ORATORI/VOCI DAL TERRITORIO

Proposte forti per tempi fragili

In ogni angolo d’Italia, l’oratorio è uno dei capisaldi dell’azione educativa e formativa cristiana. Alcune esperienze significative a Bergamo, Pesaro e a Olivarella, frazione di San Filippo del Mela (Messina)

Dal Nord al Sud, l’oratorio è davvero "il laboratorio dei talenti", come lo definisce – nel titolo – la nota pastorale Cei diffusa oggi. Innumerevoli gli esempi che rispondono a quei "criteri di discernimento" indicati nel documento, rispetto a formazione e responsabilità degli educatori, rapporto con la pastorale giovanile, catechesi, alleanze educative, impegno delle aggregazioni ecclesiali, sfida dell’integrazione sociale e culturale, animazione, avendo chiara l’identità dell’oratorio.

Lo stile dell’accoglienza. "È una questione di stile", sintetizza al Sir don Cristiano Re, che a Bergamo è responsabile dell’oratorio nella parrocchia di Santa Caterina vergine e martire. Lo stile proposto al migliaio di bambini, ragazzi, giovani e adulti che lo frequentano è innanzitutto quello "dell’accoglienza", perseguito attraverso una "diversificazione delle proposte per le diverse età". E l’identità cristiana? È ben presente, sottolinea il sacerdote, in quel "raccordo tra la fede e la vita che si fa testimonianza: proprio in quanto cristiani c’impegniamo a incontrare tutti con gratuità e accoglienza, secondo lo stile evangelico, in modo gioioso e sereno". Grazie a quest’annuncio trasmesso con le opere "negli anni diversi ragazzi e adulti hanno deciso d’intraprendere un percorso di fede più serio oppure hanno chiesto i sacramenti dell’iniziazione cristiana". Da non dimenticare, evidenzia, il "legame strettissimo con la società sportiva parrocchiale", a riprova che – come ricorda la nota Cei – lo sport "costituisce una delle più grandi risorse educative"; infine, il "lavoro di rete condotto con le diverse agenzie formative del territorio", che trova concretezza in un centro polivalente realizzato in spazi del Comune "per l’età evolutiva e le famiglie".

Una stanza della casa. Rivolto ai giovani, coinvolge "tutte le età" pure l’oratorio della parrocchia di Santa Maria di Loreto a Pesaro, come spiega il parroco, don Giuseppe Fabbrini, che è pure referente diocesano per i 24 oratori attualmente presenti nel territorio pesarese. "L’oratorio – precisa – è per i giovani, gli stessi che hanno cominciato a frequentarlo da piccoli e ora s’impegnano con il loro ‘ministero di fatto’ di animatori ed educatori". Per definire questo cammino che vede proprio nell’oratorio un "luogo di educazione alla fede e alla vita", al parroco piace usare l’immagine della "spiritualità dell’educatore", laddove "il vero educatore è colui che ha una speranza affidabile, vive un cammino di fede personale e comunitario". Attivo da una decina d’anni, l’oratorio parrocchiale viene presentato alla comunità come "una stanza in più della casa", ed è così che bambini, ragazzi, giovani e adulti vengono invitati a sentirsi a casa tra le sue pareti. In inverno la proposta è di "momenti d’incontro, laboratori, corsi formativi per gli animatori e svago", mentre a giugno si trasforma in un grande centro estivo che apre le porte a circa 500 bambini dai 5 anni in su. Pensando agli adolescenti e ai giovani, don Fabbrini è convinto che "l’oratorio nasca dall’iniziazione cristiana e ne sia un necessario e degno prolungamento" per crescere "integrando vita e fede".

Per i giochi e la formazione cristiana. È opinione comune che la realtà dell’oratorio sia più sviluppata al Nord che al Sud. Eppure anche nel meridione si trovano esperienze "d’eccellenza", come a Olivarella, frazione di San Filippo del Mela, nel Messinese. Qui, dal 2006, opera l’oratorio "Giovanni Paolo II", di cui parla al Sir don Dario Mostaccio, che è pure responsabile diocesano della pastorale giovanile nella diocesi di Messina. "Ogni giorno siamo aperti e, complessivamente, dall’oratorio passano circa 300 persone". Interessante la convivenza tra i più piccoli e "un gruppo di anziani – racconta don Mostaccio – che quotidianamente hanno qui un punto di ritrovo". Costoro, tra una chiacchiera e una partita a carte, costituiscono una presenza importante, che "può dare un consiglio o, se serve, un rimprovero", garantendo al tempo stesso la sorveglianza dei locali, affiancando nel loro impegno i catechisti e gli animatori. "Negli anni – prosegue il sacerdote – l’oratorio ha acquisito rilievo come interlocutore importante per l’amministrazione locale e le scuole", mentre a ricordare l’identità dell’iniziativa e del progetto educativo vi è lo stretto legame con la parrocchia, così che "le attività di catechesi, il sabato, si svolgono nell’oratorio: negli stessi ambienti che durante la settimana bambini e ragazzi usano per i loro giochi, il sabato si fa formazione cristiana". Da ultimo, don Mostaccio segnala il progetto "Insieme oggi per costruire il domani… al ‘GP2’", realizzato grazie a un bando della Regione Sicilia e che "prevede varie attività: scuola di canto e chitarra, realizzazione di un musical, scuola di ‘calcio a 5’, laboratori artistici". Un contributo per la socializzazione e la crescita dei più giovani, avendo presente l’importanza – ribadita nel documento Cei – di "relazioni personali autentiche e significative", e al tempo stesso di una proposta educativa forte, in un tempo di legami fragili.

a cura di Francesco Rossi