CHIESE IN BREVE " "
Portogallo: Papa disponibile a visita per 100° Fatima
Ricevendo il nuovo ambasciatore presso la Santa Sede, Papa Francesco ha manifestato "una totale disponibilità" a visitare il Portogallo, in occasione del centenario delle apparizioni di Fatima, nel 2017. Nelle dichiarazioni rese all’Agenzia Ecclesia, seguite all’udienza privata di presentazione delle lettere credenziali, António Almeida Ribeiro ha dichiarato che "il Papa ha rivolto parole di estrema simpatia nei confronti del Portogallo, e ha evocato la straordinaria importanza del Santuario mariano". "Stiamo preparando le celebrazioni per il centenario delle apparizioni, e la visita papale costituirebbe naturalmente il corollario di tale commemorazione" ha aggiunto l’ambasciatore lusitano: "In nome del mio Paese, in particolare, ho manifestato l’enorme rispetto e l’immensa gratitudine per la decisione di Papa Francesco di consacrare il suo pontificato alla Vergine di Fatima". La consacrazione, richiesta al Papa dal cardinale-patriarca di Lisbona, mons. José Policarpo, per decisione della Conferenza episcopale portoghese (Cep), avverrà durante le celebrazioni del Pellegrinaggio internazionale dei prossimi 12-13 maggio, che saranno presiedute dall’arcivescovo di Rio de Janeiro, monsignor Orani João Tempesta. A tale proposito, lo stesso arcivescovo ha recentemente ricordato che "la devozione alla Vergine di Fatima è una delle più belle e preziose eredità che il popolo brasiliano ha ricevuto da quello portoghese", e ha anche rivelato che, "come pellegrino di Fatima", dedicherà a Maria anche i lavori della Gmg (Rio de Janeiro 23-28 luglio).
Russia: legge a tutela delle credenze religiose
La legge sulla protezione delle credenze religiose dei cittadini, approvata in prima lettura dalla Duma di Stato della Federazione Russa nei giorni scorsi, è stata accolta favorevolmente dai rappresentanti del Patriarcato di Mosca. Il presidente del Dipartimento delle relazioni pubbliche del Patriarcato, Vsevolod Chaplin, ha espresso la speranza che il disegno di legge sia adottato in maniera definitiva dalla Duma, e ha sottolineato la necessità di proteggere i simboli religiosi, in un contesto in cui il concetto di "sacro" sta gradualmente scomparendo. La legge prevede che venga inserito un nuovo articolo nel codice penale per punire atti "insultanti credenze religiose e sentimenti dei cittadini e la profanazione di oggetti di culto", come riferisce l’agenzia russa Itar-Tass. Le multe vanno fino a 500 mila rubli, 400 ore di lavoro obbligatorio o 5 anni di reclusione nei casi più gravi di distruzione o profanazione o violenza a persone che ricoprono un ruolo di tipo cultuale. Il primo vice presidente della commissione competente per le associazioni pubbliche e organizzazioni religiose Mikhail Markelov ha dichiarato all’agenzia: "Le persone che praticano forme tradizionali di religione sono costantemente oggetto di minacce. Questo è stato il caso anche della famosa band ‘Pussy Riot’, o di atti vandalici nei cimiteri, o di attentati alla vita di leader spirituali", come di recente avvenuto a un sacerdote ortodosso, gravemente ferito alla testa mentre si recava in chiesa". Secondo Markelov la Russia vuole così associarsi a una prassi comune a livello internazionale. "In molti Paesi europei, tali leggi sono già in atto".
Austria: cristiani, ebrei e musulmani sul dono
Condividere è un dovere morale e religioso e ha a che fare con la giustizia: questo il risultato condiviso di un forum con rappresentanti della Chiesa cattolica ed evangelica, dell’Ebraismo e dell’Islam, svoltosi il 17 aprile a Vienna, in occasione dello Spendentag, giornata dedicata alle offerte e alla raccolta di fondi promossa dall’associazione Fundraising Verband Austria. "Donare e condividere è un obbligo morale basato sulla Bibbia. Chi non vi si attiene, manca di amore per il prossimo e pecca", ha detto Heinz Hödl, membro dell’ufficio di coordinamento della Conferenza episcopale austriaca. Michael Chalupka, direttore della Diakonie evangelica, ha sottolineato come la tradizione protestante delle elemosine tragga origine dall’opposizione alle donazioni fatte per ottenere le indulgenze: "Per questo motivo, nel protestantesimo esiste un rapporto doppio nei confronti delle donazioni: da un lato si sottolinea particolarmente l’atto del donare, dall’altro vi è una forte critica alle false donazioni". L’Ebraismo e l’Islam prevedono una sorta di dovere religioso alla condivisione. "Ogni musulmano è obbligato a versare ogni anno il 2,5% del proprio patrimonio ai bisognosi", ha detto Carla Amina Baghajati, incaricata per le donne della Comunità di fede islamica austriaca. Per la religione ebraica, l’importo da versare per i poveri si aggira tra il 10 e il 20% delle entrate mensili, ha spiegato Schlomo Hofmeister, rabbino della comunità di Vienna. Da un punto di vista teologico, sia per l’Islam che per l’Ebraismo non si tratta di donazioni ma dell’obbligo di versare del denaro. Un obbligo che trae origine dal principio della giustizia sociale della dipendenza dell’uomo da Dio, datore delle diverse ricchezze. In entrambe le religioni esiste poi la donazione nel vero senso della parola, che ogni credente può fare a sua scelta.