IRLANDA" "" "

Rispetto non è confusione

Dibattito su matrimonio gay: il pensiero dei vescovi

Dal dicembre 2012 sta svolgendo i propri lavori la Convenzione costituzionale, voluta dalle due camere del parlamento della Repubblica d’Irlanda. La convenzione "è un’esperienza di democrazia partecipativa", si legge sul sito, in cui 100 persone (66 cittadini, 33 parlamentari e un presidente indipendente, Tom Arnold) hanno il compito di affrontare nell’anno 8 grandi temi che implicano modifiche alla Costituzione (abbassamento a 17 anni età del voto, riforma del sistema elettorale, ruolo delle donne, matrimoni omosessuali…). I membri della convenzione si riuniscono in seduta pubblica (trasmessa in streaming) un sabato al mese, per discutere e votare. Ogni cittadino può presentare un contributo attraverso il sito della "convention".

” “Voto a favore. Il 79% dei membri della convenzione costituzionale irlandese si è pronunciata affinché "la Costituzione venga modificata per consentire il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso" e "vengano incluse relative modifiche riguardo la parentalità, la cura e l’allevamento dei figli", come dice il comunicato stampa diffuso al termine dei lavori del 13-14 aprile scorsi. La proposta, insieme a un pacchetto di altre proposte di modifica costituzionale, passa al governo che entro quattro mesi deve discuterla, ma non necessariamente legiferare al riguardo. Se tuttavia si arriverà a una proposta di modifica costituzionale, questa dovrà essere sottoposta a referendum popolare.

” “È fondamentale che se ne discuta. "Il risultato della Convenzione costituzionale è deludente, ma solo gli abitanti dell’Irlanda potranno emendare la Costituzione. La Chiesa cattolica continuerà a promuovere e a cercare di proteggere l’unicità del matrimonio tra un uomo e una donna, che meglio possono servire i nostri bambini e la nostra società", ha affermato un rappresentante dell’ufficio stampa della Conferenza episcopale, all’indomani del voto della Convenzione in favore del matrimonio omosessuale. La Conferenza episcopale aveva sottoposto alla Convenzione un documento articolato, insieme ad altri più di mille contributi che attraverso il sito della Convenzione erano stati inoltrati sul tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nel loro documento, i vescovi hanno chiesto che "venga dato un tempo sufficiente per una discussione ad ampio raggio nella società sull’importanza fondamentale della famiglia fondata del matrimonio" prima che avvengano modifiche di legge circa l’istituto esistente del matrimonio, "per valutare non solo gli aspetti etici e legali di tale cambiamento, ma anche l’impatto potenziale che esso avrà sui rapporti tra famiglia e Stato e in particolare sui diritti dei bambini". Nel testo si legge inoltre che "l’argomentazione per il cambiamento di definizione del matrimonio si basa a volte sulla percezione che il matrimonio sia fondamentalmente una questione di amore e d’impegno reciproco tra due persone" cosa possibile tra due persone dello stesso sesso, come di sesso diverso. Tuttavia "il matrimonio è molto più che amore e impegno, dentro o fuori riferimenti legali"; "il peculiare riconoscimento legale dato al matrimonio dallo Stato nasce innanzitutto dal fatto che questa istituzione rende possibili benefici qualitativamente unici per i figli di quel matrimonio e per la società".

” “Attenzione e rispetto verso tutti. Nel dibattito che si è svolto il 13-14 aprile, nel quadro della Convenzione e prima del voto, sono state ascoltate le opinioni radicalmente diverse (rete gay e lesbiche, Chiesa evangelica, Amnesty Irlanda, istituto Iona per la famiglia). Sono stati invitati a intervenire anche il vescovo Leo O’Reilly, presidente del Consiglio episcopale per il matrimonio e la famiglia e Breda McDonald, membro dello stesso consiglio. Essi hanno ribadito che "la famiglia fondata sul matrimonio è la più importante istituzione di qualsiasi società e cambiare la natura del matrimonio significherebbe minacciarla in quanto pietra d’angolo della nostra società". Ha affermato il vescovo: "Possiamo sperimentare l’amore umano in molti modi diversi. Come cristiani, il nostro principale impegno è di amare. L’amore chiede sempre che rispettiamo la dignità di ogni persona umana"; "per questo la Chiesa cattolica insiste che le persone omosessuali vengano sempre trattate con attenzione e rispetto". E ha concluso: "Forse oggi possiamo accordarci sul fatto che tutti siamo impegnati per una società in cui tutti siano trattati con dignità e rispetto e in cui la sincera diversità di opinione venga trattata con rispetto e attenzione per i diritti fondamentali e le libertà". Breda McDonald nel suo intervento ha per altro verso sottolineato che la differenza tra uomo e donna e il fatto che i figli possano nascere solo da un’unione tra sessi diversi "rende impossibile parlare di uguaglianza tra matrimonio eterosessuale e matrimonio tra persone dello stesso sesso".