Croazia al voto per scegliere 12 eurodeputati
I cittadini croati eleggeranno il prossimo 14 aprile i loro 12 rappresentanti che dal prossimo 1° luglio, data di adesione del Paese all’Ue, siederanno nel Parlamento europeo. Attualmente il Paese è rappresentato nell’emiciclo di Strasburgo da 12 osservatori che sono stati designati l’11 marzo 2011 dal Parlamento croato. Ora è tempo di scegliere gli eurodeputati ufficiali, che avranno però un mandato limitato nel tempo, visto che nel maggio 2014 in tutta Europa di tornerà alle urne per il rinnovo dell’Euroassemblea. L’elezione avrà luogo in base a un sistema proporzionale. Il voto ha “un’enorme importanza simbolica”, ha affermato il presidente croato, Ivo Josipovic. Il quale ha inoltre sottolineato l’importanza delle liste elettorali tendenti alla parità sessuale: la legge elettorale obbliga i partiti a presentare almeno il 40% di donne in ciascuna lista. Prosegue nel frattempo il tortuoso cammino di avvicinamento degli altri Stati balcanici all’Ue: fra questi, tre sono ufficialmente candidati, ossia Serbia, Montenegro e Macedonia, mentre altri tre, ossia Bosnia-Erzegovina, Albania e Kosovo, hanno lo status di “Paese potenzialmente candidato”.
Ue verso la Convenzione dei diritti dell’uomo
“L’adesione dell’Ue alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo rafforzerà la tutela dei diritti umani. Si tratta di un passo decisivo che contribuirà alla creazione di uno spazio giuridico unico” per tutto il continente; “era il tassello mancante nel sistema europeo di tutela dei diritti fondamentali”. Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, ha sottolineato con soddisfazione l’accordo raggiunto tra CdE e Unione europea per l’adesione di quest’ultima alla Convenzione, firmata nel 1950, alla cui osservanza provvede la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Il nuovo documento tra CdE e Ue, definito dopo trattative avviate ufficialmente nel 2010, deve ora avere l’ultimo via libera della Corte di giustizia dell’Unione europea. I colloqui tra le due istituzioni avevo preso avvio addirittura negli anni ’70, ma con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1° dicembre 2009) l’adesione alla Convenzione era divenuto un obbligo giuridico per la stessa Ue.
Ricerca in Europa, ancora poche donne
“Nonostante alcuni progressi negli ultimi anni, le donne nel campo della ricerca rimangono una minoranza, ed è come se una barriera invisibile impedisse loro di raggiungere posizioni di alto livello. Questa situazione costituisce una grave ingiustizia e uno scandaloso spreco di talenti”. Máire Geoghegan-Quinn, commissaria Ue per la scienza e l’innovazione, commenta l’indagine “She figures” pubblicata dall’Esecutivo, che traccia il quadro di una presenza ancora minoritaria delle donne nel campo della ricerca. “Nonostante la percentuale di ricercatrici in Europa sia in aumento, la loro presenza nelle discipline e carriere scientifiche rimane ancora insufficiente”, vi si afferma. “Le donne rappresentano soltanto il 33% dei ricercatori europei, il 20% dei professori ordinari e il 15,5% dei direttori delle istituzioni nel settore dell’istruzione superiore”. Ciò nonostante il fatto che dal 2010 “la percentuale di studentesse universitarie (55%) e laureate (59%) ha superato quella degli uomini; eppure questi ultimi sono in numero superiore tra gli studenti di dottorato e i dottori di ricerca (le donne sono, rispettivamente, il 49% e il 46%)”. La promozione della parità fra i sessi costituisce, secondo Geoghegan-Quinn, “una delle principali priorità della Commissione per la realizzazione dello Spazio europeo della ricerca”; per questo l’Esecutivo “ha chiesto agli Stati membri di eliminare gli ostacoli all’assunzione, al mantenimento e all’avanzamento professionale delle ricercatrici”.
Comitato delle Regioni, plenaria numero 100
Nei giorni 11 e 12 aprile il Comitato delle Regioni (CdR) svolgerà a Bruxelles la centesima sessione plenaria dalla sua istituzione, avvenuta nel 1994. In questa occasione l’organismo consultivo dell’Unione europea, in cui sono rappresentati gli enti locali, le città e le regioni dei Paesi aderenti, terrà un dibattito in aula sulla crisi economica, sul bilancio comunitario per il periodo 2014-2020 e su altri temi di attualità continentale. Il presidente del CdR, Ramón Luis Valcárcel Siso, ha invitato a tale confronto il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. “Un altro tema centrale della discussione segnala una nota del CdR -, in vista delle elezioni europee dell’anno prossimo, sarà come rafforzare la partecipazione politica dei cittadini”. “Un altro tema portante della plenaria sarà la sfida della reindustrializzazione dell’Europa e il ruolo d’avanguardia svolto da città e regioni nell’attuazione della politica industriale”. A Claude Gewerc, francese, presidente del Consiglio regionale della Piccardia, è stato assegnato il compito di redigere un documento sulla strategia della Commissione per una “base industriale forte, diversificata e competitiva”.