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Germania, Austria, Bulgaria

Germania: una delegazione di vescovi in Algeria
"Sono profondamente impressionato dalla testimonianza di fede di questa piccola Chiesa". È il commento di monsignor Ludwig Schick, presidente della Commissione episcopale per la Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), al termine della prima visita di una delegazione di vescovi tedeschi in Algeria tra il 2 e il 6 aprile. "La delegazione", ha proseguito l’arcivescovo, "ha conosciuto comunità cui appartengono solo alcune migliaia di cristiani che tuttavia si distinguono per svariate forme di impegno". Mons. Schick ha illustrato le attività nel settore femminile, con gli immigrati provenienti dall’Africa occidentale e con le persone disabili, nonché il lavoro nell’ambito del dialogo interculturale: "Con l’opera in campo sociale ed intellettuale, la Chiesa si guadagna anche il rispetto della società musulmana", ha affermato mons. Schick. La delegazione, giunta in Algeria su invito dei vescovi locali, ha preso parte a diverse celebrazioni solenni, diversificate a livello liturgico in base alle differenti culture esistenti nel Paese. Infatti, la Chiesa algerina è in crescita anche per via degli studenti e degli immigrati provenienti dall’Africa nera, conferendo alla Chiesa locale, forgiata tradizionalmente sul modello francese, nuove caratteristiche. I vescovi tedeschi hanno visitato i siti storici di Algeri e Annaba, così come le tombe dei monaci di Thibirine, uccisi nel 1996.

Austria: iniziative per l’integrazione di rom e sinti
In occasione della Giornata internazionale dei rom (8 aprile), numerose organizzazioni e personaggi pubblici in Austria hanno sensibilizzato l’opinione pubblica sul tema dei rom e dei sinti in Austria e in Europa. La comunità vincenziana di Eggenberg, che si dedica con svariati progetti alla situazione dei rom, ha rivolto un appello ad affrontare il tema con "rispetto e per quanto possibile con disponibilità all’aiuto", ha affermato il direttore della comunità don Wolfgang Pucher in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress. Secondo Pucher, i rom e i sinti sono "discriminati ed esclusi dalla vita sociale" soprattutto nei loro Paesi di origine. Ciò è testimoniato anche dal livello di istruzione dei bambini e dalle percentuali di disoccupazione – in molti Paesi oltre il 90% – degli appartenenti a queste etnie. Pucher ha inoltre sottolineato che "l’accattonaggio nei ricchi Paesi occidentali resta l’unica possibilità per migliorare la vita nell’immediato". "In questo caso", rom e sinti "vengono ulteriormente discriminati e accusati, spesso senza vere prove, di far parte di un’organizzazione criminale cui sono costretti a versare la gran parte dei soldi ricevuti". In base all’attività svolta da anni con i rom a Graz, Innsbruck e Salisburgo, invece, "è noto che portano a casa la gran parte del denaro per preservare dalla fame i loro figli e potersi permettere l’assistenza medica". "È importante", ha aggiunto Pucher, "evitare affermazioni non provate e generalizzate sulle attività criminali. È urgente che l’Ue e soprattutto i Paesi di origine dei rom vengano messi di fronte alle proprie responsabilità nei confronti di questo popolo". Tuttavia, ha concluso, "le loro necessità non possono essere affrontate in tempi rapidi".

Bulgaria: il presidente ai leader religiosi
Preghiere per la pace, la salute ed il bene del popolo bulgaro. È l’appello rivolto dal presidente della Repubblica bulgaro, Rossen Plevneliev, ai rappresentanti di tutte le confessioni religiose presenti nel Paese. "Vista la disperazione tra le persone ed il crescente numero di suicidi e di gente che si dà fuoco – ha spiegato il presidente Plevneliev – credo che in questo momento di crisi che attraversiamo il ruolo della religione sia indispensabile". "Vi chiedo di pregare perché possiamo superare questo momento con pazienza e con dignità, tanto che non si arrivi a decisioni estreme", ha detto il presidente bulgaro. All’incontro, che si è svolto nei giorni scorsi, hanno partecipato rappresentanti della Chiesa ortodossa, della Chiesa cattolica, dei musulmani, degli armeni, del Consiglio centrale israeliano e delle Chiese evangeliche riunite. "In questi tempi difficili la gente ha bisogno di consolazione, appoggio ed incoraggiamento – ha detto a Sir Europa il presidente dei vescovi bulgari, monsignor Hristo Proykov – e noi dobbiamo stargli vicino e difendere le virtù umane, soprattutto il dono della vita che deve essere custodito". In momenti di forte crisi economica e sociale, "il cammino delle persone verso la Chiesa è molto importante", ha detto il vicario del patriarca per la città di Sofia, il vescovo Joan. Fino al 15 aprile, in tutti i luoghi di culto della Bulgaria, saranno celebrati momenti di preghiera per chiedere a Dio pace e benessere per il Paese.