BASILICATA
Un provvedimento per finanziare la banda larga anche nelle aree rurali
Contrastare il “digital divide” attraverso un finanziamento che porterà la banda larga anche nelle aree rurali: è l’obiettivo del provvedimento adottato in questo mese dalla Giunta regionale della Basilicata. La Regione mira, al tempo stesso, a potenziare la rete già esistente attraverso l’utilizzo della fibra ottica.Il provvedimento. Nato dalla necessità di garantire la diffusione della banda larga nelle aree rurali, il progetto della Giunta regionale punterà a rafforzare la copertura nei comuni di Accettura, Albano di Lucania, Aliano, Avigliano, Bella, Castelgrande, Castelsaraceno, Pescopagano, Pietragalla, Rotondella, San Chirico Nuovo, San Chirico Raparo, San Fele, San Severino Lucano e Viggianello. L’iniziativa, promossa dall’Autorità di gestione del Psr (Programma di sviluppo rurale), sarà attuata con la misura 321 del Psr Basilicata e consisterà in un investimento pari a circa sei milioni di euro. Il piano di rafforzamento si affianca ad altre due azioni già in corso e finanziate per 7,15 milioni di euro con i fondi del Psr 2007-2013 e per 12,5 milioni di euro con i fondi del Po Fesr (Programma operativo Fondo europeo di sviluppo regionale) 2007-2013. A favore dei cittadini. “Dall’analisi condotta dal ministero dello Sviluppo economico sugli ambiti territoriali dove si soffre di più per il digital divide è scaturita l’esigenza di rafforzare il servizio relativo alla connessione Internet a banda larga cui non ha accesso oltre il 6% della popolazione regionale, mentre il 12,28% è raggiunta dall”Adsl lite’, che consente una minore capacità di trasferimento di dati”, spiega Salvatore Panzanaro, dell’Ufficio società dell’informazione, settore infrastrutture e tecnologie, del Dipartimento della Presidenza della Regione Basilicata. “Con questo provvedimento – aggiunge – la nostra Regione mette in campo anche una serie di iniziative che si realizzeranno nel prossimo futuro, in coerenza con il Piano nazionale, prendendo in considerazione tutti i comuni che soffrono a causa del digital divide, compresi quelli coperti con adsl lite”. Una volta in funzione, “tali infrastrutture garantiranno l’accesso alla banda larga a cittadini, attività economiche e soggetti pubblici”. Un accesso rapido. Panzanaro ricorda che “gli interventi regionali prendono avvio dal documento ‘No digital divide’, approvato dalla Giunta regionale con Dgr (delibera della Giunta regionale) n. 856 del 12 maggio 2009, e iniziano con una serie di azioni realizzate nell’ambito dell’accordo quadro con Sviluppo Italia e Infratel Italia. Il provvedimento adesso approvato fa parte di un piano più ampio per la definitiva eliminazione del digital divide in Basilicata e aprirà alla banda ultralarga”. Sulla questione Domenico Infante, referente regionale dell’Associazione italiana ascoltatori radio e televisione (Aiart), sottolinea “l’adeguatezza del provvedimento che porterà la tecnologia nelle aree marginali e la fibra ottica nelle aree che già hanno infrastrutture”. Così “si garantirà una crescita sociale e civile su tutto il territorio. Il piano di installazione della fibra ottica nei due capoluoghi di provincia, in particolare, consentirà a questi centri di raccogliere le sfide dei prossimi anni. Ad esempio, Matera, candidata a essere capitale europea della cultura per il 2019, potrà rispondere adeguatamente a una richiesta già oggi molto forte di turismo culturale legato ai luoghi storici dei Sassi e delle chiese rupestri, ma che ha bisogno dei necessari servizi innovativi della comunicazione”. Per Panzanaro, “la presenza della banda larga in tutta la regione farà superare l’emarginazione infrastrutturale in cui si trova una larga parte della Basilicata e consentirà agli imprenditori d’investire in un territorio finalmente privo del gap tecnologico che frena ogni tipo d’iniziativa”. Un uso rispettoso. A parlare della “banda larga” è anche don Giovanni Lo Pinto, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Tursi-Lagonegro: “Anche la diocesi di Tursi-Lagonegro plaude all’iniziativa perché, sicuramente, oggi non è possibile pensare allo sviluppo di una Regione senza la possibilità di un’infrastruttura tecnologica che permetta un accesso a Internet di buona qualità, che sia al passo con i tempi. Sembra paradossale, ma nei piccoli paesi, dove c’è un esiguo numero di abitanti, occorre ancor di più investire in queste nuove tecnologie per vincere l’isolamento. Al contempo, alla Chiesa sta a cuore un retto uso di Internet, che sia strumento di comunione, di studio, rispettoso della dignità della persona e dei suoi diritti inalienabili”. a cura di Giovanni Perilli(20 febbraio 2013)