva a un totale di 150 mila". Il dramma non risparmia Rimini, al quarto posto per la più alta qualità della vita secondo "Il Sole 24 Ore". Stando alle parole del responsabile dell’Osservatorio sulle povertà della Caritas diocesana, Isabella Mancino, sono 1.450 le persone che nei primi nove mesi del 2012 hanno dichiarato di essere senza dimora contro le 1.290 dell’anno precedente, con un aumento superiore al 12%. Significativi anche i numeri della Capanna di Betlemme, la struttura voluta dal fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, don Oreste Benzi, per ospitare i senzatetto. In venticinque anni, ha ricordato il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, ha aperto le porte a duemila persone l’anno. "La crisi finanziaria che stiamo vivendo – ha aggiunto mons. Lambiasi – forse è l’ultima occasione per stimolare in tutti noi un cambio di mentalità, in modo che si arrivi a garantire una casa a ogni famiglia".
Le nuove povertà. In Italia è senza dimora lo 0,2% della popolazione, ma secondo la Fio.Psd. si tratta solo della punta di un iceberg. In un Paese dove appena il 10% delle famiglie, ricorda il presidente Pezzana, possiede più della metà della ricchezza "tutti siamo a rischio". Lo confermano anche le stime, "non ancora diffuse in Italia a differenza di altri Paesi", fa notare il segretario Iazzolino, di una ricerca europea sulla diffusione di nove diversi sintomi di povertà. Se si considera la privazione materiale, dal 2010 al 2011 si è passati, in Italia, dal 16% di persone colpite al 22,2% (dal 10 al 13% al Nord), in linea con la Spagna, mentre la Grecia è al 30%. Il numero di chi è in difficoltà con il pagamento delle bollette è salito dal 12 al 14,2%, quello di chi non può permettersi un pasto proteico (carne o pesce) ogni due giorni dal 4,6 all’8,8%, di chi non riesce a scaldare adeguatamente la casa dall’11,2 al 18% (dal 4,8 al 10,3% al Nord). In aumento anche le persone che sono costrette a chiedere aiuto materiale ed economico fuori dalla cerchia dei parenti più intimi: dal 15 al 18%.
L’altra Rimini. La nuova povertà non risparmia Rimini dove circa 200 persone, secondo le stime della Caritas, dormono ogni notte in rifugi di fortuna. Nel 2012, 749 hanno usufruito del servizio di accoglienza, mentre nel 2009 erano state 405. "Nel 2011 – spiega Mancino – abbiamo aperto un confronto sul tema della casa insieme alle Caritas parrocchiali e alle istituzioni pubbliche, Acer, sindacati e altre realtà di accoglienza (Papa Giovanni XXIII, Mensa dei Frati e Banco di Solidarietà)". Ne è derivato un quadro nel quale l’innalzamento dell’Imu sulle case sfitte (15 mila nel comune di Rimini) "non è bastato ad abbassare i canoni d’affitto, che si attestano su una media di 600 euro". "Il tetto dell’affitto pari al 30% dello stipendio andrebbe rispettato per far sì – aggiunge Mancino – che non continui a crescere il numero degli sfratti" (oltre 900 le richieste all’ufficiale giudiziario nel 2012, quasi 200 gli interventi da parte delle forze dell’ordine). A questa piaga se ne aggiunge un’altra: l’Associazione antiusura della Caritas di Rimini, "Famiglie insieme", quest’anno ha già erogato prestiti per 310 mila euro a 300 famiglie, prevalentemente per l’affitto e le bollette.
La buona pratica. Il convegno della Caritas è stato anche l’occasione per presentare l’esperienza di housing sociale a Lucca, "Per una rete dell’alloggio sociale". Alla base, l’incentivazione del canone concordato e del microcredito. "Abbiamo immesso sul mercato privato 100 alloggi – spiega Sara Baldisseri della Fondazione Casa Lucca – di cui 83 con un canone sostenibile di circa 350 euro mensili in media". Con la collaborazione degli enti locali e dell’arcidiocesi che ha messo a disposizione una ventina di alloggi "si è cercato di dare una risposta non solo ai nuclei familiari che appartengono alla cosiddetta fascia grigia (coloro che non rientrano nelle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica pur non riuscendo a sostenere l’affitto nel mercato privato), ma anche ai casi molto numerosi di emergenza che gli uffici dei Comuni si trovano ad affrontare ormai quotidianamente".
a cura di Alessandra Leardini (Rimini)