SCUOLE EUROPEE " "" "

Il posto della religione

Verso una riforma che potrebbe diminuire gli insegnamenti confessionali

Nelle 14 sedi della “Schola Europaea”, proposta formativa dalla materna al baccalaureato – presente in 7 Paesi, con 24mila studenti – promossa da Ue e Stati membri dell’Unione, è in atto una revisione del piano di studi. Da queste scuole di alto livello formativo, frequentate soprattutto dai figli dei dipendenti delle istituzioni comunitarie, trapela in questi giorni qualche preoccupazione per l’annunciata riduzione delle ore dedicate allo studio delle religioni e della morale.

Documenti e decisioni. “I corsi di religione si inscrivono pienamente, come le altre discipline scolastiche, nel processo di educazione complessivo degli allievi delle Scuole europee, come mostrano le finalità dei programmi di religione comuni a tutte le confessioni e approvati dal Comitato pedagogico e dal Consiglio superiore”. È un passaggio di un documento, steso da alcuni rappresentanti dell’insegnamento della religione cattolica, di altre confessioni cristiane e di altre fedi presenti nelle Scuole europee. Il documento è indirizzato al Gruppo di lavoro creato dal Consiglio superiore, organo che presiede alla organizzazione e alla didattica, incaricato di un’ampia revisione dell’offerta formativa di tali istituti. Il documento è stato consegnato a Sir Europa da un gruppo di genitori, preoccupati dal fatto che nel corso della seduta del Consiglio superiore indetta dal 16 al 18 aprile potrebbe essere assunta la decisione di diminuire le attuali ore di religione-morale, da due a un’ora settimanale nelle classi S1, S2, S3, ossia nei primi tre anni del ciclo secondario.

Sessant’anni di istruzione. Sul tema della riorganizzazione delle lezioni nelle Scuole europee si sta concentrando l’attenzione delle autorità religiose a livello europeo e di una parte delle famiglie degli studenti delle stesse Scuole europee. La richiesta è di prendere parte a una riflessione più generale sull’apporto pedagogico dell’insegnamento della morale e delle religioni. Occorre notare come le ore di lezione di religione in queste scuole abbiano carattere confessionale e siano svolte secondo il regime plurilingue, che rende piuttosto complessa la formazione delle classi. Le Scuole europee (www.eursc.eu) sono istituti creati congiuntamente dagli Stati aderenti e dalla Comunità europea, oggi Ue, sin dall’inizio del processo di integrazione: il primo istituto fu aperto 60 anni fa, nell’ottobre 1953, in Lussemburgo. “La vocazione delle Scuole europee – si legge nel sito ufficiale – è di impartire un insegnamento multilingue e multiculturale a ragazzi delle materne, primarie e secondarie. Sono destinate prioritariamente ai figli del personale delle istituzioni Ue”. Le scuole si trovano a Bruxelles (4 sedi), Alicante, Francoforte sul Meno, Mol, Bergen, Karlsruhe, Monaco di Baviera, Varese, Culham, Lussemburgo (2 istituti).

“Un senso unitario alla vita”. Su questo tema mons. Gianni Ambrosio, vice presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), ha dichiarato a Sir Europa: “Posso formulare un auspicio: la riorganizzazione delle lezioni nelle Scuole europee venga attuata tenendo conto dell’importanza della dimensione religiosa e del valore pedagogico e culturale della religione e della morale” (in queste scuole chi non segue l’insegnamento della religione è infatti tenuto a frequentare l’insegnamento di etica-morale). “La dimensione religiosa e morale aiuta a ritrovare, al di là delle singole conoscenze, un senso unitario alla vita di cui i giovani hanno particolarmente bisogno”. Il vescovo aggiunge: “Inoltre sarebbe importante tenere in debita considerazione il contributo che le famiglie degli studenti possono esprimere in proposito, come pure i pareri delle autorità religiose a livello europeo”. Sulla scia del dibattito avviatosi, un gruppo di eurodeputati ha diffuso da Strasburgo, in occasione della seduta del Consiglio superiore delle Scuole, una nota in cui fra l’altro si legge: “Siamo fermamente convinti” che i corsi di religione e morale, “come qualsiasi altra disciplina, siano pienamente integrati nel processo educativo generale, secondo quanto affermato dagli obiettivi del programma di religione”. Per tale ragione i deputati ritengono che eventuali decisioni in materia “debbano essere prese in accordo con i genitori e con il contributo di tutte le comunità dei credenti”.

Flessibilità, efficienza. Le valutazioni in corso al Consiglio superiore di tali scuole per giungere a una nuova struttura degli studi del ciclo secondario sarebbero intese a qualificare flessibilità ed efficienza dei corsi, con un’attenzione specifica agli aspetti di bilancio. Anche per tale ragione, l’attenzione si è concentrata sulle lezioni di religione e morale nelle prime tre classi del ciclo superiore, dove, per ragioni linguistiche e di rispetto dei diversi orientamenti degli studenti (è possibile scegliere, ad esempio, tra insegnamento cattolico, protestante, anglicano, ortodosso, islamico, ebraico), si sono verificate composizioni di classi molto esigue. Le valutazioni in corso devono comunque tenere in considerazione la risoluzione del Parlamento Ue sul sistema scolastico europeo approvata il 27 settembre 2011.