CHIESE IN BREVE
Italia: Giornata in memoria dei missionari martiri
"Martirio, un fatto di fede": è il tema della 21ª Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, che la Chiesa italiana celebrerà il 24 marzo, nel 33° anniversario dell’uccisione di monsignor Oscar Romero. La Giornata vuole fare memoria di coloro che muoiono a causa del Vangelo "per ricordare che la testimonianza è una condizione che ci riguarda tutti e alla quale tutti siamo chiamati". Nel 2012, secondo i dati dell’Agenzia Fides, sono stati uccisi nel mondo 12 operatori pastorali, dieci dei quali erano sacerdoti, una religiosa, una laica; a costoro, però, "deve essere sempre aggiunta – ricorda Fides – la lunga lista dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia, o addirittura di cui non si conoscerà il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Cristo". "Chi s’incammina per la via della fede cristiana – afferma don Gianni Cesena, direttore nazionale dell’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese della Conferenza episcopale italiana – non può ignorare che la parola di Gesù, che propone amore, condivisione e pace, si scontra comunque con i poteri dominanti e la mentalità prevalente. I primi secoli del cristianesimo furono soprattutto tempi di martirio per masse di credenti i cui nomi ignoriamo". "Ricordare i missionari uccisi, insieme all’enorme numero di quanti per la fede hanno subito e subiscono persecuzione fino alla morte – precisa don Cesena -, è anche affermare che non c’è credere senza ‘dare la vita’ come Gesù. L’anno della fede ci ripete che essa è autentica se si mostra all’esterno e si spende per gli altri, anche se c’è un prezzo da pagare".
Svizzera: Quaresima dedicata al Sud del Mondo
In vista degli obiettivi per i prossimi anni, il "Sacrificio quaresimale – Action de Carême" (AdC) della Svizzera ha deciso di concentrare le sue attività in favore della sua missione primaria, quella di promuovere in senso cristiano la giustizia e l’abbassamento della povertà nel Sud del mondo, destinandovi una parte più consistente delle offerte che riceve. Lo rendono noto, in un comunicato congiunto (pubblicato su www.fastenopfer.ch), l’AdC, la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (Rkz) e la Conferenza dei vescovi svizzeri (Ces). L’opera di cooperazione internazionale dei cattolici della Svizzera, oltre alle attività di sviluppo in 14 Paesi del mondo, promuove, attraverso una raccolta di offerte condotta nel periodo quaresimale, il finanziamento di opere pastorali diocesane e di attività promosse dalla Chiesa in Svizzera e nelle regioni linguistiche. Questo grazie a una convenzione tra l’AdC, la Ces e la Rkz, la quale si incarica di coprire la parte finanziaria del settore "svizzero" della fondazione. Con la nuova strategia e con la conseguente riduzione della partecipazione di Acd al finanziamento delle opere della Chiesa in Svizzera per i prossimi anni, si compie, secondo la fondazione, "un ulteriore passo importante". Una scelta che "risponde in primo luogo – si legge nel comunicato – a un problema di credibilità: l’utilizzo dei fondi deve corrispondere al profilo che vuole avere l’Acd e alla volontà della maggior parte dei donatori".
Irlanda: preghiere in gaelico a Notre Dame
Nel 1578 sei giovani sacerdoti fondarono a Parigi il Collegio Irlandese; dal 1770 esiste una cappella intitolata al patrono San Patrizio, ma la presenza della Chiesa irlandese a Parigi ha oltre mille anni di storia. Nel quadro delle celebrazioni degli 850 anni della cattedrale di Notre Dame, il 16 marzo scorso si è svolto un pellegrinaggio irlandese che è culminato con la celebrazione dell’eucarestia nella cattedrale: "Quando per la prima volta sull’altare principale della cattedrale di Notre Dame – è il commento dei promotori dell’iniziativa – si sono pronunciate preghiere in gaelico è stato un momento di orgoglio per la piccola ma vibrante comunità irlandese". Pellegrini dalla terra d’origine si sono uniti alla comunità irlandese a Parigi; il coro Kildare e Leighlin, diretto da fr. Liam Lawton "ha inondato le navate con la musica liturgica irlandese". La messa è stata presieduta dal vescovo Noel Treanor (Down e Connor) e mons. Brendan Byrne, amministratore di Kildare e Leighlin ha tenuto l’omelia. Nel corso della celebrazione una particolare preghiera è stata dedicata a Papa Francesco.