AZIONE CATTOLICA

Famiglia debole, società debole ” “

Il cardinale Bagnasco al convegno di Genova, in vista della Settimana sociale di Torino. Interventi dell’assessore Rossetti e del presidente Miano.

"È all’interno della famiglia, e non sui libri, che si impara ad amare ed essere amati". Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, aprendo ieri sera nel capoluogo ligure il convegno "Famiglia, risorsa per la Chiesa e per la società" promosso dall’Azione Cattolica in vista della Settimana Sociale di Torino.

Un’aggressione sistematica. Il porporato ha sottolineato la "necessità della testimonianza cristiana circa la famiglia", per la quale è indispensabile "vivere l’incontro con il Signore. Sorgente e criterio del giudizio – ha spiegato – è il nostro rapporto con Cristo, e il cuore di questa relazione è costituito da confessione ed eucaristia". Noi, ha ricordato, "non siamo battitori liberi", per questo è "necessario vivere la comunità ecclesiale" e "ritornare a una nuova consapevolezza per pensare la fede apostolica". "Sfida crescente di oggi – secondo il card. Bagnasco – è l’impegno a testimoniare la famiglia": nei prossimi decenni un cattolico "sempre di più presenterà la carta d’identità della propria fede a seconda della concezione di matrimonio e di famiglia". E guardando agli altri Paesi europei, ha detto accennando alle unioni omosessuali verso cui si avvia la Francia, si capisce come la famiglia costituisca "il terreno di maggiore e immediato confronto: siamo di fronte a una strategia di destabilizzazione dove nulla è casuale e la famiglia viene aggredita sistematicamente".

Cuore pulsante del cristianesimo. Secondo il presidente Cei, "scardinare la famiglia" significa "colpire il cuore pulsante del cristianesimo" e la sua "missione educativa rispetto alla coscienza". Anche il "concetto subdolo di famiglia allargata, spesso enfatizzato, fa parte di questa strategia: è la medesima vecchia storia che si ripete". Prima viene "insinuato il dubbio sulla validità di un principio, in questo caso la famiglia fondata sul matrimonio. Poi si suscita il timore di essere considerati intolleranti e si punta a diffondere l’idea che le modalità nuove siano legate alla libertà di scelta di ciascuno". La "pluralità di modelli", così, non è neutra, però le novità vengono presentate "come valore e conquista" proprio per "creare un complesso di inferiorità", quasi non si fosse abbastanza "al passo coi tempi". Allo stesso modo, si è chiesto l’arcivescovo di Genova, "non è forse un attacco alla famiglia anche il lavoro festivo? È un volersi insinuare nella famiglia per scomporla. Una famiglia debole, d’altra parte, crea una società debole e quindi più esposta ai poteri forti".

Un fatto di cultura. La famiglia, ha proseguito il card. Bagnasco, "è una risorsa perché accoglie la vita", e pertanto i centri di aiuto alla vita "meriterebbero più attenzione: se la vita non viene aiutata a crescere, la famiglia si disgrega". Non basta, inoltre, "parlare di famiglia o di scuola se tutta la comunità non è educante. Una società che veramente vuole porsi in termini educativi deve rivedere le sue istituzioni". La famiglia, ha aggiunto, è una risorsa "perché al suo interno non ci si dispera", la stima e l’affetto rimangono al di là delle contingenze e della disoccupazione; la famiglia, infine, "garantisce il ricambio generazionale", e non si tratta solo di una "questione di economia" ma di un "fatto di cultura".

Scuola di comunione. Una panoramica sulla situazione in Liguria, dove si registra più che nel resto del Paese la "crisi demografica con perdita dei residenti e l’aumento dei nuclei composti da una sola persona o da un solo genitore" è stata offerta da Sergio Rossetti, assessore alla Formazione e al bilancio della Regione. Nonostante l’incremento dei "matrimoni misti e tra stranieri", Rossetti ha segnalato la "crescente fragilità della coesione di fronte al progressivo impoverimento sociale". Di famiglia come "autentica risorsa per la Chiesa anzitutto in quanto scuola di comunione" in cui si vivono "legami di vita buoni", ha parlato Franco Miano, presidente dell’Azione Cattolica: "in famiglia – ha detto – si inizia a credere e a pregare", imparando "i valori fondamentali" e scoprendo "il disegno di Dio su ciascuno di noi".

In attesa che la notte passi. Le attuali "fragilità sociali" e i "risvolti problematici" richiedono l’educazione "a non rinchiudersi in casa sperando che la notte passi. Semmai, al contrario, dovremmo sforzarci di illuminare un’idea diversa di famiglia, nella consapevolezza che luce e buio camminano insieme". È, secondo il presidente Ac, "indispensabile" pensare a una politica "più organica e alla centralità del lavoro", a sobrietà, solidarietà, legalità e uso responsabile del denaro come "premesse indispensabili per ri-orientare le scelte di fondo delle famiglie colpite dalla crisi e dei giovani".

Una forza che cambia la storia. La famiglia, dunque, è "oggi chiamata ad aprirsi ai problemi del mondo, alle sollecitazioni e ai segni dei tempi" assumendo "nuovi stili di vita", ispirati alla povertà evangelica e alla sobrietà, alla bellezza delle relazioni fra le persone, al dono e alla responsabilità. Crediamo pienamente, ha aggiunto Miano, che nella vita delle famiglie, pur tra le difficoltà quotidiane, sia custodita la "forza propulsiva dell’amore, che trasforma positivamente, fino a cambiarle, la vita delle persone, la comunità, la società e la storia intera".