NATALE E SARDEGNA

Auguri diversi

Da una delle terre più ferite e abbandonate del nostro Paese

Buon Natale dagli operai e minatori delle miniere e fabbriche del Sulcis che si sono murati vivi nelle gallerie dismesse della miniera di Monteponi, testimone silenziosa dello sfacelo programmatico e politico della provincia più povera d’Italia. Buon Natale dagli emigrati sardi che hanno scoperto che i loro circoli all’estero ed in Italia rischieranno di chiudere perché la regione Sardegna non ha più fondi da destinare a loro. Buon Natale da tutti quei giovani che emigrano in questi giorni, diplomati e laureati senza prospettive, figli di cassintegrati, di operai licenziati, di artigiani strozzati dall’usura. Buon Natale dai volontari Caritas di Cagliari che ogni giorno nel 2012 hanno dato da mangiare a 450 affamati. Buon Natale dagli operai dell’Alcoa di Portovesme che aspettano ancora che vengano rispettate le promesse elettorali delle scorse elezioni, trasformatesi nel fallimento della loro azienda che produce il miglior alluminio d’Europa. Buon Natale da quei lavoratori pendolari che non festeggeranno il Natale in casa in Sardegna perché Meridiana e Alitalia hanno tagliato i voli e diminuito i posti da e per l’Isola durante le feste. Buon Natale dagli operai della Vinyls di Portotorres, che dopo esser stati per oltre un anno all’Asinara, denominata "L’Isola dei Cassintegrati", oggi vedono svenduti i materiali stoccati e gli stessi impianti di produzione, dopo promesse di fantastici acquirenti arabi, brasiliani, russi e nessun accordo serio di salvataggio che veniva portato avanti. Buon Natale dai pastori che preferiscono non mungere le pecore e le capre piuttosto che svendere il latte tanto da non coprirci i costi di lavorazione. Buon Natale da quei ricchi sceicchi del Qatar che si sono comprati la Costa Smeralda ma non pagheranno le tasse in Sardegna perché han spostato la sede a Milano. Buon Natale dai 700.000 sardi che vivono con un reddito previdenziale e sotto la soglia della povertà. Buon Natale dal 45% dei giovani sardi al di sotto dei 24 anni che sanno di non trovare lavoro neanche nel 2013. Buon Natale dai cittadini stranieri richiedenti asilo in Sardegna che hanno trovato nell’Isola disperata un rifugio accogliente. Buon Natale dagli agricoltori che si vedono mettere all’asta i propri terreni per storie di mutui regionali rigettati dall’Unione Europea. Buon Natale dai Vescovi delle diocesi sarde che ci ricordano come " La Costituzione Italiana dice che la Repubblica è «fondata sul lavoro» e «tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni» (art. 1 e 35). Ma il lavoro non c’è e si sta perdendo ogni giorno anche quello che c’è". Buon Natale dai politici sardi che si apprestano a richiedere il voto alle elezioni politiche: sanno di avere sul collo il fiato di una intera regione che chiede aiuto. Buon Natale dai sindaci dei 377 comuni sardi: soprattutto da quelli dell’interno dell’Isola che vedono i propri paesi svuotarsi e molte tradizioni scomparire con i gli anziani, perché i giovani non ci sono più. Buon Natale da tutti i cittadini della Sardegna che chiedono che i diritti costituzionali vengano rispettati e si restituisca valore al lavoro. Buon Natale dalle terre di Sardegna, violentate nei secoli dai carbonai che hanno distrutto le foreste; dai padroni delle miniere che hanno fatto spuntare migliaia di ettari di colline di scarti di lavorazione e metalli pesanti; dai petrolieri e dagli industriali del settore chimico che dopo aver lucrato degli stanziamenti regionali e statali hanno fatto fallire industrie lasciando i territori inquinati ed impoveriti; dai poligoni militari e dalle basi dove si studia come fare la guerra, coi proiettili all’uranio impoverito e percentuali di malati di tumore e leucemia impressionanti. Buon Natale dalla Sardegna della sofferenza, tutta riunita intorno alla sua Madre, la Vergine di Bonaria, Madre di Gesù e di tutti i Sardi. Buon Natale a tutta l’Italia, dall’Isola che non si arrende, in questa notte Santa.