AQUINO NON DIMENTICA
Il Premio Internazionale del Circolo San Tommaso d’Aquino assegnato al teologo di fama internazionale Inos Biffi, protagonista di una mirabile lectio magistralis. Due borse di studio ai giovani per le sezioni cultura e arte. Le conclusioni di Brugués, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana
A Tommaso d’Aquino, Benedetto XVI ha dedicato ben tre catechesi, mentre gli studiosi di tutto il mondo hanno cercato di spiegarlo, raccontarlo, sviscerarlo. Ma il pensiero del dottore Angelico va prima di tutto divulgato, e proposto alle giovani generazioni. Lo fa il Circolo San Tommaso d’Aquino, un progetto culturale per i giovani, che ogni anno mette in palio con il Concorso Internazionale Veritas et Amor due borse di studio di 3 mila euro (offerte dalla Banca Popolare del Cassinate) per una tesi di laurea o monografia che attualizzi il pensiero di Tommaso d’Aquino anche in ambito non strettamente filosofico (sezione cultura) e per un’opera d’arte che abbia come oggetto la vita, il pensiero o le opere dell’Aquinate (sezione arte). E che conferisce ogni anno un Premio Internazionale dedicato a una personalità che si sia distinta nel campo della cultura. E quest’anno il Premio Internazionale è stato appannaggio del teologo di fama internazionale Inos Biffi. La cerimonia di premiazione si è svolta il 9 marzo ad Aquino, moderata dal direttore del Sir Domenico Delle Foglie.
Divulgare il pensiero di Tommaso. Conferire il premio a Inos Biffi significa proprio premiare l’impegno per la divulgazione del pensiero del Doctor Angelicus. "Tommaso d’Aquino non parlava solo ai dotti, ai sapienti ha sottolineato Tommaso Di Ruzza, presidente del Circolo San Tommaso d’Aquino -. Basti ricordare che negli ultimi anni di insegnamento a Napoli, durante la Quaresima predicava ai più semplici in quello che potremmo definire dialetto, a dimostrazione che i grandi contenuti possono essere trasmessi con semplicità".
La fede viva di Tommaso d’Aquino. Una semplicità che nasce da una "inquietudine" intellettuale. Inos Biffi, nella sua lectio magistralis, ci ricorda che "c’è tutto un Tommaso sotterraneo", che "la filosofia e la ricerca di Tommaso è un corpo vivo", che non si ferma mai. E sottolinea quanto il pensiero di Tommaso sia fortemente radicato su Dio. "Un filosofo che non parli di Dio non è un vero filosofo", afferma lapidario Biffi. Il quale poi aggiunge che "Tommaso ragionando parla di Dio e con la ragione sa spiegare Dio". La sfida è quella lanciata da Benedetto XVI con il suo pontificato, cioè raccontare la fede con argomenti di ragione. E Tommaso d’Aquino è un maestro in questo.
I nomi di Dio. Lo riconosce Gioacchino Curiello, vincitore della sezione cultura del Concorso Internazionale Veritas et Amor con una tesi sul tema Conoscere e nominare Dio. Il Commento ai nomi divini di Alberto Magno e Tommaso d’Aquino, difesa presso l’Università degli Studi di Parma. "Sono sempre stato affascinato dal tema dei nomi divini, volevo comprendere cosa vogliamo dire nella preghiera quando ci rivolgiamo a Dio come ‘padre’ o come ‘buono’. Tommaso d’Aquino mi ha dato la risposta che mi ha soddisfatto di più". Una risposta che viene da un lungo percorso. Nella sua laudatio, Walter Senner, della Pontificia Università Tommaso d’Aquino, ha sottolineato come "il tema del nome di Dio era già stato affrontato da San Paolo quando parlò e discusse del nome di Dio con i Greci".
Cattedrale del pensiero. Non è possibile chiamare Dio, ma è possibile cercare di avvicinarcisi. Le grandi cattedrali del Medioevo nascono dall’esigenza di creare uno spazio che permettesse la tensione tra cielo e terra che è sempre fortissima in Tommaso. Ha pensato a questo Carlotta Quintiliani, mentre creava la sua opera Tavolo di studio: cattedrale dell’intelligenza, che ha vinto la sezione arte del Concorso Internazionale Veritas et Amor. Quintiliani spiega che le "cattedrali sono capolavori, e Tommaso d’Aquino ha creato un capolavoro del pensiero, che è la Summa Theologica. Così ho rappresentato il pensiero di Tommaso come una cattedrale, e ho voluto che questa cattedrale di pensiero sorgesse dal suo tavolo di studio, dove Tommaso l’ha effettivamente pensata".
La cattedrale del pensiero nata in una chiesa? E forse il pensiero di Tommaso d’Aquino si è nutrito proprio all’interno della chiesa della Madonna della Libera di Aquino, dove si è tenuta la premiazione. Lì Jean Louis Brugués, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, ha immaginato Tommaso da giovane, in una "austera semplicità" che forse favorì "da fanciullo il suo raccoglimento in preghiera, preludono ai silenzi giovanili dello studente di Colonia, al quale i compagni di studio diedero il soprannome di ‘bue muto di Sicilia". Brugués ha anche sottolineato che "il modello di santità e sapienza di Tommaso, pur essendo frutto di un preciso contesto storico, religioso e culturale, ha attraversato lo spazio e il tempo ed è quindi in grado di parlare all’uomo di oggi".
Il progetto del Circolo. Ne è convinto anche il Circolo San Tommaso d’Aquino, che nel 2009 ha raccolto l’appello lanciato da Paolo VI ad Aquino nel 1974: "Dove, se non ad Aquino, lo studio della religione, anche nella forma elementare, ma necessaria e sapiente, deve essere tenuto in onore e deve essere tenuto in onore e deve essere compiuto da tutti con particolare impegno?"
a cura di Andrea Gagliarducci