I fondi del Nobel per i bambini in aree di guerra
“Per noi era doveroso assegnare l’assegno del premio Nobel per la pace ai più vulnerabili e spesso i più colpiti dalle guerre: i bambini di tutto il mondo. Vogliamo che i loro diritti siano sempre tutelati”. José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha così commentato la decisione dell’Ue di devolvere la cifra conferita assieme al Nobel a progetti a carattere educativo a favore dei bambini che vivono in quattro regioni segnate dalla guerra: Pakistan, Siria, Congo-Etiopia e Colombia-Ecuador. La dotazione del riconoscimento era pari a 930mila euro ed è stata portata a 2 milioni mediante fondi provenienti dal budget comunitario. “Tutti i minori, bambini e bambine, devono avere l’opportunità di sviluppare le loro qualità – ha detto Barroso il 18 dicembre -. Inoltre, promuovere l’istruzione significa anche creare le possibilità per una pace duratura. Vogliamo che i ‘bambini della guerra’ diventino ‘bambini della pace'”. La Commissione calcola che saranno circa 23mila i minori che vivono in aree di conflitto a beneficiare dell’iniziativa “Children of Peace”, la quale proseguirà anche dopo questo primo stanziamento. Saranno interessati 4mila bambini siriani rifugiati nei campi al confine tra Iraq e Siria; più di 5mila minori colombiani, la maggior parte dei quali rifugiati in Ecuador; 11mila bambini congolesi rifugiati in Etiopia; 3mila bambini pakistani nelle zone di conflitto nel Paese.
Dalla Commissione misure contro il fumo
Scoraggiare il fumo, mettendo in guardia i cittadini dai pericoli derivanti dal tabacco, dalle sigarette, dai sigari. Tonio Borg, neo commissario Ue alla salute e tutela dei consumatori, ha reso nota il 19 dicembre la proposta di revisione della direttiva sul tabacco, che ora passa per competenza legislativa a Parlamento e Consiglio Ue. Borg ha affermato: “Le cifre si commentano da sole. Il tabacco uccide la metà delle persone che ne fanno uso e induce forte dipendenza. Dal momento che il 70% dei fumatori inizia prima dei 18 anni di età, l’obiettivo della proposta è rendere il fumo meno attraente e scoraggiare in tal modo l’iniziazione al tabacco tra i giovani”. Diverse le disposizioni contenute nel testo, che riguardano etichettatura, produzione, commercializzazione di sigarette e affini, mentre il tabacco da fiuto sarà oggetto di una normativa a sé stante. Regole nuove anche per le sigarette elettroniche, la vendita transfrontaliera e quella via internet, temi sui quali la direttiva in vigore, risalente a 11 anni fa, non faceva riferimento. I pacchetti di sigarette saranno per la quasi totalità ricoperti da scritte e immagini che segnalano i pericoli che le sigarette recano alla salute.
Investimenti sulle fonti energetiche rinnovabili
Dimostrare il valore energetico ed economico delle fonti rinnovabili: è l’intento di un progetto cui la Commissione Ue ha assegnato 1,2 miliardi di euro, finanziando 23 progetti “altamente innovativi sulle energie rinnovabili”. I progetti “saranno cofinanziati con i proventi ottenuti dalla vendita di 200 milioni di quote di emissione tratte dalla riserva per i nuovi entranti del sistema unionale di scambio delle quote di emissione”. Si tratta di progetti (nel quadro del programma Ner 300) avviati in diversi Stati membri e interessano varie tecnologie: la bioenergia, l’energia solare a concentrazione, l’energia geotermica, la eolica, l’energia oceanica e la gestione delle energie rinnovabili decentralizzate (reti intelligenti). Connie Hedegaard, commissaria responsabile dell’azione per il clima, ha chiarito: “Il programma Ner 300 è sostanzialmente un meccanismo Robin Hood, perché costringe chi inquina a pagare per finanziare progetti di dimostrazione su vasta scala per nuove tecnologie a basse emissioni di carbonio”. Le sovvenzioni “stimoleranno l’erogazione di altri 2 miliardi di euro provenienti da investimenti privati. Ciò aiuterà l’Ue a mantenersi all’avanguardia in materia di energie rinnovabili e a creare posti di lavoro”.
Le priorità per rilanciare l’agenda digitale
Neelie Kroes, vice presidente della Commissione europea, è convinta che “il 2013 sarà l’anno più intenso per l’agenda digitale”. A nome dell’Esecutivo ha proposto il 18 dicembre un programma in sette punti, sostenendo che “l’economia digitale sta crescendo sette volte più velocemente rispetto al resto dell’economia, ma il suo potenziale è attualmente ostacolato da un quadro strategico paneuropeo disomogeneo”. Tra le priorità figurano un “nuovo contesto normativo stabile per la banda larga”, infrastrutture per servizi digitali pubblici, una direttiva Ue sulla sicurezza informatica, una specifica attenzione alle professioni in questo campo, la tutela del diritto d’autore.