SIRIA

L’opposizione sceglie” “la via del riarmo

Il presidente della Coalizione nazionale delle opposizioni in esilio, George Sabra, chiede di aiutare il popolo a difendersi dal regime di Assad. In aperto contrasto con i ripetuti appelli dei vescovi siriani, e non solo, che da mesi invocano lo stop alle forniture di armi così da porre fine al massacro. L’impegno per la liberazione dei due vescovi rapiti mentre trasportavano aiuti umanitari

"Nessuno, oggi, potrebbe immaginare un negoziato con Bashar al Assad. Dobbiamo innanzitutto aiutare il popolo siriano a difendersi. Si tratta, in sostanza, di raggiungere un equilibrio militare tra le forze in campo". Un negoziato garantito dall’equilibrio delle armi, è quello che propone George Sabra, dal 22 aprile, presidente ad interim della Coalizione nazionale siriana delle opposizioni in esilio, per mettere la parola fine a una guerra civile che sta uccidendo la Siria, mentre la Comunità internazionale resta colpevolmente alla finestra. A nulla valgono gli appelli dei vescovi siriani, e non solo, che da mesi invocano lo stop alle forniture di armi così da porre fine al massacro. È solo un caso, allora, che ieri siano stati rapiti due vescovi locali che lavorano da sempre, e dall’inizio del conflitto, per il sollievo della popolazione e la convivenza pacifica nel Paese e che hanno lanciato più volte alla comunità internazionale l’appello a non lasciare sola la Siria per cercare una soluzione politica e fermare l’escalation militare?