Più imprenditori per rilanciare la crescita
Nuova “educazione” e “cultura” d’impresa; ambiente favorevole all’avvio di piccole e medie aziende; sostengo ad alcune categorie specifiche dalle quali possono emergere nuovi imprenditori. Si basa su queste tre direttrici la strategia proposta il 9 gennaio dalla Commissione Ue per “liberare le potenzialità imprenditoriali dell’Europa”, contribuendo a “ripristinare la crescita economica”. L’Esecutivo indica agli Stati membri una serie di iniziative da assumere in questo ambito. “Il piano sottolinea il ruolo fondamentale dell’istruzione e della formazione per far crescere nuove generazioni di imprenditori e prevede misure specifiche a sostegno degli imprenditori in erba tra i giovani, le donne, gli anziani, i migranti e i disoccupati”. Per la Commissione, l’Ue dispone infatti, “con tassi elevati di disoccupazione, di un ampio bacino di risorse umane inutilizzate”. Vengono inoltre indicate misure volte a favorire le start-up e la creazione di nuove imprese, per ridurre la burocrazia (semplificazione amministrativa e legislativa) e per migliorare l’accesso ai finanziamenti.
Disoccupazione e welfare: Ue a rischio povertà
Riforme urgenti a livello nazionale, investimenti, sostegno alle imprese: è la sola ricetta che intravvede Lazslo Andor, commissario Ue agli affari sociali, per evitare il peggioramenti della situazione in Europa e contrastare la disoccupazione, che viene data in aumento. Il commissario ha diffuso l’8 gennaio il Rapporto su lavoro e situazione sociale 2012, commentando cifre “preoccupanti”. “È improbabile – ha affermato Andor – che si riscontreranno dei miglioramenti sul piano sociale ed economico” nel corso del 2013, salvo che “non si compiano progressi significativi e concreti per risolvere” la crisi, “investendo risorse a favore dell’economia reale”. Andor, dopo aver proposto i dati per l’anno scorso (si registra un ulteriore aumento della disoccupazione, che ha raggiunto lo scorso novembre l’11,8% nell’Eurozona, mentre un giovane su quattro non ha prospettive occupazionali), ha insistito sul “rischio povertà” che riguarda un’ampia parte della popolazione comunitaria. Tornando agli under25, Andor ha sottolineato che ci sono Paesi in cui la disoccupazione giovanile è oltre il 50% (Grecia, Spagna), ma la realtà “è grave” anche in altre nazioni. “Sono numeri mai raggiunti negli scorsi venti anni”, ha affermato il commissario, in una quadro ancor più complicato dal fatto che i sistemi di welfare “hanno perso la loro capacità di protezione sociale”.
Croazia: meno di sei mesi all’adesione
La più giovane è Tanja Vrbat, nata nel 1979; il più anziano, Nikola Vuljanic, è del 1949. Sono due dei dodici “osservatori” che rappresentano la Croazia presso il Parlamento europeo. Resteranno in carica fino al 30 giugno, visto che il giorno successivo la Croazia diverrà il 28° Stato dell’Unione e quindi arriveranno a Bruxelles i nuovi eurodeputati. “Gli osservatori – chiarisce l’Euroassemblea – prendono parte ai lavori del Parlamento e hanno diritto di parola in seno alle commissioni e ai gruppi politici. Non hanno però diritto di voto né possono candidarsi per l’elezione a cariche in seno al Parlamento”. Anche i rappresentanti della Croazia saranno quindi la prossima settimana a Strasburgo per la plenaria (14-17 gennaio), dividendosi nei gruppi politici di appartenenza: 7 dei Socialisti e democratici, 3 del Partito popolare, 1 dei Liberaldemocratici e 1 dei non iscritti. Il governo croato in carica dovrà presto nominare un componente della Commissione Ue. Nel frattempo il premier, Zoran Milanovic, partecipa, come osservatore, ai summit dei capi di Stato e di governo.
Ue27 conferma gli impegni verso gli haitiani
“A tre anni dal terremoto che sconvolse Haiti” (12 gennaio 2010) “resta ancora molto da fare” per la popolazione dell’isola caraibica, che ha sofferto, successivamente, per epidemie, povertà, altri disastri naturali. Nonostante l’impegno della Comunità internazionale, e dell’Ue nello specifico, “350mila persone vivono ancora in abitazioni di fortuna”, mentre occorrono aiuti di lungo periodo per la ricostruzione e la ripresa economica, benché nel 2012 il tasso di sviluppo del Pil sia stato considerevole, attorno al 6-7%. I commissari Ue Catherine Ashton, Kristalina Georgieva e Andris Piebalgs tracciano un bilancio di quanto realizzato dall’Ue, intervenuta con aiuti umanitari, personale della protezione civile, medici, ingegneri civili. All’Ue si devono inoltre azioni per il miglioramento della qualità della vita, per l’istruzione (formazione insegnanti, realizzazione scuole). “Oggi come allora – spiegano i commissari – riaffermiamo l’impegno dell’Unione europea a favore degli haitiani”. L’Ue ha costruito alloggi per 500mila persone, ha portato aiuti umanitari a circa 5 milioni di haitiani, si è impegnata per la realizzazione di infrastrutture e per rilanciare l’economia del Paese.