CHIESE IN BREVE

Francia, Italia, Portogallo

Francia: Battesimo per cinquemila persone a Pasqua
Cinquemila giovani e adulti saranno battezzati in Francia durante la celebrazione della Veglia Pasquale (sabato 30 marzo) e la messa di Pasqua. Nel darne notizia, la Conferenza episcopale francese precisa che gli adulti che riceveranno i sacramenti del Battesimo, Cresima, Eucaristia sono 3.220. La maggioranza ha un’età compresa tra i 25 e i 30 anni ma rispetto al 2011, i catecumeni di 18-20 anni sono aumentati del 45%, segno che la fede cristiana suscita attrazione tra i giovani. Secondo l’indagine svolta dai vescovi francesi, il 45,4% proviene da un contesto familiare “storicamente cristiano ed essenzialmente cattolico”. Ma cresce di importanza anche la percentuale (42%) di coloro che provengono da luoghi familiari senza particolare tradizione religiosa, pari a 1.349 persone. Agli adulti, si aggiungeranno 1.463 adolescenti (589 ragazzi e 874 ragazze di età compresa tra i 13 e i 18 anni) che saranno battezzati il giorno di Pasqua. Alcuni di loro riceveranno anche l’Eucarestia e la Cresima. Ad accompagnare i catecumeni in questo delicato cammino di fede, ci sono su tutto il territorio francese 10.330 persone, la maggioranza delle quali è laica (78%). La Conferenza episcopale fa sapere che ogni anno in Francia migliaia di giovani adolescenti (circa 13 anni) ricevono il sacramento della Cresima. Ciò avviene nel corso di tutto l’anno liturgico e per mani del vescovo locale. Nel 2011 (ultimo dato rilevato dalla Conferenza episcopale), 36.824 adolescenti sono stati cresimati.

Italia: Cei, “al fianco” dei giovani oltre la crisi
“Nell’attuale crisi, che ha radici antropologiche e non solo economiche, le nuove generazioni rischiano di pagare il prezzo più alto perché su di loro si riversano maggiormente le incertezze che segnano la nostra epoca”. È quanto si legge nel messaggio diffuso il 25 marzo dalla presidenza della Conferenza episcopale italiana per l’89ª Giornata per l’Università Cattolica, in programma il 14 aprile sul tema: “Con le nuove generazioni oltre la crisi”. “L’affievolirsi dei legami familiari, il frantumarsi del tessuto sociale, le difficoltà crescenti nell’accesso al lavoro e nella formazione di una famiglia”: sono questi, per la Cei, i fattori che “stanno determinando, soprattutto nei giovani, un diffuso senso di smarrimento e di disagio”. Eppure, “guardare al futuro, coltivare la speranza, spendersi con generosità è proprio dei giovani. Nei momenti più difficili della storia, dalle nuove generazioni è venuto sempre un contributo decisivo per andare oltre le criticità, i conflitti e i fallimenti”. Di qui la necessità di “mettersi al loro fianco”, attraverso la “conoscenza” e la “condivisione sia delle loro aspettative che delle difficoltà che stanno affrontando”. Se da sempre questa è la missione dell’Università Cattolica, oggi lo diventa ancora di più – si legge nel messaggio – perché l’amore verso le nuove generazioni esige di aiutarli a crescere su basi solide, a sviluppare fiducia e consapevolezza nel proprio valore, a trovare la strada per mettere a frutto i propri talenti”: “I giovani possono trovare nella qualificata formazione accademica e nella proposta di crescita integrale della persona, offerte dall’Università Cattolica, i capisaldi per non cedere allo scoraggiamento di fronte agli effetti depressivi indotti dalla crisi e per recuperare quel dinamismo positivo in grado di fare anche dell’attuale situazione un’opportunità di crescita personale e sociale”.

Portogallo: attenzione ai messianismi politici
Nell’omelia con la quale ha dato inizio alle celebrazioni della Settimana Santa il cardinale-patriarca, monsignor José Policarpo, ha dichiarato che “la Pasqua di Gesù non deve essere considerata la concretizzazione di speranze politiche, o vissuta come reazione entusiastica dei sentimenti umani, ma è prima di tutto una risposta che riguarda l’eternità”. Il mistero della Croce realizza le profezie, ma denuncia al tempo stesso tutti gli entusiasmi messianici caratterizzati da aspettative politiche: “L’entusiasmo dei pellegrini che hanno accolto Gesù come re messianico era di per sé ambiguo”, ha spiegato il vescovo-primate di Lisbona: “Per alcuni era carico di speranze fondate nella fede, per altri era pieno di un’utopia politica che mirava alla libertà dagli oppressori, tuttavia nessuno accettava che la sua missione fosse quella di un Servo sofferente”. Secondo il presidente della Conferenza episcopale portoghese (Cep), le imminenti evocazioni della morte e resurrezione del Cristo devono invece invitare i cattolici a purificarsi dai peccati e dalle imperfezioni, per una “fondamentale esigenza di conversione di vita, nella quale abbia accettazione anche qualsiasi tipo di sofferenza, che inevitabilmente è parte dell’esistere”. “Ogni volta che rifiutiamo il dolore, ci rendiamo incapaci di celebrare effettivamente la Pasqua. Solo Gesù ci insegna che offrire la sofferenza è un modo di vincerla e di dar ad essa un significato”, ha concluso mons. Policarpo: “Dobbiamo aprire tutto il nostro essere alla forza trasformatrice che ci viene da questa comprensione, nella certezza che solamente alla fine del nostro pellegrinaggio terreno, dopo essere passati attraverso la purificazione della morte, dopo aver offerto la vita per conquistare una nuova vita, potremo dire di essere completamente penetrati nella Pasqua di Gesù”.