BUENOS AIRES
La scelta di Papa Francesco per la sua successione alla guida dell’arcidiocesi è caduta sul vescovo di Santa Rosa, già suo vicario. Una designazione in perfetta continuità: ha lo stesso stile pastorale di Bergoglio
Buenos Aires in festa per la nomina di monsignor Mario Aurelio Poli a dodicesimo arcivescovo metropolita della città. Papa Francesco lo ha nominato, trasferendolo dalla diocesi di Santa Rosa (La Pampa). Una nomina particolarmente attesa dai fedeli cattolici di Buenos Aires dopo che il 13 marzo il "loro" arcivescovo José Maria Bergoglio è stato eletto Papa. A dare l’annuncio ufficiale della nomina è stata l’agenzia di stampa cattolica argentina Aica.org, in contemporanea a Roma con la sala stampa vaticana. Ma l’annuncio in Argentina è stato dato alle 10 (ore locali) proprio in cattedrale durante la celebrazione della Messa Crismale alle quale hanno partecipato 450 sacerdoti diocesani e 300 religiosi. "Tutta la Chiesa di Buenos Aires è contenta perché monsignor Poli ha formato la maggior parte dei sacerdoti che oggi lavorano e svolgono il loro ministero in questa città. È stato anche vescovo ausiliare. È un momento di gioia e di ringraziamento al Padre Santo per questa designazione". È il commento a caldo di padre Alejandro Russo, rettore della "Catedral Primada" che si affaccia sulla "placa de Mayo" a Buenos Aires, a fianco della quale in una stanza dell’arcivescovado, viveva Papa Bergoglio. Secondo padre Alejandro, la guida di mons. Poli dell’arcidiocesi di Buenos Aires sarà "in totale continuità" con l’impronta lasciata qui da Bergoglio perché, spiega,"mons. Poli ha il suo stesso stile pastorale". Ed è lo stile declinato oggi dal Papa stesso nell’omelia della Messa Crismale. "Il Papa ci ha chiesto di essere pastori in mezzo al proprio gregge, e pescatori di uomini. Ci esorta a uscire da noi stessi per andare incontro alle periferie anche esistenziali della nostra gente. Questa è la Chiesa sincera". Su mons. Poli cadrà sicuramente un’eredità importante visto che prenderà il posto del Papa. "Terribile", ride padre Alejandro che aggiunge: "Avrà l’occhio del mondo puntato su di lui". Ma i sacerdoti di Buenos Aires lo abbracciano inviandogli "l’augurio di grande gioia, di grande speranza. Questa nomina fa di questa giornata, una giornata bella per tutta Buenos Aires. Gli esprimiamo tutta la nostra fraternità". Per analizzare questa scelta ecclesiale, Maria Chiara Biagioni ha raggiunto telefonicamente a Buenos Aires, José Maria Poirier, direttore di "Criterio", storica e prestigiosa rivista cattolica argentina.
Monsignor Poli era nella lista dei preferiti oppure la sua nomina è stata una sorpresa?
"No, non c’era il suo nome per cui è stata una sorpresa assoluta perché si pensava ad altri, mai a lui. Anche perché lui è un uomo poco pubblico, poco conosciuto. Era vescovo a La Pampa, a Santa Rosa, cioè un posto anche poco importante e periferico rispetto al Paese. Aveva studiato all’Università di Buenos Aires servizi sociali e poi era entrato in seminario. È stato per molti anni un formatore, in quanto superiore del seminario. Poi è stato nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires. L’arcidiocesi è divisa in quattro vicarie e lui è stato responsabile di una di queste. Ma il suo profilo è chiaramente pastorale. È un uomo di Bergoglio, certo".
In che senso?
"Lui risponde chiaramente a Bergoglio, sarà quasi un suo vicario per Buenos Aires. Continuerà fedelmente tutto il lavoro che Papa Francesco ha fatto in questa città e sicuramente si consulterà con lui per le cose più importanti. Una cosa risulta già da ora certa, e cioè che non ha un profilo politico come lo aveva Bergoglio. È un uomo a cui tutti vogliono bene, tanto tranquillo, lavoratore certamente, ma nell’ambito chiaramente pastorale".
Che cosa s’intende per "stile pastorale alla Bergoglio"?
"Porterà avanti l’impostazione della diocesi che aveva dato l’allora cardinale, cioè quello di una Chiesa presente tra i poveri, capace di lavorare sui temi ecumenici, che sa prendersi cura dei sacerdoti, delle parrocchie, ma, ripeto, monsignor Poli non avrà lo stile politico di Bergoglio, nel senso che non credo che abbia un discorso da contrapporre al governo".
Perché Papa Francesco ha scelto lui e non altri?
"È un grande mistero. Il vicario generale dell’arcidiocesi di Buenos Aires, monsignor Sucunza, è stato sicuramente un uomo di assoluta fiducia ma piuttosto un amministratore e continuerà a esserselo. Probabilmente anche questa nomina è nello stile del Papa che è, in qualche modo, sconcertante perché mette a Buenos Aires una figura che pochi conoscono, tanto meno è conosciuto dal governo e dalle forze politiche. Mi sembra allora che la scelta sia chiara: Papa Francesco ha scelto essenzialmente un pastore e Poli lo farà sicuramente con cura".