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Costruire la Chiesa

Crisi, immigrazione, diritto alla vita e matrimonio alla plenaria dei vescovi

Si è tenuta dal 15 al 19 aprile, la 101ª Assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola (Cee), nella quale i vescovi hanno approvato, tra l’altro, un messaggio per la beatificazione dell’Anno della fede, che si terrà a Tarragona domenica 13 ottobre.

Non perdere di vista i beni superiori. "I duri effetti della crisi economica, come, ad esempio, la disoccupazione e la mancanza di mezzi per far fronte agli impegni presi per l’acquisto di abitazioni o alla debita attenzione agli anziani e agli immigrati" sono stati al centro della prolusione del cardinale Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid e presidente della Cee. Un’altra preoccupazione sottolineata dal porporato è stata la "mancata protezione legale del diritto alla vita dei nascituri", come pure "una legislazione sul matrimonio gravemente ingiusta". Inoltre, "è necessaria anche una legislazione più giusta per quel che riguarda la libertà di insegnamento e, in concreto, l’esercizio effettivo del diritto fondamentale che spetta ai genitori nella scelta della formazione etica e religiosa dei loro figli". Il card. Rouco ha pure evidenziato che "di fronte alla difficile situazione economica che stiamo attraversando le tensioni sociali non sembrano diminuire", tuttavia "nessuno dovrebbe trarre vantaggio dalle reali difficoltà dei singoli e dei gruppi sociali per perseguire uno scopo particolare, per quanto legittimo" che perda di vista i beni superiori come "la riconciliazione, l’unità e il primato del diritto". Il nunzio apostolico in Spagna, monsignor Renzo Fratini, ricordando l’elezione del nuovo Pontefice, ha invitato i vescovi a fare particolare attenzione al "pericolo", denunciato da Francesco, "dell’autoreferenzialità delle nostre istituzioni ecclesiali, cadendo nel narcisismo. Il Papa ci ricorda che dobbiamo uscire, camminare, evangelizzare e costruire la Chiesa, portando la croce, annunciando nelle periferie Gesù Cristo".

Tre testi approvati. I vescovi hanno approvato il secondo Catechismo per l’iniziazione cristiana "Testimoni del Signore", destinato a bambini e adolescenti tra i 10 e i 14 anni. Ora il testo sarà inviato a Roma per la "recognitio" e poi sarà pubblicato. L’Assemblea poi ha approvato il documento "Chiesa particolare e vita consacrata. Procedure operative per facilitare le relazioni reciproche tra i vescovi e la vita consacrata in Spagna". Soprattutto i vescovi hanno approvato il messaggio in occasione della cerimonia di beatificazione di circa 500 martiri spagnoli della guerra civile, che si terrà a Tarragona il 13 ottobre. Il messaggio è diviso in cinque parti: i martiri, modelli nella confessione della fede e principali intercessori; martiri del XX secolo in Spagna beatificati nell’Anno della fede; saldi e valorosi testimoni della fede (tema della beatificazione); un’ora di grazia; la beatificazione a Tarragona.

Fedeltà a Cristo. I circa 500 martiri, ricordano nel messaggio i vescovi spagnoli, "diedero la loro vita per amore di Gesù Cristo, in diversi luoghi della Spagna, durante la persecuzione religiosa degli anni Trenta del XX secolo. Furono molte migliaia quelli che allora offrirono questa testimonianza suprema di fedeltà. La Chiesa riconosce ora solennemente questo nuovo gruppo come martiri di Cristo". I prossimi beati furono "saldi e valorosi testimoni della fede che ci stimolano con il loro esempio e ci aiutano con la loro intercessione". Di qui l’invito, a cattolici e comunità ecclesiali, "a partecipare a questo grande evento di grazia a Tarragona, se è possibile, e, in ogni caso, unendosi spiritualmente alla sua preparazione e celebrazione".

I martiri del XX secolo in Spagna. La Chiesa spagnola, osservano i presuli nel loro messaggio, "ha avuto la grazie di avere un gran numero di questi testimoni privilegiati del Signore e del suo Vangelo. Dal 1987, quando ci fu la beatificazione dei primi di loro – le carmelitane scalze di Guadalajara – sono stati beatificati 1001 martiri, 11 dei quali sono già stati canonizzati". Ora, in occasione dell’Anno della fede, per la seconda volta dopo la beatificazione di 498 martiri celebrata a Roma 2007, è stato riunito un "gruppo numeroso di martiri", che saranno beatificati a Tarragona in autunno. Tra loro ci sono 3 vescovi Salvio Huix, di Lérida; Manuel Basulto, di Jaén, e Manuel Borrás, di Tarragona. Saranno beatificati anche un buon gruppo di sacerdoti diocesani, soprattutto di Tarragona, molti religiosi e religiose di svariati ordini religiosi, seminaristi e laici. La maggior parte di loro era giovane, ma ci sono anche anziani; uomini e donne. "Prima della beatificazione, sarà pubblicato, se Dio vuole – ricordano i vescovi – il terzo libro della collana ‘Chi sono e da dove vengono’, nel quale saranno raccolte le biografie e le fotografie di ciascun martire di questa beatificazione dell’Anno della fede". I presuli spiegano anche la scelta di Tarragona come luogo per la beatificazione: in questa città "si conserva la tradizione dei primi martiri ispanici. Lì, nell’anfiteatro romano nell’anno 259, diedero la loro vita per Cristo il vescovo San Fructuoso e i suoi diaconi San Eulogio e San Augurio".