L’Ue in breve

Unione per il Mediterraneo riparte dai parlamenti
“Un colpo di acceleratore al progetto dell’Unione per il Mediterraneo” (UpM) in un momento in cui “grandi trasformazioni politiche ed economiche” riguardano l’intera regione. Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, prende l’iniziativa di convocare i presidenti di tutti i parlamenti nazionali dei Paesi UpM (gli Stati Ue più quelli rivieraschi di Balcani, Medio Oriente e Africa settentrionale), dopo il varo dell’iniziativa nel 2008 da parte del presidente francese Nikolas Sarkozy, allora presidente di turno Ue, e di fatto caduta nel vuoto. Questo summit, che si terrà a Marsiglia il 6-7 aprile, “sarà l’occasione – afferma Schulz – per dimostrare che i presidenti dei Parlamenti sono pronti a colmare il vuoto di leadership politica che ha segnato l’Unione per il Mediterraneo in questi ultimi anni”. Il forum si collega a una iniziativa della Fondation Anna Lindh, convocata per il 4 aprile, la quale coinvolge un migliaio di persone fra politici, studiosi, giovani, rappresentanti di associazioni, di imprese, di enti locali e regionali. “È necessario rinnovare il legame tra i cittadini delle due sponde del mare e rispondere alle loro attese comuni”, aggiunge il presidente dell’Assemblea Ue.

Bilancio rettificativo per saldare le fatture
“Il pagamento delle fatture si può rimandare, ma tali fatture non spariscono. Alla fine occorre saldare i conti”. Janusz Lewandowski ha espresso con chiarezza nei giorni scorsi un concetto fondamentale che, a suo avviso, sembra essere sfuggito ai 27 capi di Stato e di governo Ue. Il commissario alla programmazione finanziaria ha segnalato infatti che “occorrono 11,2 miliardi di euro supplementari al bilancio comunitario per poter rimborsare i beneficiari di programmi che nel 2012 hanno ottenuto il sostegno dell’Unione e per finanziare la politica di coesione 2013”. Il commissario polacco ha chiarito che il bilancio rettificativo consentirà – se approvato da Consiglio e Parlamento Ue – di onorare tutte le obbligazioni contrattuali rimaste non pagate. Lewandowski aggiunge che si tratta di “pagamenti ai beneficiari dei fondi europei (Stati membri, città e regioni, università, ricercatori, ong…) per progetti già portati a termine”. Sono dunque fondi che torneranno interamente agli Stati membri o alla società civile o agli enti territoriali. Tale bilancio rettificativo si deve al fatto che negli ultimi anni il Consiglio ha voluto ridurre il budget comunitario pur in presenza di competenze e progetti Ue in continuo aumento.

Sicurezza: verso la riforma di Europol
“Combattere la criminalità transfrontaliera e il terrorismo, garantire la sicurezza dei cittadini, difendere l’economia lecita”: Cecilia Malmström, commissaria Ue per gli affari interni, chiarisce gli obiettivi della riforma di Europol avanzata il 27 marzo dalla Commissione, che passa ora per competenza legislativa a Consiglio e Parlamento Ue. Concretamente la Commissione propone di trasformare l’attuale Europol, ossia l’Ufficio europeo di polizia, nell’Agenzia Ue per la cooperazione e la formazione in materia di contrasto, con molteplici compiti fra cui coordinare le attività transfrontaliere di polizia, rafforzare la cooperazione per le indagini internazionali, organizzare lo scambio di informazioni. Inoltre, incorporando l’Accademia europea di polizia (Cepol), l’agenzia coordinerà la “formazione congiunta e i programmi di scambio per agenti di polizia e personale di altre autorità di contrasto”. “Oggi più che mai le attività della criminalità organizzata sono complesse, diversificate e diffuse a livello internazionale – chiarisce l’Esecutivo -. Reati gravi, come la tratta di esseri umani, il traffico di droga e di armi da fuoco, la corruzione, le frodi, la criminalità informatica e i reati di terrorismo danneggiano” i cittadini, “provocano danni economici su larga scala e minano il senso di sicurezza”.

Scuole ed Europa: l’Angolo degli insegnanti
“Se cercate ispirazione per preparare le lezioni oppure informazioni concrete sulla storia o la cittadinanza europea, o ancora su argomenti più specifici, come la riduzione del consumo energetico di ciascuno, questo è il posto giusto in cui trovare utile materiale organizzato in base all’età degli allievi”. Il messaggio è rivolto agli insegnanti europei di ogni ordine e grado e si trova nel sito internet http://europa.eu/teachers-corner. L'”Angolo degli insegnanti” è uno spazio web realizzato dalle istituzioni Ue proprio per fornire ogni tipo di strumento didattico per i docenti delle scuole dei Paesi aderenti: vi si trovano opuscoli, carte geografiche, documenti, cartoni animati, immagini, il tutto scaricabile liberamente proprio a uso degli insegnanti e dei loro allievi. Tali materiali “spiegano cos’è e cosa fa l’Unione europea”. Il sito chiarisce, a secondo delle età (fino a 9 anni, da 9 a 12, da 12 a 15 e da 15 anni in su), il funzionamento della moneta unica, i diritti dei cittadini, il ruolo dell’Ue per la cultura e l’istruzione giovanile.