PUGLIA

Per abbattere le barriere

Una legge e due proposte a favore delle persone con disabilità

Il 30 novembre il Consiglio regionale pugliese ha approvato all’unanimità una legge per la rimozione delle barriere architettoniche a favore dei portatori di handicap grave. Negli edifici a uso abitativo, di residenza della persona affetta da “handicap grave” e di proprietà sua o del familiare cui è fiscalmente a carico, è consentito un ampliamento fino a 40 metri quadrati per creare servizi indispensabili. In particolare, per le superfici scoperte, si possono creare servizi per la realizzazione di una “veranda-solarium”. L’istruttoria delle pratiche per queste opere ha assoluta priorità rispetto alle ordinarie pratiche edilizie. Recentemente, inoltre, sono state depositate due proposte di legge. La prima per l’istituzione del Difensore civico regionale per le persone con disabilità con “il compito – si legge nel testo – di rafforzare e completare il sistema di tutela e di garanzia del cittadino disabile nei confronti della pubblica amministrazione”. Il Difensore civico, inoltre, “interviene per la tutela del disabile che abbia un diretto interesse e per la tutela d’interessi collettivi e diffusi delle associazioni di categoria”. La dotazione finanziaria è di 50 mila euro. La seconda, per l’istituzione del Garante dei diritti delle persone con disabilità che ha, tra gli altri, gli obiettivi di diffondere una cultura rispettosa dei diritti per la disabilità, agevolare l’obbligo scolastico, raccogliere segnalazioni su violazioni di diritti, sensibilizzare gli organi d’informazione. La dotazione finanziaria è di 25 mila euro.Fare rete. “Finalmente un grande segnale di attenzione verso le persone con disabilità grave”, commenta Piero Muolo, responsabile dei medici dell’Unitalsi pugliese. Il Garante e il Difensore civico “sono due figure che potranno essere certamente di aiuto”. Se tutto ciò venisse realizzato “sarebbe una grande cosa”. La realtà è però diversa, prosegue Muolo. Va bene abbattere le barriere in casa, però sarebbe “ancora meglio un aiuto economico per farlo”. Inoltre, “la cosa principale della quale i disabili hanno bisogno è essere accompagnati nelle faccende quotidiane, anche quelle più banali, e non solo dal punto di vista amministrativo o tecnico”. La Regione dovrebbe “creare figure professionali”, con due obiettivi: “Potenziare l’assistenza domiciliare per assistere a casa i disabili che vivono da soli o che hanno genitori anziani” e “dare la possibilità al disabile di uscire da casa per le faccende quotidiane in modo da fargli vivere una vita di relazioni; sarebbe un grande aiuto psicologico, che non lo farebbe sentire limitato”. “Sulla famiglia grava il peso maggiore”, continua Muolo. È pur vero, purtroppo, che “ci sono famiglie che non sono all’altezza, o perché impreparate culturalmente o perché non hanno capacità finanziarie; in questi casi, i disabili vengono abbandonati a se stessi”. Esistono, inoltre, “famiglie che nascondono i disabili in casa”. Una parte importante dell’assistenza è affidata al volontariato delle associazioni, che “devono migliorare la collaborazione tra loro, senza chiudersi in se stesse”. Ecco che “la Regione, per mezzo di un Osservatorio, potrebbe creare una rete di collaborazione tra le istituzioni e le associazioni di volontariato”, con il compito di coordinamento affidato alla stessa Regione, che abbia come primo obiettivo quello di “censire le persone bisognose di aiuto”.Un primo passo. “Una legge buona, che indica un’attenzione e che può favorire la sensibilizzazione per le problematiche dei diversamente abili”. Così don Filippo Urso, responsabile regionale della pastorale sanitaria, giudica la legge regionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche. “Lo sforzo del Consiglio regionale – aggiunge – è apprezzabile per favorire persone provate nel corpo e nello spirito a causa di barriere che umiliano”. Le due proposte di legge, invece, possono essere “un aiuto per il superamento fisico e morale di barriere presenti nell’opinione pubblica perché si possa realizzare una concreta solidarietà”. A questo proposito, “mi viene in mente – prosegue il sacerdote – il vangelo di Marco, in cui i compagni del paralitico fanno scendere il malato per metterlo davanti a Gesù, al centro della stanza: questo ci insegna quanto siano importanti le persone diversamente abili e quanto sia importante superare le barriere fisiche e morali”. L’augurio è che “aumentino gli sforzi del legislatore per fornire le persone diversamente abili e le loro famiglie, che vivono con molto decoro queste situazioni, di strumenti non solo normativi, ma anche finanziari per abbattere gli ostacoli edilizi”. Sul piano pastorale in Puglia sono promosse varie iniziative, tra cui “catechesi specifiche che incontrano i vari tipi di handicap e soggiorni climatici”. Però, ammette Urso, “le nostre parrocchie e le nostre celebrazioni non sono ricche di presenze di persone diversamente abili; in non poche chiese esistono barriere architettoniche che andrebbero rimosse”. Ciò significa, termina Urso, che “anche noi, Chiesa, dovremmo essere più sensibili”.a cura di Antonio Rubino(20 dicembre 2012)