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Un rapporto della Commissione affronta i nodi presenti in 13 Stati dell’Ue
L’aggiustamento degli squilibri macroeconomici procede in Europa, "benché carattere e velocità di tale aggiustamento variano ancora tra uno Stato e l’altro"; per questo "le differenze in termini di crescita persisteranno probabilmente nei prossimi anni". Sono due osservazioni che emergono dal rapporto della Commissione datato 10 aprile sui sistemi economici di 13 Stati "sotto osservazione" per via di squilibri evidenti su diversi fronti: conti pubblici, competitività, export, mercato del lavoro, sistema del credito.
” “"Prospettive fragili". Il vice presidente dell’Esecutivo, il finlandese Olli Rehn, nel presentare il rapporto ha affermato, forse con un eccesso di ottimismo: "Grazie alla trasformazione della nostra governance economica possiamo affrontare gli squilibri macroeconomici in via preventiva e creare le basi per una crescita sostenibile". Quindi ha aggiunto: "La decisa azione intrapresa a livello di politiche sia da parte degli Stati membri che dell’Ue sta favorendo un riequilibro dell’economia europea. Restano tuttavia importanti sfide da affrontare". Gli esperti della Commissione rilevano, fra l’altro, "cali dei disavanzi delle partite correnti", "correzioni dei prezzi eccessivi delle abitazioni", "riduzioni dell’indebitamento del settore privato". D’altro lato "la debolezza dell’attività economica e le prospettive fragili in alcuni casi possono aver acuito sia i rischi che gli effetti di ricaduta transfrontalieri correlati agli squilibri macroeconomici".
Problemi strutturali. Dunque il quadro presenta luci e ombre. Nel documento dell’Esecutivo si attesta poco oltre: "Molte economie dell’Ue27 continuano a dover affrontare grosse sfide strutturali"; solo il loro superamento "avrà effetti sulla capacità delle economie indebitate di svilupparsi e di competere, di garantire la stabilità finanziaria e, sostanzialmente, di ridurre la disoccupazione". Per questo "s’impone un deciso impegno per le riforme strutturali in modo da garantire che tali squilibri vengano eliminati". La Commissione ha annunciato per il 29 maggio prossimo una serie di "raccomandazioni strategiche" di ampia portata, da rivolgere ai 13 Paesi interessati (Belgio, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Malta, Paesi Bassi, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria) "per la prevenzione di nuovi squilibri e la correzione di quelli esistenti".
” “Sotto i riflettori. Fra i casi sui quali la Commissione ha riservato specifica – e preoccupata – attenzione figurano Italia, Spagna, Slovenia, Francia e Cipro. Sull’Italia si legge: "Il potenziale contagio economico e finanziario al resto dell’area euro resta considerevole se le turbolenze sui mercati finanziari collegate al debito sovrano italiano si intensificheranno di nuovo". "L’elevato debito, unito alla perdita di competitività esterna e alla sottostante performance produttiva stagnante continuano a essere il principale squilibrio macroeconomico identificato". Inoltre "la resistenza del settore bancario si è seriamente indebolita dalla metà del 2011, minando la capacità delle banche di sostenere l’attività economica". Tre dunque le obiezioni mosse a Roma (debito, scarsa competitività, indebolimento del sistema creditizio), nonostante Bruxelles riconosca l’impulso positivo apportato alla situazione nazionale dal governo di Mario Monti. Ma sul Paese permangono nubi politiche legate alla mancanza di accordo sul governo, che si potrebbero tradurre in nuovi ritardi nelle riforme a sostegno della crescita e del lavoro e per azioni volte a tenere sotto controllo i conti statali. Sulla Spagna la Commissione afferma: "Gli elevati livelli del debito interno e del debito estero continuano a rappresentare un grave rischio per la crescita e la stabilità finanziaria". Inoltre la Spagna deve risolvere il nodo di una disoccupazione fuori controllo. In Slovenia, invece, "vi sono considerevoli rischi per la stabilità del settore finanziario dovuti all’indebitamento delle imprese e alla riduzione della leva finanziaria". La situazione di Cipro (instabilità bancaria e dei conti nazionali) è sotto il controllo della troika Ue-Bce-Fmi, mentre anche la Francia potrebbe diventare "un rischio per l’Eurozona".
” “Lotta all’evasione. Nel frattempo prosegue, a livello comunitario, il dibattito nell’ambito della "anagrafe bancaria" e della lotta all’evasione. Se le prime cinque economie Ue – Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna – intendono sottoscrivere una sorta di "alleanza" contro l’evasione fiscale, mediante una anagrafe condivisa e obbligatoria dei conti bancari, dalla Commissione giunge un richiamo al fatto che tale linea andrebbe adottata da tutti i 27 Stati aderenti. Nel frattempo il Lussemburgo ha dichiarato che rinuncerà al segreto bancario dal 2015; lo stesso dovrebbe fare l’Austria, l’ultimo Paese a tenere celati i dati sui conti correnti delle proprie banche. Temi, questi, in agenda all’Ecofin (ministri economici e finanziari Ue) informale di Dublino del 12 e 13 aprile.