GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

Elezioni, matrimoni gay in Francia e Gran Bretagna, Giornata del malato e Quaresima 2013: gli editoriali delle testate cattoliche

Elezioni, matrimoni gay in Francia e Gran Bretagna, Giornata del malato e Quaresima 2013… Sono gli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

Verso le elezioni. “Il dovere di partecipare”. È “la linea di lettura” che accomuna molti editoriali dedicati alle elezioni politiche del 24-25 febbraio. La Cittadella (Mantova) spiega che “varie sono le ragioni alla base di questo dovere che, pur faticosamente, dobbiamo riprendere e fare nostro. Esse possono essere riassunte efficacemente da una parola: discernimento. (…) Occorre discernere: le proposte non sono tutte uguali, gli stili e le coerenze degli uomini pubblici non sono tutti uguali”. Per Pietro Pompei, direttore dell’Ancora (San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto), “votare con discernimento significa anche tener conto dei sacrifici fatti nell’anno trascorso dalle famiglie per non disperderli dietro promesse obsolete; significa anche individuare nei programmi quelle proposte serie per ridare ai giovani un lavoro cui hanno diritto e riaccendendo la speranza”. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), invita a “confrontare i programmi dei partiti con la nostra coscienza cristiana o, se non ci riteniamo credenti, con i valori supremi della dignità umana. A partire da: vita (dall’inizio al durante, al termine), famiglia, lavoro, salute, istruzione”. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), sottolinea che “ci si deve interessare della vita della comunità, prendere parte alle elezioni, far sentire la propria voce in vista del bene comune”. A tal proposito, la Guida (Cuneo) ribadisce che “non votare o annullare la scheda vuol dire fare un regalo a chi intende continuare l’opera di progressiva erosione della democrazia in Italia. In fin dei conti, il voto rimane una delle poche armi in mano al cittadino e assume anche il significato scolastico di valutazione”. Secondo Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), “c’è da constatare positivamente che l’interesse per queste elezioni, e quindi per la ‘politica’ appunto, va crescendo in gran parte della popolazione”, anche se “restano ancora molti dubbi da fugare”. Sul Portico (Cagliari) l’arcivescovo della diocesi sarda, mons. Arrigo Miglio, riflette su sei parole – “lavoro, ambiente, famiglia, scuola, vita e salute, autonomia regionale” – che “diventano, in campagna elettorale, altrettante domande, che i cittadini devono rivolgere ai candidati, perché hanno diritto di sapere cosa ne pensano e soprattutto come pensano di tenerne conto; ma sono anche domande che i candidati devono rivolgere alle forze politiche nelle quali sono inseriti, per amore di chiarezza e di concretezza, per passare dalle enunciazioni generali a scelte concrete e attuabili”. Per Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), “occorre un’equa distribuzione fiscale a favore delle famiglie”, perché “più che d’illusioni abbiamo bisogno di verità”. La Vita Cattolica (Udine) rilancia la nota Sir a firma di Francesco Bonini – primo di una serie di contributi verso il voto – in cui si legge tra l’altro che “per essere vantaggioso alla democrazia, dunque in concreto a tutti noi, l’approdo della crisi dovrà essere a un sano realismo, inclusivo e innovativo. Nella consapevolezza, come ci ha ricordato il cardinale Bagnasco, che ‘il Paese sano è stanco di populismi e reticenze di qualunque provenienza e comunque vestiti'”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) pubblica una nota del sociologo Luca Diotallevi, il quale s’interroga su “che cosa è la politica?”. Il Papa, scrive tra l’altro Diotallevi, “nel discorso pronunziato di fronte al Reichstag di Berlino nel 2011 afferma che ‘la politica deve essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace’, dove qui pace significa ordine pubblico. La politica porta al bene comune, cui tutta la società concorre”. Il Popolo (Tortona) si sofferma sul “dibattito in corso”: “Sorprende che glissi sostanzialmente sui grandi temi del quotidiano, i problemi reali di un popolo e di un Paese. Stupisce e addolora che le attese dei cittadini siano relegate sullo sfondo, naufragate nel limbo di una politica incapace di rinnovarsi, tesa a privilegiare lo scontro ideologico”. Di scontro e rissa parla anche Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), chiedendo di “abbassare i toni” perché sono “anni che, invece di ragionare, discutere anche animatamente su iniziative, progetti e proposte di legge, si segue la strada del conflitto a ogni costo, muro contro muro”. Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), propone di leggere il Salmo 72, “un aiuto per comprendere i valori autentici da abbracciare e trasmettere alle future generazioni”. A proposito di valori, Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), si occupa dei “cosiddetti principi non negoziabili”, evidenziando che “nel partito-contenitore di posizioni diverse sui temi etici si dovrà mediare e questo annulla già fin da subito la necessità di fare obiezione di coscienza e, per il cristiano, di poter testimoniare, anche pagando per la propria fedeltà”. Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), riflettendo sulle ultime vicende di cronaca con al centro il Monte dei Paschi di Siena (Mps) e la politica, rileva che “esiste una parte del mondo della finanza che sta seguendo altre strade”: le “banche minori”, le “banche del credito cooperativo”, le “banche etiche”. Per Moret, “noi cittadini risparmiatori possiamo dare dei segnali molto forti affidando i nostri soldi a questi istituti”. Su Mps anche l’editoriale di Toscana Oggi (settimanale regionale), che vede nel “drastico ridimensionamento dell’impegno sul territorio della Fondazione Mps il vero elemento di preoccupazione per la società toscana, tanto per il presente quanto, soprattutto, per gli anni a venire”. Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), prende spunto da una recente manifestazione di quasi 300 realtà associative a Firenze contro l’Imu per registrare “che è cambiato il clima, e quella che pareva la rivendicazione di un privilegio da parte della Chiesa è diventata battaglia comune all’intero mondo del non profit. Meglio tardi che mai”.

Matrimoni gay. Sui settimanali Fisc spazio anche a riflessioni sul matrimonio e la famiglia, alla luce di quanto sta avvenendo, a livello legislativo, in diversi Paesi europei. “La cronaca – sintetizza Marco Zeni, direttore di Vita Trentina (Trento) – sta propinando come conquista del terzo millennio la disfatta del matrimonio in Francia, in Gran Bretagna e prima ancora in Belgio, in Olanda, in Spagna. Il giurista Giuseppe Dalla Torre parla di sepoltura del matrimonio civile da parte del legislatore francese e di deriva in atto in Europa e nel mondo occidentale all’interno del quale, un domani forse non lontano, solo la religione continuerà a presidiare il matrimonio nella sua struttura naturale di ‘consorzio tra un uomo e una donna’”. Edoardo Tincani, direttore della Libertà (Reggio Emilia-Guastalla), puntualizza che “non c’è niente di ostile, né di rivendicativo, nel richiamare con preoccupazione lo strappo etico e antropologico che l’Assemblea nazionale francese sta consumando con l’approvazione del ‘matrimonio per tutti’, cioè anche fra persone del medesimo sesso. Perché in gioco c’è la verità sull’uomo e sulla donna: una questione di ragione, tutt’altro che un vincolo confessionale o una battaglia omofobica, come taluni vorrebbero far pensare per buttarla in rissa”. Sulla Voce Alessandrina (Alessandria) viene rimarcato che “la questione, posta in Francia e Gran Bretagna, non è innanzitutto giuridica. E tanto meno religiosa. È antropologica, perché attiene alla profondità della natura umana e al fondamento di un rapporto – quello matrimoniale – da sempre fondato sull’unione tra un uomo e una donna. Non comprenderlo è cedimento al relativismo etico. E miopia culturale”. Per Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), “la discussione in atto è troppo seria per essere ridotta (come qualcuno vorrebbe) al confronto tra una parte retrograda e un’altra illuminata. Una questione sono i diritti e un’altra sono i desideri che, per quanto legittimi, devono innanzitutto tener conto dei dati oggettivi della realtà”. Da Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), l’invito ai “politici nostrani” a “dirci come la pensano sull’istituto matrimoniale e sulla vita”.

Giornata del malato. L’11 febbraio viene celebrata la 21ª Giornata mondiale del malato, sul tema “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”: un appuntamento per “provare a interpretare la differenza tra il curare e il prendersi cura, alla luce dell’icona evangelica del Buon Samaritano, proposta quest’anno dal Papa”, rimarcano i settimanali diocesani. “Prendersi cura – si legge su Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) – è concentrare l’attenzione sulla persona attraverso l’ascolto, l’accoglienza, il dialogo; favorire l’espressione dei bisogni e delle richieste; tentare di aiutare l’individuo a ricostruire un senso del vivere anche in situazioni drammatiche e dolorose”. Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), ricorda che “la sofferenza rende tutti uguali, anzi tutti fratelli, tutti sullo stesso cammino, un po’ barcollanti e un po’ più sicuri, a seconda, ma impegnati a darsi una mano, a prendersi cura, a sostare al fianco, a preoccuparsi con generosità, sulle orme del Maestro e Signore, Gesù di Nazareth, che si è fatto carico, si è calato nei panni del buon samaritano, ha scardinato gli steccati, ha spazzato via le differenze, ha privilegiato la persona, ha scelto il cuore dell’uomo e, in particolare, dell’uomo sofferente”. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), confida che “in questi giorni” gli è tornato in mente “il messaggio di chiusura del Vaticano II rivolto al valore della vita anche nella malattia: ‘Non siete né abbandonati, né inutili: voi siete chiamati da Cristo, voi siete la sua trasparente immagine'”. L’Ora del Salento (Lecce) ospita una nota di Silvio Colonna (Associazione medici cattolici italiani – Lecce), il quale prende spunto dalla diffusione della cosiddetta “medicina narrativa” per notare che “la narrazione e la condivisione dell’esperienza-malattia da parte di chi ne è protagonista migliora i percorsi di cura; sottolinea con forza la centralità dell’ammalato-persona che, lungi dal sentirsi isolato, percepisce di essere al centro del progetto di cura; favorisce le relazioni tra ammalato, famiglia, medici e infermieri, riducendone incomprensioni e conflitti”. Su Cammino (Siracusa) don Ivan Ricupero, cappellano dell’ospedale Umberto I di Siracusa, condivide la testimonianza di Clara, morta qualche settimana fa: “Una madre di due bambini, che ha vissuto la quotidianità della sua sofferenza senza mai colpevolizzare nessuno per la sua terribile malattia. (…). È stata lei a preparare i suoi cari al suo incontro definitivo col Padre, vivendo con fede e cercando di lenire le ferite che la sua sofferenza stava procurando anche in loro. (…) Clara ci ha mostrato che è possibile, nonostante il dolore, abbandonarsi con fiducia tra le braccia di Dio nostro salvatore e liberatore per ricevere il sollievo tanto desiderato”.

Quaresima 2013. Al centro degli editoriali anche il tempo della Quaresima che inizia con la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri (13 febbraio). La Vita Casalese (Casale Monferrato) pubblica il messaggio del vescovo, mons. Alceste Catella, il quale invita, tra l’altro, a percorrere “in questa Quaresima, con lucidità e coraggio, tutti i sentieri che possono far ritrovare l’unità al cuore dell’uomo spesso smarrito e diviso e alla società ferita da drammatiche spaccature… Impegniamoci a far emergere con maggiore evidenza la connessione tra la richiesta di confessarsi e l’impegno di ‘superare le divisioni’ in se stessi e nel rapporto con gli altri”. Anche la Vita Picena (Ascoli Piceno) mette in prima pagina il messaggio per la Quaresima del vescovo, mons. Silvano Montevecchi, il quale pone l’accento in modo particolare sulle opere di solidarietà. “Esse – annota – sono la parte migliore ed è confortevole che molti cittadini diano tempo e denaro per queste iniziative. Questo mondo del volontariato è la parte bella della nostra Pasqua, perché – come insegna il Papa – la fede senza le opere è come un albero senza frutti”. Mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia, ricorda sul settimanale diocesano, il Ticino, che “la Quaresima è il tempo in cui la Chiesa ci richiama con forza alla conversione; la scelta di ‘ritornare a Dio con tutto il cuore’ risuona come invito forte proprio nei primi giorni del tempo quaresimale. La conversione, perché di questo si tratta, ha a che fare con la vita intera della persona, nel suo rapporto con Dio, nelle sue varie relazioni con gli altri, nella sua partecipazione alla costruzione della società in cui si vive”. Sul Corriere Eusebiano (Vercelli) l’arcivescovo, mons. Enrico Masseroni, aggiunge che “la Quaresima è la stagione più ricca di grazia per diventare più donne e più uomini, aperti a Dio e agli altri con un supplemento di speranza in questi tempi attraversati dai venti della crisi economica ed etica. È il tempo per dare concretezza alla fede, amica della conversione; il tempo per restituire alla fede il primo posto tra i pensieri del vivere quotidiano”. Al messaggio per la Quaresima del Papa, “Credere nella carità suscita carità. ‘Abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi’ (1 Gv 4,16)”, è dedicato l’editoriale di Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto). Si tratta, sintetizza Mariani, di “un messaggio che si sviluppa su due tracciati: il primo, teologico, nel quale analizza come la fede costituisca ‘una risposta all’amore di Dio’ e la carità, a sua volta, una manifestazione concreta della ‘vita nella fede’. E il secondo, invece, più pratico ed esperienziale, nel quale il credente è chiamato a mostrare, tramite le ‘concrete opere di carità’, quanto la sua vita sia cambiata dopo aver sperimentato ‘l’amore di Dio'”. La Voce del Popolo (Brescia) propone la nota del Sir, a firma di Cristiana Dobner, dedicata al messaggio del Papa. “Benedetto XVI – nota Dobner – in questa Quaresima, che si sta aprendo, ci offre la chiave preziosa, ci indica quel ‘come’ che tanto travaglia i nostri desideri, cui troppo spesso, per carenza d’illuminazione, di principi saldi, non riusciamo a dare forma: l’armonioso rapporto fra ‘fede e carità'”. Infine Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), spiega che “la cenere che il sacerdote pone sul capo nel primo giorno di Quaresima è una salutare presa di coscienza. ‘Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai’: un monito che suona come un remember da scolpire nella mente per vivere appieno i nostri giorni terreni”.