ABRUZZO
Stanziati sei milioni di euro per aumentare i posti per i bambini
Sei milioni per il sociale. Li ha stanziati la Regione Abruzzo per il servizio di asili nido. Su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, il finanziamento di 6 milioni di euro di risorse, tratte dal Fondo aree sottoutilizzate (Fas), sarà destinato ai Comuni per aumentare il numero dei bambini presi in carico negli asili nido pubblici e privati. Le risorse, utilizzate per garantire migliori servizi, saranno gestite tramite la distribuzione di voucher alle famiglie che ne faranno richiesta. Alla sola città dell’Aquila saranno destinati 700 mila euro, mentre le restanti risorse saranno suddivise fra gli altri Comuni della Regione, in proporzione all’utenza potenziale rappresentata dai bambini da 0 a 2 anni residenti in ogni Comune e in base all’indice di copertura, ovvero il rapporto fra iscritti e utenza potenziale dei Comuni sulla classe 0-2 anni. Sull’infanzia in questo ultimo triennio l’assessorato ha investito molto in termini di risorse destinate all’ampliamento dell’offerta degli asili nido e in termini di qualità dei servizi erogati, elevando gli standard pretesi dalle strutture che accolgono i bimbi.Alcuni aspetti trascurati. “Considero l’intervento della Regione molto utile – dichiara don Carmine Miccoli, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro dell’arcidiocesi di Lanciano-Ortona – perché il problema degli asili nido riflette un effettivo bisogno. Aumentare i servizi per gli asili nido è un’esigenza, ma spero vivamente che essendo in periodo di campagna elettorale tutto ciò non sia solo pura propaganda”. Inoltre per don Miccoli, “si finanzia il sostegno al welfare in modo parziale e non integrato tra vari aspetti, trascurando importanti settori come l’edilizia scolastica fatiscente e pericolosa o il lavoro femminile. Non ci dimentichiamo che se le donne non lavorano o non vengono tutelate o addirittura sono licenziate quando vanno in maternità, si disincentiva la maternità. È tutta una catena che dobbiamo cercare di spezzare perché va contro la cellula base della società: la famiglia”.E gli asili cattolici? “Ottimo provvedimento, ma ci vorrebbe qualcosa di più”. Questo è il pensiero di monsignor Michele Masciarelli, direttore dell’Ufficio per l’educazione, la scuola e l’università dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto. “Il provvedimento è un’ottima cosa – dice – ma dovrebbe prevedere un sostegno anche per gli asili di matrice ecclesiale che troppo spesso vengono trascurati e si autofinanziano. Trovo che ci sia un’attenzione forte alle spese delle famiglie, più che giustificata, ma bisogna pensare anche a chi offre servizi necessari per i bambini, come gli asili nido, dando nuove opportunità. Altrimenti prima o poi le risorse finiscono”. Controlli sul servizio. A don Francesco Tallarico, direttore dell’Ufficio di pastorale familiare e promozione della vita della diocesi di Avezzano, “il provvedimento per il finanziamento sembra ottimo; quando vengono stanziati soldi per l’infanzia è sempre una buona cosa, mi auguro solo che questo denaro non venga impiegato ‘a pioggia’, ma con cognizione”. “Spero – continua il sacerdote – che le autorità competenti facciano dei controlli sul servizio effettuato dalle persone addette alla cura dei bambini perché non dobbiamo mai perdere di vista la loro sicurezza: le famiglie affidano i piccoli fidandosi del personale che li accudisce, che pertanto deve essere molto qualificato”. Un altro settore che interessa molto a don Tallarico è la scuola per l’infanzia dai 3 anni in su. “Anche le scuole per l’infanzia – sostiene il sacerdote – hanno bisogno di finanziamenti visto che negli ultimi anni questi sono stati tagliati del 50% e le famiglie non possono permettersi strutture private, soprattutto in questo periodo di profonda crisi”. a cura di Alessandra Perfetto(22 febbraio 2013)