CHIESE IN BREVE

Portogallo, Germania, Irlanda

Portogallo: un’iniziativa per chi non andrà alla Gmg
I giovani che nel prossimo luglio non potranno recarsi a Rio de Janeiro per partecipare alla Giornata mondiale della Gioventù sono stati invitati dalla diocesi di Porto a condividere ugualmente l’evento, aderendo all’iniziativa "Rio sul Douro". Nell’illustrare il progetto, il segretario della Pastorale giovanile diocesana, Luis Leal, ha dichiarato che "l’obiettivo è quello di far giungere anche a Porto lo spirito dell’incontro mondiale, attraverso un collegamento in diretta con i giovani portoghesi presenti a Rio". La proposta aggregativa, coincidente con le due ultime giornate della Gmg, avrà inizio nella mattinata del 27 luglio sulla spiaggia di Cabedelo, in Vila Nova de Gaia, nei pressi della foce del fiume Douro, al termine di una "camminata da quattro diversi punti di partenza, a somiglianza del percorso a piedi che abitualmente precede la veglia e la messa di chiusura della Gmg". Nella stessa giornata, l’agenda prevede anche la realizzazione di "vari workshop, seguiti da preghiere e concerti", mentre la domenica sarà caratterizzata dalla "catechesi del vescovo e dalla messa di congedo". Durante la riunione del Dipartimento nazionale di Pastorale giovanile, tenutasi a Fatima, si sono incontrati per la prima volta alcuni dei 197 volontari portoghesi iscritti alla Gmg e sono emerse con chiarezza le problematiche legate al difficile momento economico. "Ci sono molti giovani che si stanno impegnando con fervore per tentare di accumulare il denaro necessario al viaggio, tuttavia, in tale frangente, non ci si sente del tutto a proprio agio nel sollecitarli ad una spesa così elevata", ha riferito Alberto Gonçalves, coordinatore della Pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Braga.

Germania: incontro interreligioso sul secolarismo
"Il dialogo con chi non appartiene ad alcuna Chiesa o comunità religiosa diventa per noi sempre più importante". È il risultato principale dell’incontro svoltosi il 4 marzo a Kassel tra la Conferenza episcopale tedesca (Dbk), il Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), la Conferenza generale (Ark) e la Conferenza ortodossa dei rabbini (Ord) di Germania. L’incontro, di cui ha riferito la Dbk in un comunicato, è giunto alla settima edizione e prevede ogni anno uno scambio di opinioni approfondito tra i partecipanti. Tema dei colloqui di quest’anno è stato l’approccio di cattolici, evangelici ed ebrei verso il secolarismo sempre più diffuso: nella discussione ha trovato ampio spazio anche il dibattito dei mesi scorsi sulla circoncisione e diversi interventi hanno evidenziato come una parte della società tedesca sia ormai profondamente lontana dalle manifestazioni religiose, con l’esistenza di uno "spaventoso analfabetismo religioso". I partecipanti hanno inoltre rilevato unanimemente un grande divario tra cittadini religiosi e cittadini agnostici. Per superarlo occorre "intensificare il dialogo sul significato delle tradizioni ebraiche e cristiane per le culture europee, sulla libertà religiosa e sul diritto all’educazione religiosa dei bambini. Una società pluralistica dal punto di vista religioso ed ideologico richiede da tutti la disponibilità e la capacità di interagire con persone di convinzioni religiose ed ideologiche differenti". Pertanto, hanno affermato i partecipanti, "anche dall’opinione pubblica secolarizzata ci si può attendere rispetto e comprensione per le forme di vita religiosa".

Irlanda: vescovi "preoccupati" per legge aborto
Vescovi irlandesi di nuovo schierati sul fronte della protezione e promozione della vita umana nascente in seguito alla volontà del governo irlandese di legiferare per l’aborto. Riuniti il 6 marzo a Maynooth (Dublino) in plenaria, i vescovi tornano a ribadire nel comunicato finale che "restano profondamente preoccupati per l’eventuale intenzione di legiferare per l’aborto in questo Paese". La Costituzione irlandese vieta l’interruzione volontaria della gravidanza ma, a seguito di una decisione della Corte Suprema del 1992, essa è stata autorizzata in caso di grave pericolo per la vita della madre. Polemiche sono tuttavia sorte in questi mesi dopo la vicenda di Savita Halappanavar, la donna morta a ottobre in un ospedale per setticemia, dopo che i dottori le avevano negato un’interruzione di gravidanza. Sulla vicenda sono state avviate alcune inchieste giudiziarie e il Governo è stato sollecitato a riaprire il dibattito per promuovere una nuova normativa. Da qui le numerose dichiarazione dei vescovi cattolici volte soprattutto a dimostrare come in Irlanda sul fronte della protezione materna e del feto vengono applicate "le migliori prassi esistenti nei nostri ospedali" e che l’Irlanda sia uno dei Paesi con il più basso tasso di mortalità materna. Alcuni politici vorrebbero introdurre l’aborto "limitato" ai casi in cui la madre sta minacciando il suicidio come se "l’aborto – fanno notare invece i vescovi – possa essere una risposta alla intenzione suicidaria, mentre recenti ricerche indicano che raramente l’intenzione suicidaria possa ricondursi ad una singola causa e che l’aborto in se stesso può portare a pensieri suicidi e problemi di salute mentale". I vescovi sollevano poi anche la preoccupazione "per l’effetto potenziale" che una legislazione sull’aborto in Irlanda può avere per "il personale medico – ostetriche, infermieri, medici e consulenti – che vogliono opporsi per coscienza di partecipare ad un aborto in qualsiasi circostanza". E infine osservano: "l’esperienza internazionale dimostra che i tentativi legislativi per limitare l’aborto non funzionano. Una volta che l’aborto diventa ammissibile per legge in un Paese, i limiti si erodono nel tempo". "L’aborto è la distruzione diretta e intenzionale di un bambino non ancora nato ed è gravemente immorale in tutte le circostanze", scrivono i vescovi che tengono anche a precisare quanto sia importante assicurare "il diritto uguale e inalienabile alla vita di una madre e del suo bambino non ancora nato nelle nostre leggi e nella pratica medica".