I PALAZZI EUROPEI
Dalle istituzioni e dalle Cancellerie gli auguri al nuovo Pontefice e la spinta al dialogo. Il Vecchio Continente guarda all’America Latina come il mondo che cresce
Il nome di Jorge Mario Bergoglio rimbalza in tutta Europa appena pochi istanti dopo l’"habemus papam" pronunciato in Vaticano. Non c’è capitale europea, sede istituzionale comunitaria, media continentale che non rilanci e commenti la notizia, sostanzialmente con toni stupiti, favorevoli, persino entusiastici. Il vecchio continente aveva reagito positivamente alle ultime due elezioni, prima quella di un papa polacco, poi quella del suo successore tedesco. Ora lo sguardo del Conclave si è spostato verso l’America Latina, un "mondo" in crescita (demografica, economica, religiosa), un competitore innovativo rispetto all’Europa, una realtà carica di contraddizioni sociali e politiche. Osservazioni, queste, che emergono da molteplici dichiarazioni.
Ispirazione e speranza. "Mi congratulo con il cardinale Jorge Mario Bergoglio per la sua elezione al soglio pontificio. Auguro a Papa Francesco coraggio e forza". La voce di Martin Schulz, presidente dell’Europarlamento, è stata la prima nell’Europa delle istituzioni a levarsi per inviare i propri auguri al neo eletto pontefice. Da Strasburgo, dove stava partecipando alla sessione plenaria dell’Assemblea, Schulz ha affermato che a suo parere emerge una nuova opportunità di rinnovamento, "in un momento in cui la Chiesa cattolica deve affrontare numerose e importanti sfide". "Il Papa offre guida, ispirazione e speranza a centinaia di milioni di credenti in tutto il mondo", ha aggiunto il politico tedesco, e la scelta di un pontefice "al di fuori dell’Europa è un segno incoraggiante". Per Schulz è necessario un nuovo impulso "per far rivivere i valori fondamentali che sono alla base del cristianesimo, come la solidarietà, la pace tra le nazioni e i popoli, la tolleranza e il sostegno ai più deboli e ai più poveri. Questi valori sono più che mai necessari, in un mondo che rischia di essere travolto in una spirale di materialismo e disuguaglianza".
Pace, solidarietà, dignità umana. Il palazzo del Parlamento Ue nella cittadina alsaziana è rimasto illuminato fino a notte fonda, dove la maggior parte degli eurodeputati seguiva, con maggiore o minore partecipazione, gli eventi in corso a Roma, i commenti rilanciati dalle trasmissioni televisive o dai siti internet del "Guardian", di "Le Monde", oppure di "Die Welt" o "El Paìs". Progressivamente l’attenzione si è spostata verso Bruxelles, dove sono nel frattempo arrivati i capi di Stato e di governo per il summit del 14 e 15 marzo incentrato sull’economia. "A nome dell’Unione europea, le trasmettiamo le nostre sincere congratulazioni per la sua elezione", hanno affermato con una nota congiunta Herman Van Rompuy, belga, presidente del Consiglio europeo, e José Manuel Barroso, portoghese, presidente della Commissione. Le due autorità dell’unione si rivolgono direttamente e con uno stile un po’ inconsueto – al neo eletto Papa Francesco, augurandogli "un pontificato lungo e benedetto", che consenta "a sua Santità e alla Chiesa cattolica di difendere e promuovere i valori fondamentali della pace, della solidarietà e della dignità umana". Si tratta di valori "essenziali in un mondo che ha di fronte numerose sfide" e che attraversa una "fase di cambiamento profondo". Van Rompuy e Barroso si dicono "convinti" che Papa Bergoglio "continuerà a promuovere con determinazione e forza il lavoro dei suoi predecessori, avvicinando tra loro i popoli e le religioni del mondo".
Vicini alla Santa Sede. Parole di augurio e di stima giungono nel frattempo dalle sedi diplomatiche, dai leader dei gruppi politici che siedono all’Europarlamento (anche se non mancano poche "note stonate" di chi prende le distanze dalla Chiesa cattolica e dal cristianesimo), dalle altre cariche istituzionali dell’Ue e dal Consiglio d’Europa. Ad esempio Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, dichiara: "Mi congratulo vivamente col nuovo Pontefice della Chiesa cattolica e Capo di Stato della Santa Sede". A nome del CdE (la Santa Sede ha lo status di Paese osservatore in questa organizzazione sovranazionale che raccoglie 47 Stati) "gli auguro tutto il bene che merita. Siamo entusiasti di continuare con lui la nostra fattiva collaborazione col Vaticano". Ovviamente arrivano le prese di posizione degli stessi leader nazionali europei: Angela Merkel, cancelliera tedesca, che aveva seguito con partecipazione il ministero petrino del connazionale Joseph Ratzinger, apprezza ora la scelta di un cardinale che viene dal Sudamerica, la quale "indica la forza e la vitalità di una regione sempre più importante" nello scenario mondiale. Il presidente francese François Hollande usa termini non convenzionali, inviando "calorose felicitazioni" e "sinceri auguri" per gli impegni che attendono il pontefice. Dichiarazioni altrettanto sentite partono da Slovacchia, Ungheria, Paesi del baltici, Gran Bretagna, Irlanda, Grecia… Da Madrid il premier spagnolo Mariano Rajoy ribadisce gli "auguri calorosi" da una nazione sempre attenta alle vicende della Chiesa europea e universale.