CHIESE IN BREVE" "

Austria, Portogallo, Germania

Austria: una “nuova lingua” per parlare ai giovani
La comunicazione tra la Chiesa e i giovani sulla fede può riuscire solo se si utilizza un linguaggio spirituale al passo con i tempi. Lo ha sottolineato il 19 gennaio a Vienna Stephan Sigg, noto teologo svizzero, giornalista e autore di libri di preghiera per bambini, nel corso di un convegno sulla preparazione alla cresima. Secondo Sigg, occorre prendere sul serio il mondo dei giovani e anche il loro comportamento comunicativo attraverso sms, Facebook, Twitter e YouTube. Si tratta di strumenti con cui è necessario prendere confidenza, un “requisito affinché la Chiesa e la sua offerta di fede possa essere compresa tra i giovani e suscitare il loro interesse”, ha detto. “Perciò è importante”, ha proseguito Sigg, “che chi opera nella Chiesa apprenda una nuova lingua su Dio e la fede”. Secondo il teologo ci si può ispirare alla musica pop attuale, così come alla pubblicità. Nella musica, ad esempio, “si ritrovano sempre testi molto profondi”. Da un lato, quindi, è opportuna una “nuova lingua spirituale” e, dall’altro, “nuove forme di offerte di dialogo tramite i social media”, così come “laboratori di scrittura spirituale in cui i giovani vengano ispirati ad esprimere i propri pensieri, sentimenti, gioie e preoccupazioni”. Infine, ha detto Sigg, “la Chiesa deve imparare a dare il proprio messaggio in modo stringato ed efficace”, citando ad esempio Martin Werlen, abate benedettino di Einsiedeln, che fa opera di apostolato con Twitter, il social media che utilizza solo 140 caratteri per ogni testo pubblicato.

Portogallo: Settimana del Consacrato
Nel documento “Pellegrini nella fede, apostoli nell’evangelizzazione del mondo”, diffuso in preparazione della 4ª Settimana del Consacrato celebrata dall’episcopato portoghese dal 27 gennaio al 3 febbraio, il presidente della Commissione delle vocazioni e dei ministeri, mons. Virgilio Antunes, ha ricordato che “il Portogallo deve molto della propria identità all’infaticabile azione di religiosi che hanno impregnato di Vangelo la sua storia”. “La diffusione della fede cristiana, il progresso nei valori umani fondamentali, la crescita spirituale e lo sviluppo culturale del Paese si devono in gran parte all’opera di questi uomini e donne offertisi a Cristo per amore dei loro fratelli”, ha aggiunto il vescovo di Coimbra. Nel messaggio si precisa come, in tutti i tempi, la bellezza della fede si manifesti quando è vissuta con radicalità evangelica; inoltre, si ribadisce che negli uomini religiosi ci si aspetta di incontrare la forma più visibile di una testimonianza espressa nei voti, accettati come dono e impegno: “Abbiamo un urgente bisogno di uomini e donne totalmente innamorati di Cristo, i quali mostrino un volto diverso, che si distanzino dai criteri di giudizio terreni, lasciandosi trasportare e guidare da valori più alti”. Mons. Antunes ha sottolineato come i religiosi corrono effettivamente il rischio, comune a tutti i cristiani, di “fermarsi nel loro pellegrinaggio di fede, perdendo di vista il Signore nel concentrarsi negli impegni quotidiani, investendo così tanto nelle opere terrene da dimenticarsi degli insegnamenti di Dio”. Nella prospettiva auspicata dal documento l’episcopato portoghese, in collaborazione con la Conferenza degli Istituti religiosi di Portogallo (Cirp), annuncia inoltre l’organizzazione della 28ª Settimana degli studi sulla Vita consacrata, che si svolgerà a Fatima dal 9 al 12 febbraio sul tema “Fede e vita consacrata: rinnovamento per la nuova evangelizzazione”. Info: www.cirp.pt.

Germania: un’imposta contro la povertà
I ministri dell’economia dell’Unione europea hanno deciso il 22 gennaio l’applicazione, in via sperimentale, della tassa sulle transazioni finanziarie in undici Paesi membri dell’Ue, tra cui Germania, Francia e Italia. L’accordo prevede che la tassa possa essere applicata solo dai Paesi che hanno aderito. La notizia dell’introduzione della “Tobin tax” è stata salutata da reazioni diverse. Il gesuita tedesco padre Jörg Alt, promotore della campagna “Imposte contro la povertà”, una lega di oltre 80 Ong e diverse banche, ha valutato positivamente l’accordo dell’Ue, che spera possa apportare un cambiamento profondo nei mercati finanziari. “La tassa sulle transazioni finanziarie”, ha spiegato padre Alt in un’intervista pubblicata dal portale tedesco katholisch.de, “rappresenta il primo tentativo serio nell’era della globalizzazione di tassare i prodotti finanziari e impedire allo stesso tempo eventuali deviazioni di flussi di capitali”. “È davvero più che una tassa: è un principio che viene testato in questo momento”, ha affermato padre Alt, ribadendo che la campagna “Imposte contro la povertà” chiede l’applicazione della Tobin tax “in una percentuale dello 0,05% su tutte le transazioni”. Si tratterebbe di un gettito di miliardi di euro che potrebbe essere utilizzato in parte per gli aiuti allo sviluppo. Padre Alt è impegnato da anni nella sensibilizzazione per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie: “Nel 2008, quando ero ancora parroco dei bambini presso gli indiani maya in America centrale, ebbi a sperimentare gli effetti della speculazione sui beni alimentari: anche se il raccolto era buono, improvvisamente non si poteva più comprare cibo a meno che non si fosse disposti o in condizione di pagare il triplo. Mi arrabbiai molto. Poi venne la crisi finanziaria con i provvedimenti di salvataggio miliardari, senza che i governi del G20 avessero un piano per far partecipare il settore finanziario ai costi della crisi. In quel momento ho iniziato a chiedere in giro se non si dovesse tentare seriamente di tassare i prodotti finanziari. Mi presero tutti per pazzo. Ma la mia fede mi dette la sicurezza che fosse possibile riuscirci. E come dice così bene la Bibbia – ha concluso padre Alt -, ‘con il mio Dio scavalcherò le mura’”.