LIGURIA
Alloggi per genitori separati e fasce deboli
La Giunta regionale della Liguria ha stanziato 1,5 milioni di euro per realizzare alloggi in provincia di Genova a favore dei genitori separati e delle fasce deboli. Il programma sperimentale potrà essere anche esteso in un secondo tempo all’intero territorio ligure. I finanziamenti, provenienti sia dal bilancio regionale sia dal programma canone sostenibile dello Stato, verranno assegnati – per il 35% – ad “Arte” (Aziende regionali territoriali per l’edilizia) per interventi di recupero edilizio finalizzati alla creazione di minialloggi, mentre la restante parte sarà oggetto di un bando che sarà pronto a marzo, destinato a soggetti pubblici e privati interessati alla creazione di alloggi da affittare per un periodo oscillante tra i 15 e i 25 anni, oppure per sempre.Servono progetti di sostegno. Misure “condivisibili”, per le quali si spera che ci sia una “reale applicazione”, le giudica Enzo Ognibene, presidente dell’Associazione “Papà separati Genova onlus”, che ricorda come “i papà siano sempre più esposti al rischio povertà, dovendo abbandonare la casa familiare, spesso l’unica, ma sempre comunque con la rata del mutuo da pagare, più l’assegno di mantenimento per i figli e spesso per la moglie”. “Come associazione – aggiunge – auspichiamo che tale progetto abbia una vera e reale applicazione, così come non è stato per la legge regionale 34/2008 – recante misure di sostegno dei genitori separati in difficoltà economica – alla quale non sono mai stati destinati fondi o comunque somme di piccolissima entità”. “Tuttavia – evidenzia – sarà nostro compito monitorare costantemente la fattibilità e offrire il nostro supporto al fine di creare sinergie per un bene comune”.Sostenere la famiglia. Un “giudizio positivo” per “una notizia accolta con favore da chiunque conosce da vicino le difficoltà che vivono oggi molti coniugi separati, e in modo particolare i padri, che spesso risultano penalizzati sul piano economico e si ritrovano, talora da un giorno all’altro, a dover risolvere il problema dell’alloggio”. Questo il parere di Emanuele Scotti, rappresentante delle persone separate presso la Consulta di pastorale familiare della Cei ed ex vicepresidente dell’associazione Famiglie separate cristiane. “Tuttavia – sottolinea – non può non osservarsi come la questione della famiglia entri, sia pur di rado, nelle agende politiche solo nei suoi aspetti emergenziali”. Infatti “anche in questo ambito, si assiste a una propensione sempre più diffusa delle istituzioni ad attivarsi per il contenimento delle situazioni di emergenza in termini di riduzione del disagio, ma senza che i singoli interventi siano ricompresi in una più ampia azione preventiva”. Per Scotti, infatti, “il sostegno alla famiglia unita è il primo e miglior antidoto alla disgregazione familiare e agli incalcolabili costi umani e sociali che ne conseguono”.Prevenire le separazioni. “Siamo molto favorevoli a questa iniziativa, pur rimarcando che sopperisce solo al disagio economico e a posteriori. L’ideale sarebbe stato aver anche stanziato una somma per prevenire le separazioni fra i coniugi” perché “se si riuscisse a intervenire ai primi segnali di difficoltà e se si educasse maggiormente all’unità della famiglia, si eviterebbero disagi e spese considerevoli in seguito”. Così Aldo Delfino, presidente dell’Associazione Aiuto famiglia onlus. “Nella separazione – prosegue – la giurisprudenza tende a favorire il coniuge a cui è stata affidata la prole, il che a volte provoca all’altro genitore, nella maggior parte dei casi il padre, una situazione di forte disagio anche economico con conseguenze al limite dell’indigenza”. Per questo, aggiunge, “riteniamo che iniziative di questo genere siano altamente meritevoli e dovrebbero essere suscettibili di ulteriori ampliamenti anche di tipo mediatico, affinché la collettività possa rendersi partecipe di un problema sociale sempre più crescente”.Sussidiarietà, non assistenzialismo. “A fronte della lodevole iniziativa, mancano altri elementi di conoscenza delle priorità che la Regione intende darsi nel medio-lungo termine per realizzare le politiche familiari definite dalla Costituzione”. Così Anna Maria Panfili, presidente del Forum ligure delle associazioni familiari, che auspica “politiche familiari sussidiarie, capaci di restituire libertà a persone e famiglie evitando d’ingenerare sterile assistenzialismo”. In tal senso servirebbe “un globale censimento delle esigenze abitative delle famiglie che permetta d’impostare agevolazioni per l’accesso alla casa, pubblica o privata, delle coppie che assumono responsabilmente l’impegno matrimoniale e delle coppie con figli”. Inoltre, conclude Panfili, “ci aspettiamo il potenziamento dei servizi, pubblici e privati, compresi quelli dell’associazionismo familiare, di sostegno alla vita di coppia e alle funzioni genitoriali, per prevenire le problematiche che portano alla separazione”.a cura di Adriano Torti(24 dicembre 2012)