CHIESE IN BREVE
Italia: concluso Consiglio episcopale permanente
“Camminare, edificare, confessare”. Con la ripresa di queste tre parole-chiave, pronunciate da Papa Francesco nella messa con i cardinali all’indomani della sua elezione, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, ha concluso i lavori del Consiglio episcopale permanente (Roma, 18-19 marzo), affidandole ai confratelli come “criterio pastorale e viatico per il ritorno in diocesi”. Lo rende noto il comunicato finale diffuso al termine dell’incontro. La sessione di lavori è stata caratterizzata dagli “eventi che nelle ultime settimane hanno scandito la vita della Chiesa”. “Camminare – ha evidenziato il cardinale – esorta a non temere il grigiore dei tempi, ma ad avere il coraggio di andare avanti con fiducia e insieme; edificare rilancia il richiamo a purificazione, a non lavorare per se stessi bensì per la Chiesa, riconoscendo il primato di Dio e trovando in Lui la verità che rende liberi e capaci, quindi, di obbedienza; confessare riporta al contenuto centrale dell’annuncio: il Signore Gesù, l’unico Salvatore, il Cristo Crocifisso, scandalo e stoltezza per un mondo che emargina – quando non sopprime – la vita debole e indifesa”. “Una volta di più – ha detto il card. Bagnasco – la Provvidenza ci ha fatto toccare con mano cos’è la Chiesa, comunione che plasma innanzitutto noi Vescovi attorno al Successore di Pietro per una collegialità affettiva ed effettiva, avvalorata da piena e aperta adesione al Suo insegnamento e da fattiva e costante collaborazione”. Dal Santo Padre i membri del Consiglio permanente si sono recati nella mattinata di martedì 19 marzo per prendere parte alla solenne celebrazione che ha inaugurato il Pontificato. A Papa Francesco è stato anche inviato un Messaggio a conclusione dei lavori. Nel corso del Consiglio permanente, sono stati presi in esame una serie di adempimenti in vista della prossima Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana.
Germania: congresso annuale sull’illegalità
Si chiude oggi a Berlino il congresso annuale sull’Illegalità, organizzato dal Forum cattolico Vita nell’illegalità, dal Consiglio per l’immigrazione e dall’Accademia Cattolica di Berlin. L’incontro, giunto alla nona edizione, ha come tema “Irregolarità e regime europeo sull’immigrazione: tra misure difensive e offerte di sostegno”, e si è svolto alla presenza di rappresentanti della Chiesa, scienziati ed esperti nel sociale, insieme con rappresentanti della pubblica amministrazione e dei partiti. Monsignor Norbert Trelle, presidente del Forum e presidente della Commissione per l’immigrazione della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha tracciato un bilancio tra le misure di controllo legittime e i diritti che spettano ad ogni persona indipendentemente dal suo status di soggiorno. “Il forum intende progredire nel dibattito per ottenere i miglioramenti urgenti e necessari per le persone coinvolte”, ha detto ieri Trelle. Il vescovo di Hildesheim ha inoltre invitato i Länder a prendere provvedimenti per consentire la frequenza delle scuole ai bambini senza status e a rendere effettivamente fruibile l’assistenza sanitaria anche agli irregolari, che di fatto sono scoraggiati a rivolgersi alle strutture sanitarie.
Danimarca: a Copenaghen Messa per il Papa
“Anche se Papa Francesco fino ad ora è stato arcivescovo in una grande città, in un continente importante, la maggior parte di noi solo ora comincia a formarsi un’immagine sulla sua persona e sul lavoro che ha compiuto. È troppo presto per commentare come egli svolgerà il suo incarico, gli accenti che assumerà, e in quali ambiti si concentrerà rispetto ai suoi predecessori. Un’indicazione importante, però l’abbiamo già ottenuta dalla sua scelta del nome”. Così ha scritto nei giorni scorsi l’arcivescovo di Copenaghen, monsignor Czeslaw Kozon in una lettera ai membri della sua diocesi. “Il compito più importante per Papa Francesco e per noi con lui, sarà quello di risvegliare e mostrare entusiasmo per la fede in Cristo”, afferma. Per l’arcivescovo, “molti hanno bisogno di sentire la gioia della fede e vedere la sua rilevanza per noi cristiani e per il mondo intorno a noi”. “Non dimenticheremo Papa Benedetto – è la conclusione di mons. Kozon; lo ringrazio per il suo servizio e l’esempio. Che Dio gli conceda ancora anni fruttuosi su questa terra”. Oggi sarà celebrata nella cattedrale di Copenaghen una messa di ringraziamento per il Pontefice.