CHIESE IN BREVE

Kosovo, Ucraina, Austria

Kosovo: no violenza e intolleranza
“Denunciamo con forza ogni forma di violenza e intolleranza, chiedendo la fine degli estremismi da entrambe le parti”. A parlare a Sir Europa da Pristina è don Lush Gjergji, vicario generale dell’Amministrazione apostolica di Prizren, all’indomani delle tensioni che hanno coinvolto la città di Mitrovica e diverse municipalità del Kosovo dove alcuni cimiteri ortodossi sono stati oggetto di atti di vandalismo. Episodi definiti “inaccettabili” dalla presidente del Kosovo, Atifete Jahjaga. Manifestazioni di protesta si sono svolte anche a Gjakova (Dakovica in serbo) nei pressi di un monastero ortodosso, presidiato dalla forze della Nato. Questi episodi, secondo don Gjergji, “si legano alla ripresa dei negoziati tra Serbia e Kosovo, avvenuta a Bruxelles il 17 gennaio scorso, e mirano a destabilizzare la situazione”. I premier serbo, Ivica Dacic, e kosovaro, Hashim Thaci, si sono incontrati sotto l’egida dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Catherine Ashton. I colloqui continuano anche se il governo di Belgrado non riconosce l’indipendenza dell’ex provincia proclamata unilateralmente da Pristina nel 2008. “Dei passi avanti ci sono stati e la nostra speranza – continua don Lush – è che le cose non possano precipitare perché la gente è stanca della guerra e dei conflitti. Per questo preghiamo perché possano continuare il dialogo”.

Ucraina: nuova eparchia in Francia
Benedetto XVI ha elevato il 19 gennaio l’Esarcato apostolico per i greco-cattolici ucraini residenti in Francia allo status di eparchia, con il titolo di eparchia di San Volodymyr il Grande. Il vescovo Borys Gudziak è stato nominato come suo primo capo. Mons. Luigi Ventura, nunzio apostolico in Francia, ha dato l’annuncio ufficiale dopo la liturgia divina gerarchica nella Cattedrale di San Volodymyr a Parigi. La Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) è ufficialmente presente in Francia dal 1937, quando la Santa Sede, in consultazione con il metropolita Andrey Sheptytskyi, le ha concesso lo status ufficiale di “missione dell’Ugcc in Francia”. Nel 1939,i greco-cattolici ucraini hanno ricevuto il loro primo visitatore apostolico, il vescovo Ivan Buchko. L’eparchia conta attualmente 16 sacerdoti che servono i fedeli in due repubbliche e tre monarchie, su un territorio totale di 792.785 chilometri quadrati. Mons. Borys si augura che lo status di eparchia permetterà una crescita della Chiesa, al fine di soddisfare le esigenze dei suoi fedeli in Europa occidentale. “All’inizio del nuovo millennio, dopo un secolo di feroce persecuzione, gli ucraini greco-cattolici sono stati dispersi in tutto il mondo dalla divina Provvidenza, non senza un motivo spirituale ed ecclesiale”, ha detto il prelato in un’intervista che anticipava l’annuncio. “Ci auguriamo che, in un’Europa secolarizzata, i figli dei martiri possano testimoniare in modo creativo e convincente la verità eterna del Vangelo di Gesù Cristo. Siamo grati al Santo Padre Benedetto XVI, a sua Beatitudine Sviatoslav, padre e capo dell’Ugcc, e al Sinodo dell’Ugcc per la fiducia che ripongono nel clero, nei religiosi e nei fedeli di questa nuova eparchia”, ha proseguito il nuovo eparca. Parlando del posto della nuova eparchia all’interno della Chiesa in Europa, il vescovo Borys ha dichiarato al Servizio d’informazione religiosa dell’Ucraina: “Oso pensare che, dal punto di vista del Signore, la Chiesa in Europa sia ancora molto giovane. Mi auguro che la creazione della nostra nuova eparchia contribuisca alla sua crescita e vitalità nel corso dei secoli e dei millenni a venire”. L’eparchia porta il nome di San Volodymyr, Grande Principe di Kyivan-Rus’, che nel 988 portò il cristianesimo a quella che è oggi l’Ucraina. Per la sua opera di evangelizzazione, è chiamato “Uguale-agli-Apostoli” secondo la tradizione bizantina.

Austria: dizionario ecumenico di antropologia teologica
Il 21 gennaio, a Vienna, la Fondazione Pro Oriente con sede a Vienna e Mosca ha presentato un dizionario di antropologia teologica, alla presenza dei suoi redattori responsabili: Bertram Stubenrauch di Vienna (Monaco di Baviera) e l’arciprete Andrej Lorgus (Mosca). Il progetto, che riunisce istituzioni scientifiche di Russia, Austria e Germania, mostra il punto di vista della Chiesa cattolica romana e della Chiesa ortodossa russa. Dal comunicato stampa si apprende che lo scopo principale di questo dizionario conciso di antropologia teologica è di tipo ecumenico: “La finalità del progetto è mostrare come siano concepite le idee centrali dell’esistenza umana dai russo-ortodossi e dai cattolici romani. Queste concezioni dovrebbero emergere nel dizionario, che contiene (come un dizionario lessicale) 53 voci fondamentali”. Ogni voce è stata approfondita da autori di entrambe le Chiese e, in questo modo, “si possono mostrare le caratteristiche comuni e le differenze”. Il progetto contiene anche un elemento culturale trasversale, essendo un contributo alla “comprensione reciproca tra il mondo culturale russo e quello dell’Europa occidentale”. Il dizionario è stato pubblicato lo scorso anno, sia in russo che in tedesco. La versione tedesca è stata pubblicata dalla Casa Editrice Herder, quella russa dalla Casa Editrice Polomnik. Le istituzioni cattoliche coinvolte comprendono le Facoltà di Teologia cattolica di Vienna, Graz e Monaco di Baviera, la Fondazione Pro Oriente e l’Istituto di studi ecumenici Johann-Adam-Möhler. Per la parte russo-ortodossa hanno contribuito l’Università russo-ortodossa di San Giovanni il Teologo, l’Università Statale di Mosca, l’Accademia Russa delle Scienze, l’Università statale russa di scienze umane e l’Università Ortodossa di San Tikhon.