ADDIO THATCHER

La versione di Margaret

Prima donna a Downing Street, mise in atto un’autentica rivoluzione sociale. Il suo essere cristiana le dette una marcia in più: “Ogni persona, nata in basso o in alto nella scala sociale, ha quella scelta tra il bene e il male, quella responsabilità personale. Se la neghiamo, neghiamo la base religiosa della vita”

Un primo ministro che ha cambiato per sempre il Regno Unito. Prima donna a Downing Street, ha aperto le porte del mondo politico alle donne. Mentre continuano i tributi a Margaret Thatcher, al potere più di qualsiasi altro premier britannico, dal 1979 al 1990, la baronessa rivelò una profonda religiosità in un’intervista del 1978.

Moore ricorda la Thatcher. La Gran Bretagna rende tributo a Margaret Thatcher con funerali solenni, pari a quelli concessi alla Regina madre e alla principessa Diana, per organizzare i quali il primo ministro David Cameron ha interrotto il proprio viaggio in Europa. Charles Moore, biografo ufficiale della Thatcher e già direttore del "Daily Telegraph", ricorda a Silvia Guzzetti per Sir Europa che la lady di ferro è stata il "primo ministro inglese più importante da Winston Churchill" e "quello di maggiore successo del XX secolo, in tempi di pace". D’altra parte, Moore ribadisce "la rivoluzione introdotta nel Regno Unito dal fatto che per la prima volta a Downing Street è entrata una donna".

Aprì Downing street alle donne. "In questo modo le opportunità delle donne per il mondo della politica e del lavoro sono cambiate per sempre", aggiunge Moore: "Con il suo successo alle elezioni Margaret Thatcher è stata in grado di trasformare la Gran Bretagna economicamente e socialmente e recuperare buona parte della reputazione internazionale britannica all’estero".

La tristezza della Regina e del Primate cattolico. La Regina Elisabetta ha espresso "profonda tristezza alla notizia della morte dell’ex primo ministro" e il Primate cattolico, monsignor Vincent Nichols, è stato tra i primi a "pregare per la pace dell’anima" di Margaret Thatcher e "per le intenzioni della sua famiglia e di tutti coloro che la piangono", riconoscendo di "aver appreso con tristezza la notizia della morte della Baronessa Thatcher che ha servito questo Paese per molti anni".

La Thatcher era religiosissima. La Thatcher, al potere più a lungo di qualsiasi altro premier del XX secolo – primo ministro dal 1979 al 1990 -, era profondamente religiosa. Allevata dal padre nel metodismo si era poi avvicinata alla Chiesa anglicana. Famosissima la sua immagine sui gradini di Downing Street, nel 1979, appena arrivata al potere, mentre cita san Francesco d’Assisi. "Dove c’è discordia, che si possa portare armonia. Dove c’è errore, che si porti la verità. Dove c’è dubbio, si porti la fede. E dove c’è disperazione, che si possa portare la speranza".

Raccontò al "Catholic Herald" la sua fede. Qualche mese prima aveva spiegato a Richard Dowden, direttore del settimanale cattolico "Catholic Herald", l’origine della sua fede. Parlando dell’impegno dei cristiani per i più poveri aveva detto che "mentre insegni loro la religione devi riconoscere che probabilmente non la accoglieranno o capiranno almeno che significhi qualcosa per loro e li renda indipendenti".

Non basta alleviare la povertà. Questo tuttavia non risolve il problema. "Quando ti sei liberato di povertà, ignoranza e malattia se non sei un cristiano pensi che questo risolva i problemi del mondo. Noi sappiamo che non lo fa perché esiste ancora il problema davvero religioso della scelta tra bene e male. La scelta è l’essenza dell’etica". La Thatcher, che avrebbe introdotto in Gran Bretagna una profonda rivoluzione sociale distruggendo il potere dei sindacati, liberalizzando il mercato del lavoro e consentendo a chi fino ad allora non poteva permetterselo di comprare le case dell’edilizia sociale, disse in quella intervista di non pensare che "ci fosse rimasta ancora vera povertà in questo Paese".

La coscienza individuale. "Ci può essere povertà perché le persone non sanno come tenere un bilancio, come spendere i soldi, ma quello che conta a questo punto è il carattere fondamentale dell’individuo", disse la Thatcher che, in un altro passaggio dell’intervista, si soffermò sui motivi per i quali si ricorre alla droga o al terrorismo che risiedono nella coscienza individuale.

Sono diversa da un marxista. "C’è del bene e del male in ciascuno e il motivo fondamentale della vita è migliorare la tua condizione umana e puoi farlo soltanto facendo cose per gli altri". Così la Thatcher in quello che si può considerare il suo testamento spirituale: "Anche quando ti sono state insegnate tutte le cose giuste non significa che le farai. Ogni persona, nata in basso o in alto nella scala sociale, ha quella scelta, quella responsabilità personale. Se la neghiamo, neghiamo la base religiosa della vita". "Questa è la differenza tra me e un marxista", aggiunse Margaret Thatcher pochi mesi prima di entrare a Downing Street: "I valori per i quali vivo non sono dati dallo Stato".

Il cristianesimo come santità. "Il cristianesimo consiste in qualcosa di più che fare buone opere", concluse la Thatcher nell’intervista: "È una fede profonda che si esprime nel tuo rapporto con Dio. È una santità e nessun politico è titolato a togliertela".