L’Ue in breve

Stop ai cosmetici realizzati con test su animali
Sono stati necessari dieci anni, ma infine, a partire dall’11 marzo, i cosmetici sperimentati sugli animali non possono più essere commercializzati all’interno dell’Unione europea. In una comunicazione adottata dall’Esecutivo si illustrano i provvedimenti necessari e, al contempo, le modalità con le quali l’Ue continuerà a sostenere la ricerca e l’innovazione in questo settore "promovendo allo stesso tempo il benessere degli animali". Tonio Borg, commissario per la salute e la politica dei consumatori, ha affermato: "L’entrata in vigore del divieto completo di commercializzazione costituisce un segnale importante del valore che l’Europa attribuisce al benessere degli animali". La Commissione continua a sostenere lo sviluppo "di metodi alternativi" di ricerca e produzione e a dialogare con i Paesi terzi "per convincerli a seguire l’Europa sulla stessa strada". Secondo Borg si tratta di un "esempio di innovazione responsabile" in questo settore produttivo, "senza scendere a compromessi sulla sicurezza dei consumatori". La decisione è giunta dopo lunghe verifiche anche per comprendere le ricadute sull’industria della cosmesi: la Commissione sostiene che "esistono motivi imperativi a favore" di questa normativa: "Tale punto di vista corrisponde a quello di molti cittadini europei – secondo il commissario maltese -, profondamente convinti che lo sviluppo di prodotti cosmetici non giustifichi i test sugli animali".

Treni accessibili per persone disabili e anziani
Rendere il trasporto ferroviari maggiormente accessibile alle persone a mobilità ridotta, fra cui disabili, anziani, mamme con bambini piccoli. La Commissione Ue sta lavorando a una armonizzazione delle leggi presenti nei diversi Stati membri: l’accesso facilitato ai cittadini in queste condizioni (che vengono calcolati in 80 milioni) è ritenuto "un requisito essenziale per le infrastrutture ferroviarie di recente costruzione o ristrutturate". Un obiettivo da perseguire, per l’Esecutivo Ue, "prevenendo o eliminando le barriere o mediante altre misure, come la prestazione di assistenza" personale. Il regolamento proposto dalla Commissione si applica alle infrastrutture (percorsi privi di ostacoli, servizi di biglietteria, uffici informazioni, servizi igienici, informazioni sonore e visive, larghezza e altezza dei marciapiedi, dispositivi di ausilio per l’accesso a bordo) e ai vagoni ferroviari (porte, servizi igienici, spazi per sedie a rotelle). Siim Kallas, commissario ai trasporti, dichiara: "Rendere il trasporto ferroviario più accessibile per tutti è un obiettivo cruciale della nostra strategia" per una mobilità sostenibile e "di elevata qualità". "Si tratta della prima di una serie di azioni promosse quest’anno dalla Commissione per migliorare ulteriormente l’accesso ai trasporti per le persone con disabilità o a mobilità ridotta". Kallas ribadisce: "L’esistenza di norme comuni europee non può che migliorare, su tutto il territorio comunitario, le condizioni di viaggio dei passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta, a causa dell’età, di infermità temporanee dovute a incidenti o al fatto di spostarsi con bambini".

Rifiuti di plastica, ridurre l’impatto ambientale
Avviare una discussione a livello Ue su come rendere più sostenibili i prodotti di plastica, dalla fabbricazione al riutilizzo, riducendo l’impatto ambientale dei rifiuti composti da tale materiale. È l’intento del Libro verde, pubblicato nei giorni scorsi dalla Commissione, attorno al quale è stata avviata una consultazione pubblica on line che durerà fino a giugno 2013, in preparazione di una revisione della politica comunitaria cui giungere l’anno prossimo. Janez Potocnik, commissario per l’ambiente, ha spiegato: "I rifiuti di plastica e la loro gestione rappresentano una grande sfida per la tutela dell’ambiente, ma sono anche una formidabile occasione per rendere più efficienti le nostre risorse". In una "economia circolare", in cui "più si ricicla più si sopperisce alla scarsità delle materie prime, sono convinto che la plastica abbia un futuro". Da qui l’invito a tutte le parti interessate (aziende, esperti, centri di ricerca, autorità politiche, cittadini) a partecipare "a questo processo di riflessione su come trasformare la plastica da problema a parte della soluzione". La Commissione sottolinea che i rifiuti di plastica "dispersi nell’ambiente, soprattutto nel mare, possono resistere centinaia di anni. Ogni anno finiscono in mare fino a 10 milioni di tonnellate di rifiuti, perlopiù di plastica", facendo delle acque "la più grande discarica planetaria di questo materiale". E ancora: "Nella nostra società degli sprechi, che spesso vede la plastica come un materiale a buon mercato e monouso, si ricicla poco. Metà di tutti i rifiuti di plastica generati in Europa finisce in discarica, pratica che dovrebbe invece evitarsi perché" tale materiale, "contenendo talvolta sostanze pericolose, può rilasciare sia emissioni nocive sia residui concentrati e inquinanti".