UN PIANO DI AIUTI

L’Europa scopre i suoi poveri

La Commissione illustra il ”pacchetto di investimenti sociali” che privilegia la famiglia e l’inclusione. Particolare attenzione ai bambini e ai giovani per ”spezzare il circolo chiuso intergenerazionale della povertà e dell’esclusione sociale”, e per ”migliorare le loro opportunità più avanti nella vita”

"Investire oggi nel sociale ci aiuta a evitare che gli Stati debbano sostenere costi finanziari e sociali molto più alti in futuro": László Andor, commissario per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione, ha presentato ieri un pacchetto di interventi per aiutare gli Stati membri dell’Unione a intervenire a favore dei cittadini e delle famiglie, "considerando i gravi problemi creati dalla recessione e dalla disoccupazione".

Il "capitale umano". La strategia delineata dall’Esecutivo comprende una serie di documenti di lavoro, analisi, raccomandazioni. "Gli investimenti sociali sono fondamentali per emergere dalla crisi più forti, più coesi e più competitivi", ha sottolineato il politico ungherese. "Nel rispetto degli attuali vincoli di bilancio è opportuno che gli Stati membri rivolgano la loro attenzione al capitale umano e alla coesione sociale". Welfare, sistemi previdenziali, mercato del lavoro, servizi per l’infanzia e per la famiglia, servizi per la cura della salute, scuola: sono alcuni dei settori in cui la Commissione suggerisce azioni che devono – per competenza – essere effettuate a livello nazionale; ma l’Ue può offrire finanziamenti (soprattutto mediante il Fondo sociale europeo), un quadro legislativo favorevole, buone pratiche. Si tratta fra l’altro di "modernizzare i propri sistemi di protezione sociale", puntualizza Andor. "Ciò implica strategie di integrazione attiva più performanti e un uso più efficiente ed efficace delle risorse pubbliche". La Commissione nei prossimi mesi effettuerà "un attento monitoraggio del funzionamento dei sistemi di protezione sociale" dei singoli Stati nel contesto del semestre europeo (coordinamento delle politiche economiche) e formulerà all’occorrenza raccomandazioni specifiche per i Paesi interessati.

Povertà infantile. Il "pacchetto" avanzato dal collegio dei commissari comprende – come tiene a precisare Andor – una raccomandazione specifica in tema di lotta alla povertà infantile, "che esorta ad applicare un approccio integrato agli investimenti sociali a favore dei bambini". Investire nei minori e nei giovani "è un modo particolarmente efficace di spezzare il circolo chiuso intergenerazionale della povertà e dell’esclusione sociale, nonché di migliorare le loro opportunità più avanti nella vita". Lo stesso Andor è entrato nel dettaglio tecnico delle azioni indicate agli Stati, ma soprattutto ha voluto sottolineare "le conseguenze gravi della crisi, con 120 milioni di persone a rischio povertà o di esclusione, che ci impongono interventi rapidi e ben studiati", "rivolti anche al lungo periodo". "Le famiglie in cui una o più persone sono rimaste senza lavoro, i ragazzi che abbandonano anzitempo la scuola, il moltiplicarsi dei senzatetto devono far orientare a interventi efficaci che, pur nella ristrettezza" delle poste dei bilanci nazionali, pongano al centro "i cittadini e i loro bisogni". "Questo pacchetto di interventi – ha proseguito Andor – non affronta tutti i temi delle politiche sociali, ma certamente vuol sollevare un dibattito serio sulla riforma del welfare nei Paesi dell’Unione". Il commissario ha criticato i "tagli continui sulla spesa sociale" che vengono effettuati da diversi Stati. E, sollecitato a dare un parere sulla situazione creatasi in Grecia fra la popolazione proprio a causa della crisi e delle politiche di austerità necessariamente intraprese dalle autorità, ha sostenuto: "Occorre cercare un equilibrio interno fra austerità e spesa sociale, pesando il meno possibile sui cittadini" già provati da recessione, tagli e disoccupazione "e ogni nazione deve trovare la maniera per fare investimenti a carattere sociale".

I tre pilastri. Il pacchetto investimenti sociali – che è il completamento di una serie di recenti interventi Ue – costituisce dunque un "quadro integrato" di azioni che non trascurano le differenze sociali, economiche e di bilancio tra gli stessi Stati membri. Esso prevede tre punti chiave. Anzitutto intende garantire che i sistemi di protezione sociale "soddisfino i bisogni delle persone nei momenti critici della loro vita" ("è necessario fare di più per ridurre il rischio di disgregazione sociale ed evitare in tal modo una spesa sociale più elevata in futuro", puntualizza il documento). In secondo luogo il provvedimento – che passa al vaglio degli Stati e dell’Europarlamento – mira alla semplificazione delle politiche sociali ("alcuni Paesi riportano risultati migliori per la società rispetto ad altri Stati pur disponendo di risorse simili o inferiori, il che dimostra che esistono i margini per una spesa più efficiente"). Terzo: si vorrebbero perfezionare le strategie di inclusione. A questa proposito si afferma: "Cura dell’infanzia e istruzione sostenibili e qualitativamente valide, prevenzione dell’abbandono scolastico, formazione e aiuto nella ricerca del lavoro, facilitazioni in fatto di alloggio e accessibilità dell’assistenza medica sono tutti settori di intervento con forti caratteristiche di investimento sociale".