FRANCIA

Il rischio di scoraggiarsi

Jérôme Vignon (Settimane Sociali) su ”mariage pour tous”

L’Assemblea nazionale francese sta procedendo in questi giorni nella discussione e nell’approvazione degli articoli del progetto di legge cosiddetto “mariage pour tous”. La legge, che prevede la possibilità del matrimonio e dell’adozione da parte delle coppie omosessuali, non contempla però la possibilità della procreazione medicalmente assistita (Pma). Una proposta di legge su questo argomento è allo studio e verrà discussa alla fine dell’anno, dopo il pronunciamento del Comitato nazionale di etica (Comité consultatif national d’éthique). Sarah Nunico, per Sir Europa, ha posto alcune domande a Jérôme Vignon, presidente delle Settimane Sociali di Francia.

Può commentare ciò che sta avvenendo in Assemblea nazionale, dove si stanno approvando, uno dopo l’altro, tutti gli articoli di questa legge contestata dai cattolici e non solo?
“L’Assemblea nazionale, in prima lettura, ha approvato l’essenziale del progetto di legge, ivi compreso ciò che rappresenta effettivamente un problema, vale a dire la questione della figliazione, cioè la possibilità di adozione pienamente intesa e congiunta da parte di una coppia dello stesso sesso. È quasi certo, a motivo dei rapporti di forza che regnano nell’Assemblea nazionale, che l’intero progetto sarà approvato in prima lettura, in linea con gli orientamenti del governo che prevedevano questo sconvolgimento legato alla figliazione. A partire dal 10 febbraio, il progetto sarà quindi discusso al Senato, dove potrà subire delle modifiche, dal momento che la maggioranza in Senato è composita. I dibattiti in Assemblea sono stati molto intensi. Hanno messo in luce delle fratture nell’opposizione, come anche la grande determinazione della ministra della Giustizia, Christiane Taubira, che ha confermato la sua volontà di ‘strappare il bambino ai suoi determinismi naturali'”.

Che reazioni si possono registrare nell’opinione pubblica?
“L’opinione pubblica sembra non interessarsi al dibattito, perché è preoccupata per la disoccupazione che sta continuando a crescere e capisce meno bene l”ostruzione’ di chi si oppone. Si registra però anche un lieve aumento, dopo il 13 gennaio, dei sostenitori del matrimonio che dal 60% sono passati al 63%. Anche i sostenitori dell’adozione sono passati dal 46 al 49%”.

Che ne è della marcia del 13 gennaio a Parigi?
“I manifestanti di gennaio sono contenti di aver potuto esprimere un movimento della loro coscienza. Certo il morale ora è basso, perché capisce che il rapporto di forza politica non è cambiato e c’è la tentazione della tristezza e dello scoraggiamento, come i pellegrini di Emmaus. Il loro movimento può dividersi tra gli ‘ultras’, che si accontentano di manifestare un rifiuto, e i ‘moderati’, tra cui mi ci metto io, che cercano un compromesso per trovare un migliore equilibrio di forze”.

Che cosa fanno e che cosa faranno i cattolici a questo punto?
“Ci sono tre gruppi: il primo non vuol sentir parlare di riconoscere l’amore tra persone dello stesso sesso; un secondo gruppo, di maggioranza, si è impegnato sulla via di questo riconoscimento, ma si oppone allo sconvolgimento della figliazione (è la posizione del Consiglio ‘famiglia e società’); un terzo gruppo, minoritario, è favorevole alla legge, con la motivazione della necessaria apertura ai cambiamenti della società. Il futuro dipenderà dalla qualità del dialogo tra queste tre posizioni. Anche le Settimane Sociali di Francia sono impegnate in questo dialogo”.