VALLE D'AOSTA

Tenere alta l’attenzione

Una legge per prevenire e contrastare la violenza di genere

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, mercoledì 20 febbraio, ha approvato all’unanimità una legge che introduce interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. In particolare, la legge disciplina gli interventi in materia di tutela e sostegno alle donne vittime: con questo provvedimento, che si compone di tredici articoli, la Regione definisce il concetto di violenza e assicura alle vittime e ai loro figli la possibilità di tornare a essere nuovamente autonomi dal punto di vista personale, sociale ed economico. Gli obiettivi della legge. Nel primo articolo si legge che “la Regione riconosce in ogni forma di violenza di genere, in particolare contro le donne, una violazione dei diritti umani, dell’integrità fisica e psicologica, della sicurezza, della libertà e della dignità della persona”. La legge prevede, inoltre, l’istituzione di un Forum permanente contro le molestie e la violenza e di un Osservatorio regionale, oltre che la predisposizione di un Piano triennale di interventi, approvato dal Consiglio della Valle. Nella legge la Regione riconosce poi la valenza sociale del Centro antiviolenza e promuove la formazione degli operatori socio-sanitari coinvolti nella prevenzione e nella lotta al fenomeno. Come previsto dall’articolo 13, le risorse complessive per l’applicazione della legge a decorrere dal 2013 superano di poco i 300 mila euro. Le statistiche fornite dall’Asl rivelano che i casi sono in aumento, il numero degli accessi di donne in pronto soccorso per “violenza altrui” è passato dai 91 del 2006 ai 135 del 2012, di cui 116 vittime di violenze tra le mura domestiche. Numeri che, purtroppo, non forniscono un quadro preciso del fenomeno che, anche in Valle d’Aosta, è per la maggior parte sommerso. Infatti secondo l’Istat a livello nazionale il 93% delle violenze resta sommerso per la vergogna e la difficoltà a uscirne da parte delle donne. Fenomeno in aumento. Annamaria Torrione, volontaria del Centro di ascolto della Caritas che ha contribuito alla realizzazione della “Casa nostra”, ideata per ospitare alcune donne in difficoltà, commenta: “L’approvazione di questa legge è sicuramente un risultato importante che consente di mantenere alta l’attenzione sulla problematica. Molti credono che non sia una questione riguardante il nostro territorio, ma in realtà i dati mostrano un fenomeno in aumento”. Da diversi anni in Valle “le associazioni di volontariato, l’Asl, le forze dell’ordine lavorano in rete: questo ci consente di confrontarci periodicamente, di aiutare meglio le vittime e allo stesso tempo di agire tutti con lo stesso protocollo”. La volontaria racconta l’esperienza della Caritas: “Il Centro di ascolto ha aperto nel 1996, dopo circa nove di mesi di corsi di formazione per gli operatori. Sono poche le donne che si sono rivolte a noi per questa problematica, perché nel territorio ci sono anche altre associazioni che si occupano esclusivamente di violenza di genere”. Alcune donne sono state accolte nella “Casa Nostra” della Caritas: “Si tratta di una piccola realtà aperta nel 2000 – sottolinea Torrione – dove, a differenza di altre strutture presenti sul territorio, da sempre abbiamo accolto anche donne straniere o non residenti. Da qualche mese la struttura è chiusa, ma dovrebbe riaprire per la fine del mese di marzo. Affrontare queste problematiche per noi della Caritas è anche una forma di attenzione alla vita e all’esistenza in generale”. Per la volontaria, questa legge introduce delle novità: “Si stabilisce che nella struttura regionale Arcolaio per la prima accoglienza possano accedere anche donne straniere e si parla d’iniziative di sensibilizzazione coinvolgendo anche le scuole. Quest’ultimo aspetto potrebbe aiutare a far emergere almeno una parte delle realtà sconosciute”. Puntare sulla prevenzione. Per Giacinta Proment, volontaria del Centro donne contro la violenza, un’associazione di volontarie che si occupa in media di una quarantina di casi all’anno, “questa legge non presenta delle novità clamorose, probabilmente sarà un importante punto di partenza. In particolare, speriamo che la dotazione finanziaria aumenti nei prossimi anni, perché i costi per promuovere una nuova cultura contro la violenza e la discriminazione di genere sono molto alti. Ci rendiamo conto che la situazione economica globale è molto difficile, magari questo sarà solo un anno di prova e poi i fondi saranno aumentati”. “Tra gli aspetti positivi – continua Proment – vi è sicuramente l’introduzione dell’Osservatorio regionale per il contrasto alla violazione di genere, perché ci aiuterà a monitorare il fenomeno in maniera scientifica. Fino a ora i dati sono stati raccolti saltuariamente e pertanto non sono significativi. Per noi è estremamente importante riuscire a essere efficaci nella prevenzione; per questo consideriamo importante che la legge preveda formazione e interventi nelle scuole: anche se quest’ultime vengono solo citate, potrebbero essere davvero un’agenzia educativa di primaria importanza nella lotta alla violenza contro le donne”. a cura di Paola Fumagalli(06 marzo 2013)