UMBRIA

I pensieri e il gesto

Natale: i messaggi dei vescovi con un appello alla solidarietà

Domani gli otto vescovi dell’Umbria con gli auguri per Natale rivolgeranno l’invito a un gesto di solidarietà per le famiglie in forte disagio economico. I loro messaggi augurali (www.chiesainumbria.it) verranno letti domani IV domenica d’Avvento mentre in tutte le oltre 600 parrocchie della regione saranno raccolte le offerte per il "Fondo di solidarietà delle Chiese umbre" a sostegno delle famiglie messe a dura prova dalla crisi economica, causa per molti della perdita del posto di lavoro. Quest’iniziativa, la cui finalità è anche quella di educare alla carità e alla solidarietà, ha permesso dal 2009 ad oggi di aiutare 1.600 famiglie nel raccogliere ed erogare 2 milioni e mezzo di euro.

Avere speranza. I vescovi umbri nei loro messaggi non si soffermano solo sulla crisi, che "può generare smarrimento, paura, preoccupazione, incertezza, rassegnazione", ma trasmettono soprattutto fede, speranza e carità. Incoraggiano ad andare avanti nel prendere sul serio il Vangelo, che insegna ad essere solidali con il prossimo, perché Dio, che si è fatto uomo con la venuta al mondo del Figlio, lo troviamo in ogni persona sofferente, indifesa, in difficoltà, disagiata, sola. I presuli esortano a vivere intensamente "il Natale di Gesù", perché è "il natale degli uomini" nell’essere tutti chiamati a compiere segni concreti di solidarietà, accoglienza, condivisione, riconciliazione e fraternità, rigenerandosi nella fede, nella speranza e nella carità. I messaggi incoraggiano i fedeli a fare la propria parte nella Chiesa e nella società, soprattutto quando si vive una crisi globale come oggi. I vescovi dell’Umbria poi chiamano tutti al proprio dovere, alle proprie responsabilità: "dal singolo cittadino al politico, dal fedele al consacrato, dal piccolo artigiano al grande imprenditore".

Amore per la vita. Nel suo messaggio mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino si sofferma sulla "speranza del Natale, tutta racchiusa nel nome santo di Gesù", che ad Assisi "rimbalza nella vita di Francesco e di Chiara. I due giovani di questa Città che presero sul serio il Vangelo e fecero della loro vita un’avventura di amore". In attesa della nascita del Salvatore, il presule invita a ringraziare "per il dono della vita. E se proprio fossimo stanchi anche della vita, proviamo ad amare qualcuno che soffre. Nell’amore per gli altri, rinascerà anche l’amore per la vita". Mons. Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello, invita i fedeli "a valorizzare ancor più il mistero del Natale di Gesù, in un tempo come il nostro in cui avvertiamo precarietà, smarrimento, a volte anche disperazione, a livello personale, ecclesiale e sociale". Il presule esorta anche i fedeli ad "aiutare altri ad incontrare Gesù". Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno, formula il suo augurio richiamando l’attenzione verso un "un rito solenne" e che ancora oggi, resistendo ai tentativi di secolarizzazione della festa della venuta al mondo del Figlio di Dio, è il "protagonista" dei preparativi che creano l’atmosfera del Natale cristiano: l’allestimento del presepe.

Supplemento d’anima. Mons. Mario Ceccobelli, vescovo di Gubbio, esorta tutti a "non cadere nella trappola dello scoraggiamento. Unendo le forze e facendo appello alla generosità, all’intelligenza e ai valori di solidarietà radicati nel popolo eugubino, possiamo e dobbiamo guardare con fiducia al futuro". Nel suo primo Natale da vescovo di Orvieto-Todi mons. Benedetto Tuzia rivolge un particolare pensiero "a quelle famiglie e realtà della città di Orvieto che recentemente, nell’alluvione di novembre, hanno subito danni: insieme, a tutta la diocesi, vi sono vicino con la preghiera e la carità". Mons. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, si sofferma sull’"equivalenza tra ricchezza materiale e benessere interiore", che "è uno degli equivoci più infidi della modernità. È vero però che in questo periodo esistono tante situazioni di precarietà e di sofferenza". Da qui l’invito "alla politica, anche nella nostra Umbria, a riscoprire l’intrinseca dimensione etica di ogni problema sociale, che la guidi nella progettazione e nelle scelte operative. La politica ha bisogno di un supplemento d’anima, di un sussulto profetico: concentrare ogni sforzo in vista del bene comune". Mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, rammenta che "è un Natale che si vive in un contesto di trepidazione, di preoccupazione e di incertezza", ma "la speranza cristiana ci aiuta ad abitare il tempo e la storia, sapendo che ne siamo responsabili". Mons. Vincenzo Paglia, amministratore apostolico di Terni-Narni-Amelia, definisce il Natale come "un giorno amico", in cui "Gesù è venuto nel mondo perché ci sia la pace tra le persone, perché i popoli si rispettino, perché impariamo a guardarci gli uni gli altri e ad aiutarci".