UNIONE EUROPEA" "" "

La ricetta finlandese

Il premier di Helsinki illustra a Strasburgo la sua idea di integrazione

Un "astro nascente", e forse qualcosa in più, della politica europea. Jyrki Katainen, finlandese originario di una cittadina dal nome impronunciabile (Siilinjärvi), nel cuore della regione dei laghi, guida dal 2011 il governo di Helsinki con una coalizione di centrodestra. Ha 42 anni, è sposato, due figli, maratoneta per passione. In politica dall’inizio degli anni ’90, parlamentare nazionale nel 1999, nel 2003 è eletto per un triennio vice presidente del Partito popolare europeo. Questa settimana ha lasciato per un giorno la capitale finlandese, raggiungendo la sede dell’Europarlamento a Strasburgo per immergersi nei problemi dell’integrazione europea.

” “"Capisco le difficoltà". "Grazie all’integrazione europea la mia generazione ha avuto molte più opportunità rispetto a quelle precedenti. Io, ad esempio, quando frequentavo l’università di Tampere ho potuto vivere un periodo di Erasmus nel Regno Unito, dove ho approfondito i miei studi": Jyrki Katainen parla volentieri di sé e non fa mistero del suo europeismo. Dal racconto in prima persona traspare un tratto di storia finlandese quando, tra la seconda metà degli anni ’80 e il decennio seguente, il Paese viveva una fase recessiva con ampie fasce di popolazione disoccupate. "Allora ero studente e nemmeno immaginavo che in futuro avrei avuto un lavoro e una casa per me e la mia famiglia". Poi il Paese scandinavo ha aderito all’Ue, è entrato in Eurolandia e vive, da tempo, una fase di sviluppo economico e tecnologico di rilievo. "Per questo capisco il difficile momento che sta attraversando l’economia europea, tanto da oscurare il dibattito sull’integrazione. C’è un pessimismo diffuso nelle opinioni pubbliche. Le famiglie sono in sofferenza, i disoccupati aumentano, i giovani non trovano lavoro. Tutto questo accresce il malcontento che spesso si trasforma in populismo, in nazionalismo. La gente perde fiducia nel progetto europeo".

” “Fare ordine. Il premier giunto dal Nord prosegue a ruota libera la sua analisi: "Nel momento in cui dovremmo unire le forze per rispondere alla crisi, appariamo divisi. Io ritengo invece che servano azioni decise per una maggiore integrazione, ma – specifica – dev’essere un’integrazione giusta". In che senso? "I valori e le regole che presiedono all’Unione europea vanno rispettati, da tutti, sempre. Gli Stati aderenti devono avere una maggiore convergenza economica e politica, ma al contempo bisogna dimostrare di essere in grado di fare ordine a casa propria, a partire dai conti pubblici". E qui emerge il politico nordeuropeo, rigorista, costretto a convincere i suoi cittadini che, facendo parte della zona euro, devono farsi carico solidalmente della situazione greca, dei ritardi strutturali del Portogallo, dei titoli spagnoli, del debito italiano, del quasi fallimento del sistema bancario cipriota.

” “Tre indicazioni. "Servono più Europa e più responsabilità nazionale", insiste il giovane politico. Il quale enumera tre regole per sbloccare l’impasse in cui si trovano i Ventisette: "Ripeto, anzitutto bisogna rispettare i valori e le regole che ci siamo dati di comune accordo. In secondo luogo va raggiunto un equilibrio tra solidarietà e responsabilità. La Finlandia si assume il ruolo di assistere finanziariamente, per la parte che le compete, chi si trova nel bisogno, ma è bene che tutti tengano sotto controllo i propri conti pubblici. In terzo luogo è tempo di rilanciare l’integrazione". In questo senso Katainen sembra quasi procedere controcorrente rispetto agli euroscettici alla David Cameron. "Non esistono – argomenta – ricette miracolose. Serve gradualità, per creare occupazione, per rendere l’Europa più competitiva, operando con i mercati non contro di essi". La "cura Katainen" è ad ampio raggio: no ai protezionismi, sì al mercato unico, avanti con gli investimenti in infrastrutture; rafforzare il commercio estero (con un rapporto preferenziale per Stati Uniti e Giappone), fare ricerca, creare un mercato integrato dell’energia. Il premier è un fiume in piena: chiede di spianare la strada all’unione bancaria, perché "ridurrebbe i rischi sistemici e proteggerebbe i risparmiatori". Katainen è persino favorevole all’allargamento, pur specificando: "Voglio una Ue aperta a candidati meritevoli".

” “Creare fiducia. Non mancano da parte del leader finlandese riflessioni sulla politica di sicurezza e sugli investimenti del bilancio comunitario per favorire il lavoro giovanile, l’attenzione all’ambiente e alle politiche inclusive. E, mentre s’avvicina l’orario per il volo di ritorno, lascia ancora una nota positiva: "L’Ue rappresenta, storicamente, pace, sviluppo e un modello per il resto del mondo. Mi sono convinto che usciremo dalla crisi con una Unione europea rafforzata. Dobbiamo creare fiducia nei cittadini e nelle imprese. Politicamente è necessario concentrarci su ciò che ci unisce, non su ciò che può dividere". Il tempo è finito: ci sarebbero molte domande da porre, sulla Finlandia, sull’economia europea, sui nazionalismi e i populismi che pure albergano tra i connazionali di Katainen. Ma è quasi sera e non restano che gli "arrivederci".