CARDINALE BAGNASCO

Appello alla responsabilità

In occasione della celebrazione di San Francesco di Sales, pressante richiamo ai valori fondamentali dell’uomo

Un invito alle parti politiche a porre maggiore attenzione alla famiglia, un richiamo ai valori fondamentali dell’uomo e un appello, rivolto a tutti, a essere maggiormente responsabili: li ha fatti l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a margine della celebrazione per San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione, che si è svolta questa mattina nella Curia di Genova. Nell’occasione è stato anche presentato il suo ultimo volume, "La porta stretta", illustrato ed esposto da mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.

Maggiore attenzione alla famiglia. Nell’attuale campagna elettorale, ha detto il porporato, sul tema della famiglia “auspicherei che ci fosse una maggiore attenzione da un punto di vista culturale, politico e sociale”. Alla domanda se, a suo avviso, il tema della famiglia sia al centro della campagna di qualche formazione politica, il porporato ha detto: “Auspicherei che ce ne fosse ancora di più perché, se l’Italia ha retto fino a oggi, credo che in prima battuta lo debba proprio alla famiglia che ha retto in quanto famiglia perché nel proprio interno è rimasta il crogiolo di forze positive, di rigenerazione della persona, di fiducia, di stima, non solo di alimentazione, di sostegno materiale per i singoli membri della famiglia”. “Questo – ha spiegato – per un motivo molto semplice, perché se una persona si sente sola di fronte alle difficoltà e non stimata da nessuno, perde la fiducia in sé stessa, si paralizza”. “Qual è il primo luogo naturale indispensabile perché questo non avvenga?” ha poi domandato. “È la famiglia, sono i rapporti virtuosi all’interno del nucleo familiare. Per questo meriterebbe la famiglia un’ulteriore e più grande attenzione sia da un punto di vista culturale, e qui mi affido anche ai mezzi di comunicazione di massa, sia sul piano politico, concreto, sociale, per questo nucleo che è la cellula portante della società”.

Responsabilità di tutti e di ciascuno. Il porporato ha anche rivolto un appello alla responsabilità di tutti e di ciascuno. “Chi ha maggiore responsabilità, in qualunque ambiente, è più esposto – ha affermato – e quindi deve essere molto più responsabile, per essere coerente e di esempio, per fare bene il proprio dovere”. “Questo fatto – ha aggiunto – è verissimo ed è un fortissimo richiamo alla responsabilità di tutti noi. Più è coerente con i propri impegni e con un codice morale di comportamento degno della persona umana colui che ha maggiore responsabilità, più i mezzi di comunicazione possono fare meglio il proprio lavoro”. “Nello stesso tempo – ha domandato il cardinale ai giornalisti presenti – mi chiedo se sia possibile, non dico passare sotto silenzio, perché non sarebbe corretto, ma enfatizzare meno determinati esempi negativi, perché sembra quasi che a volte tendiamo a dare troppa importanza a certi esempi che invece meriterebbero zero”. Per il cardinale i mezzi di comunicazione devono inoltre “valorizzare un modo diverso di pensare e vivere, nel veicolare le categorie dell’onestà, del senso del dovere, dell’onore, dell’essenzialità anziché enfatizzare categorie ed esempi opposti. Nella misura in cui si riesce a valorizzare certe categorie sane e non altre c’è un grande vantaggio, una grande responsabilità e un grande merito”.

I valori che fanno l’umano. Sempre in tema di campagna elettorale, il cardinale ha ricordato che “la Chiesa si schiera con quei valori fondamentali che fanno l’umano e che una società distratta, e a volte, un po’ ideologizzata come la nostra, sembra o dimenticare o non considerare come fondativi perché è impossibile pensare a uno stato sociale efficace, a una riforma dello Stato, a una riforma dell’economia, della finanza, del mondo dell’industria che non abbiano come primato e come centro la persona”. “La Chiesa deve anche ricordare a una società distratta i fondamentali, senza i quali non ci sono conseguenze corrette. Quindi noi siamo su questa linea, questo è il nostro schieramento”. Infatti, ha domandato, “come facciamo a pensare a delle riforme socio economiche, finanziarie e strutturali se uno Stato, una società non difende a spada tratta in ogni modo e a qualunque costo la vita più fragile?” ha domandato. “I temi della vita pubblica, della casa, della sanità, dell’istruzione e del lavoro si devono affrontare tenendo d’occhio e favorendo la primaria attenzione alla vita quando è più fragile e ciò nel suo inizio e nella sua fine”. E poi ancora: “Se noi non teniamo fermi questi due momenti dove la vita è più fragile e indifesa come potrà uno Stato essere giusto nel perdurare della vita umana?”. Infatti, ha concluso il card. Bagnasco, “se non difende, promuove, valorizza e sostiene la famiglia che è fondata sul matrimonio tra uomo e donna in cui il bambino è concepito, cresce e viene educato nella ricchezza complementare delle differenze, come sarà poi la nostra società, su quali basi si reggerà?”.