FRA I GIORNALISTI
Le reazioni fra centinaia di giornalisti al media center. Virginia e Alicia, croniste argentine, si lasciano andare in un pianto liberatorio. I colleghi si allontanano, tornando al loro posto per raccontare una nuova pagina della storia della Chiesa
"White! Bianca! Blanca! Blanche! Weißer! Branco! Biały!", è un grido unico, cui è seguito un lungo applauso, quello che si leva dal "media center", allestito negli spazi dell’Aula Paolo VI, quando gli schermi televisivi mostrano la nuvola di fumo bianco fuoriuscire, prima timidamente e poi con prepotenza tanto da non lasciare dubbi, dal comignolo posto sopra la Cappella Sistina. Le lingue si accavallano per descrivere la fumata. E mentre gli schermi televisivi mostrano la gioia e la commozione della folla radunata in piazza san Pietro, i circa 200 giornalisti degli oltre 5mila accreditati, di 26 lingue e 76 Paesi – sono tutti nelle proprie postazioni di lavoro. I radiofonici sono i più rumorosi, attaccati ai loro microfoni raccontano la fumata bianca come fosse una radiocronaca sportiva, dando dettagli e anticipando agli ascoltatori quello che dovrà accadere da lì a poco con il pontefice neo eletto nella Cappella Paolina per una breve preghiera personale, silenziosa davanti al Santissimo Sacramento, la sua vestizione con i paramenti pontifici, prima di affacciarsi dalla Loggia delle Benedizioni. La loro voce viene soffocata dal suono delle campane di san Pietro e dalle voci della piazza scatenata. I colleghi delle agenzie, della carta stampata e dei siti web, chini sui loro computer, battono sulle tastiere dando forma e colore alla cronaca di un momento definito, da tutti, storico. In ciascuno l’orgoglio di esserci e di raccontare un fatto epocale come l’elezione di un Papa, il primo dopo una rinuncia. Non si vedeva dal XIII secolo. Nel frattempo le poche telecamere, rimaste fino a quel momento nella sala stampa, corrono fuori sulla piazza per catturare immagini e testimonianze ed attendere il prossimo momento quello che svelerà il Successore di papa Ratzinger.
Con gli occhi alla loggia. Dal comignolo della Sistina, adesso, gli occhi dei giornalisti sono rivolti alla Loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro, dove si attende l’annuncio che darà un nome ed un volto al nuovo Pontefice. Le grandi vetrate si aprono… È passata poco più di un’ora dalla fumata. Il ticchettio sulle tastiere dei pc improvvisamente si ferma. Le voci si placano. Dalle ultime file ci si alza in piedi per vedere meglio gli schermi. In modo quasi spontaneo i giornalisti si radunano in piccoli gruppi, ad unirli la nazionalità, la lingua. Si stringono, si avvicinano l’uno all’altro. Qualcuno prende l’elenco dei cardinali per verificare il nome e rilanciarlo subito correttamente. Il silenzio cala e avvolge ogni cosa. L’attesa è palpabile. Quando si apre la loggia, dove campeggiano i grandi drappi rossi, tutto è ormai fermo: ecco l’annuncio del cardinale protodiacono, Jean Louis Tauran: "Annuntio vobis gaudium magnum; habemus Papam…".
Il Papa argentino. "Bergoglio, Bergoglio! È il nostro Bergoglio": le grida di gioia delle uniche due giornaliste argentine presenti in sala rompono il silenzio e sembrano riportare il resto dei colleghi alla realtà. Fino a quel momento i nomi, sulla bocca di tutti, dei cosiddetti papabili erano ben altri. In pochi attimi le due giornaliste si ritrovano accerchiate da un nugolo di microfoni, di taccuini e telefoni. I loro volti rigati dalle lacrime e le parole strozzate in gola: "non ci posso credere dice al Sir Virginia Gladys Bonard, redattrice della rivista dei focolari Ciudad Nueva è il mio vescovo, il vescovo di Buenos Aires. Una sorpresa impressionante. Non ce lo aspettavamo anche se sapevamo che era molto considerato. Farà molto per la Chiesa: è un uomo lucido, di grande limpidezza, purezza, rettitudine, opzione per i poveri, un padre. Non posso immaginare la gioia dei miei connazionali argentini. Sarà un grande Papa che rinnoverà la Chiesa perché ha grandi capacità di governo". Vicino a lei Alicia Iris Barrios, di Canale 21, che al ritratto del Papa gesuita, fatto da Bonard, aggiunge ulteriori significativi particolari: "È molto impegnato nel sociale, a Buenos Aires non trovi nessuna chiesa con le porte chiuse. È una persona di grande equilibrio, un grande pastore. Papa Francesco non sarà un pontefice che si lascerà governare, questo è molto chiaro. È un uomo del popolo!". Mentre parla le tv mostrano le immagini del nuovo Pontefice che si appresta a parlare per la prima volta. Virginia e Alicia, lo sentono, si voltano verso lo schermo più vicino, levano le mani al cielo gridando, "Francesco, che la Vergine ti protegga!". Subito dopo si lasciano andare in un pianto liberatorio. I giornalisti intorno, discretamente, si allontanano, tornando al loro posto per raccontare una nuova pagina della millenaria storia della Chiesa.
a cura di Daniele Rocchi
(13 marzo 2012)