TORNA LA SINDONE
Grande ”evento multimediale”: Sabato Santo, su Rai Uno, la prima ostensione televisiva del nuovo millennio. Saranno i malati ad essere ”protagonisti”. È nell’Anno della fede e ”per” l’Anno della fede che si propone l’ostensione
Torna la Sindone, questa volta non solo per Torino ma per il mondo intero. L’ostensione televisiva di sabato 30 marzo si presenta come un grande "evento multimediale", destinato a catturare l’attenzione degli spettatori italiani e di tutte le reti tv che saranno collegate con l’emissione di Rai Uno.
In questi ultimi decenni l’interesse per la Sindone è cresciuto, in ogni senso. Durante le ostensioni pubbliche e solenni (1978, 1998, 2000, 2010) Torino ha accolto milioni di pellegrini e anche di "curiosi", richiamati da un enigma che non è solo scientifico. Ma è cresciuto anche il dibattito degli scienziati (veri) per conoscere meglio un oggetto che sembra svelare, più che le contraddizioni della religione, le incertezze della "scienza", come notò Giovanni Paolo II nella sua riflessione del 1998.
È cresciuto ancora, ma era inevitabile, il "mercato sindonico", fatto d’improbabili scoop giornalistici ed editoriali, d’impropri collegamenti tra il Lenzuolo di Torino e tutte le possibili sette religiose che hanno popolato i venti secoli di cristianità… In questo speciale "campo del vasaio", la Sindone è diventata un oggetto quasi mitologico, come il Graal…
Il vero mistero, è altrove. Come ha ricordato mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, custode pontificio della Sindone, è attraverso i segni della sofferenza impressi nel corpo dell’Uomo della Sindone che si manifesta la gloria del Signore. E dunque saranno i malati ad essere "protagonisti" di questa ostensione televisiva, la prima multimediale del nuovo millennio. Anche perché la sofferenza di queste persone (le poche che saranno in duomo, e i milioni di uomini e donne provati dal dolore del corpo) è in qualche modo il contrappeso estremamente concreto, fisico, a quel mondo virtuale che pure ci attira e ci coinvolge.
L’ostensione attraverso la televisione (tenutasi finora una sola volta, nel 1973), prima e più che un evento mediatico, o una presentazione scientifica, si colloca completamente in un contesto di fede e di Chiesa. È nell’Anno della fede e "per" l’Anno della fede che si propone l’ostensione. Proprio perché il carattere più vero e profondo di quell’immagine rimane il suo richiamo fortissimo al Signore, alla sua Passione e allo straordinario, misterioso silenzio del Sabato Santo, un giorno intero in cui "Dio è morto", ma in cui proprio la Sindone ci aiuta a ricordarne la presenza solenne, misteriosa, affascinante.
(*) direttore "La Voce del Popolo" (Torino)
responsabile della comunicazione
Commissione diocesana per la Sindone – Torino