UNIONE EUROPEA

Riflettori su giustizia ed energia

Commissione: proposte in settori-chiave della società e dell’economia

L’accordo fra Cipro e la troika (Ue, Bce, Fmi) per salvare il Paese mediterraneo dal default; la proposta di bilancio rettificativo per il 2013, necessario per “pagare le fatture”; i negoziati per il budget 2014-2020; una normativa per attirare studenti e ricercatori di talento non europei; il quadro di valutazione per il settore della giustizia; la strategia in materia di clima ed energia. Ecco alcuni dei dossier sul tavolo della Commissione europea in questo periodo: giustizia e clima sono temi che sollevano particolare interesse a livello comunitario.

Efficacia dei sistemi giudiziari. Un sistema giudiziario efficiente risponde agli interessi dei cittadini, rende il Paese più credibile a livello internazionale, definisce un clima economico favorevole agli investimenti stranieri, contribuisce a far crescere l’Europa e il mercato unico europeo, assicurando la certezza del diritto. Sono i pilastri del nuovo strumento comparativo destinato a promuovere l’efficacia dei sistemi giudiziari nell’Unione proposto dall’Esecutivo Barroso: si tratta del “quadro di valutazione Ue della giustizia”, che dovrebbe fornire “dati oggettivi, affidabili e comparabili sul funzionamento dei sistemi giudiziari” nei 27 Stati membri anche al fine di realizzare riforme innovative. “L’attrattiva di un Paese come luogo in cui investire e fare impresa è indubbiamente maggiore se il sistema giudiziario è indipendente ed efficiente”, ha osservato Viviane Reding, commissaria per la giustizia. “Per questo motivo è importante che le decisioni delle autorità giudiziarie siano prevedibili, tempestive ed esecutive”. Fra i risultati proposti dal “quadro di valutazione” emerge che la durata dei procedimenti giudiziari varia notevolmente tra gli Stati membri; il rapporto segnala inoltre gravi ritardi per la soluzione di cause civili, amministrative e commerciali.

Indipendenza della magistratura. Nella valutazione su funzionamento ed efficienza della giustizia nei Paesi dell’Unione, la Commissione mette in guardia anche sul versante della indipendenza della magistratura dalla politica, “minacciata in vari Stati”. Non a caso la “percezione dell’indipendenza dei sistemi giudiziari nazionali varia molto da uno Stato all’altro”: i Paesi più affidabili – sulla base di un’indagine del World Economic Forum – appaiono, nell’ordine, Finlandia (prima in Europa, seconda al mondo), Paesi Bassi (terzi al mondo), Irlanda (quarta al mondo), Germania (quarta in Europa, numero 7 al mondo); sul versante opposto i sistemi giudiziari percepiti, secondo vari indicatori, come meno indipendenti, sono quelli di Slovacchia (ultima in Europa; numero 115 al mondo), Romania (penultima nell’Ue, 114 su scala mondiale), quindi Bulgaria, Grecia, Lituania, Repubblica ceca, Ungheria, Slovenia, Italia, Portogallo. Sulla base del “quadro di valutazione”, la Commissione europea “invita ora gli Stati membri, il Parlamento Ue e tutte le parti interessate a partecipare al dialogo su come continuare a migliorare i sistemi giudiziari nazionali”. Il tema tornerà all’ordine del giorno nel quadro del “semestre europeo” (coordinamento delle politiche economiche) e durante le “Assises de la justice”, la conferenza di alto livello prevista per il 21-22 novembre prossimi.

Meno carbonio, più fonti “pulite”. “La dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili provenienti dai Paesi terzi aumenta ogni giorno determinando fatture energetiche sempre più care per i cittadini. Tutto ciò non è affatto positivo. Non è positivo per il clima e neanche per la nostra economia”. Connie Hedegaard è la commissaria Ue incaricata dell’azione per il clima; a fine marzo ha presentato il Libro verde e aperto una consultazione pubblica per giungere a un nuova direttrice comune sull’energia, tenendo conto al contempo degli aspetti economici, politici, ambientali. “Auspichiamo una società europea a basse emissioni di carbonio. Abbiamo stabilito degli obiettivi per il 2020, ma per la maggior parte degli investitori il 2020 è già alle porte – ha affermato la commissaria danese -. È arrivato il momento di stabilire gli obiettivi per il 2030. Prima lo facciamo, maggiore sicurezza offriremo alle imprese e agli investitori”. La consultazione (http://ec.europa.eu/energy/green_paper_2030_en.htm) rimane aperta fino al 2 luglio e, sulla base dei risultati ottenuti, la Commissione procederà a una proposta politica e legislativa entro il 2013. “Fare chiarezza” in campo energetico “contribuirà a dare certezze agli investitori e a stimolare l’innovazione e la domanda di tecnologie a basse emissioni di carbonio, sostenendo gli sforzi per una economia più competitiva, sostenibile e sicura in materia di energia”. Libro verde e consultazione pubblica hanno obiettivi non ancora definiti ma chiari: si tratta di diminuire la dipendenza energetica dell’Ue dai Paesi terzi, di accrescere l’efficienza energetica, di aumentare il ricorso alle fonti rinnovabili, di diminuire le emissioni inquinanti “dell’80-95% entro il 2050”, come chiarisce il commissario Ue all’energia, Günther Oettinger. Secondo il quale “il quadro strategico per il 2030 si avvarrà dell’esperienza tratta dal precedente quadro per il 2020, indicando dove sia possibile apportare miglioramenti”.