GIORNALI FISC
La rielezione del presidente Napolitano e il suo discorso davanti alle Camere, una possibile agenda per il nuovo governo, le elezioni in Friuli Venezia Giulia, la crisi e l’attualità ecclesiale: gli editoriali delle testate cattoliche
La rielezione del presidente Napolitano e il suo discorso davanti alle Camere, una possibile agenda per il nuovo governo, le elezioni in Friuli Venezia Giulia, la crisi, l’attualità ecclesiale e la cronaca locale… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.
La rielezione di Napolitano. “Grazie, presidente, per il suo gesto responsabile e generoso”. È il commento che accomuna molti editoriali dedicati alla rielezione di Giorgio Napolitano a presidente della Repubblica. “La sua decisione di rimettersi a disposizione della nazione – osserva Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto) – rappresenta un punto di riferimento attorno al quale la politica può fermare la sua caotica deriva e tentare d’individuare una via percorribile”. Per Amazio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), “la rielezione di Napolitano – pur contestata da talune forze politiche arroccate su altra candidatura – appare scelta equilibrata, idonea e pragmaticamente necessaria nella critica situazione italiana odierna: il riconfermato presidente è talento istituzionale e politico prezioso, di primordine, un galantuomo sopra le parti, capace di coagulare non di dividere, conscio del ruolo e del valore del servizio da rendere, l’uomo giusto al posto giusto in un Paese dilaniato da lotte intestine estranee all’interesse reale”. Concorda Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto): il presidente Napolitano “sembra l’unico ad avere le idee chiare su cosa debba essere fatto, ma è anche un uomo tanto ricco di esperienza e tanto saggio da mettere sull’attenti intelligenza e ragione di fronte all’imprevedibile fragilità imposta dal considerevole peso dei molti anni di età. Coraggio e fragilità, a servizio dell’Italia”. Per Toscana Oggi (settimanale regionale), “la rielezione di Napolitano dimostra quanto sia importante una figura presidenziale di forte garanzia, soprattutto in questa fase eccezionale, che deve essere di transizione a una forma di governo, basata su di una nuova legge elettorale, con nuovi pesi e contrappesi”.
Il discorso del presidente. Al centro degli editoriali anche il discorso pronunciato, il 22 aprile, dal presidente della Repubblica davanti alle Camere, in occasione del giuramento. “Con il discorso inaugurale del suo secondo mandato – nota Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona) – il rieletto Capo dello Stato si è messo esplicitamente dalla parte del popolo italiano che da anni, a causa anche di tanti errori dei suoi governanti, sta soffrendo difficoltà gravissime, chiedendo al Parlamento di farsi carico serio delle proprie responsabilità”. Il presidente, osserva Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), “ha messo in guardia dalle ‘nuove pulsioni eversive’ e ha avvisato le forze politiche: ‘Non tollererò altre sordità da parte dei partiti’, aggiungendo subito dopo che non ha accolto l’appello rivoltogli sabato scorso ‘per prendere atto dell’ingovernabilità’. È il momento delle intese fra forze diverse, come accade in ogni altro Paese d’Europa, ha sottolineato il Capo dello Stato che più volte si è commosso. ‘Passione, rigore, umiltà’, in tre sole parole è racchiusa la ricetta per una ripresa possibile”. Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), si sofferma sugli “applausi che hanno accompagnato il discorso”: “A più di qualche osservatore sono apparsi ipocriti e fuori luogo. Il nostro auspicio è che fossero invece animati dalla gratitudine e dalla consapevolezza che la scelta di Napolitano è giunta a salvare un sistema politico che aveva ormai entrambi i piedi sul ciglio del precipizio. Ma la loro sincerità potremo valutarla solo dall’atteggiamento dei prossimi mesi”. Per Antonio Ricci, direttore del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), “l’impressione che si è avuta è che, più Napolitano calcava la mano, più i politici presenti nell’emiciclo della Camera applaudissero forte per non sentire quello che veniva detto loro”. Secondo Marco Bonatti, direttore della Voce del Popolo (Torino), “dopo il discorso di Napolitano sono i deputati e i senatori che devono dimostrare di aver capito, e non solo di saper battere le mani e battersi, magari ipocritamente, il petto”.
L’agenda del nuovo governo. Le testate Fisc mettono a tema una possibile agenda per il nuovo governo. “Le urgenze da affrontare – ribadisce Ezio Bernardi, direttore della Guida (Cuneo) – non ammettono più vie di fuga. (…) Pochi ma chiari e forti gli obiettivi: tra questi la riforma elettorale per assicurare in futuro una governabilità vera chiunque vinca le elezioni, l’emergenza lavoro e l’emergenza sociale”. Linea, questa, condivisa da Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia): serve “un governo che faccia subito poche cose chiare: rilancio dell’economia, riforma elettorale, taglio ai costi della politica. (…) Certo che se continua l’inerzia e se si continua solo a parlare, sperperando tempo e risorse, la gente non ne può proprio più…”. Anche perché, si legge sulla Cittadella (Mantova), “del tempo ne abbiamo già sprecato tanto e non possiamo più permetterci il lusso di perderne altro. I punti fermi oggi sono il rieletto presidente della Repubblica e i documenti elaborati dai cosiddetti ‘saggi’ che hanno individuato alcune proposte d’interventi prioritari sul piano istituzionale ed economico. Vedremo chi saprà stare ‘alla stanga’ o chi vorrà avventurarsi in fantasie e furbizie”. La Voce Alessandrina (Alessandria) ribadisce che “il sostegno, la promozione, la valorizzazione dell’istituto familiare devono essere al centro dell’elaborazione culturale e politica”. Per Cammino (Siracusa), “ora è il tempo della responsabilità, come ci ha ricordato Napolitano. Occorre far parlare subito i fatti. Con lo sguardo lungo rivolto alle nuove generazioni private oggi del loro futuro”. Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), ricorda che “il distacco della politica dal Paese reale ha raggiunto livelli insopportabili. La crisi economica sta portando alla chiusura centinaia di aziende, con la perdita di altri posti di lavoro. È uno scenario drammatico per i nostri giovani, che chiedono un avvenire meno precario, ma anche per i quarantenni e i cinquantenni che improvvisamente vengono a trovarsi senza un’occupazione. Oggi la politica italiana deve tornare a curare il ‘bene comune’ dei cittadini: lo deve fare con scelte chiare e condivise”. Per questo, dice Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), “è necessario che le principali forze del Paese condividano, finalmente, un tratto di strada, assumendosi insieme la responsabilità del governo del Paese”. Per Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia), “sarebbe sufficiente tornare ad ascoltare il Paese. Perché l’Italia sta urlando, e continuare a non ascoltarla è un delitto. Speriamo solo che il tempo guadagnato non diventi altro tempo perduto”. Ora, aggiunge Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), “tocca ai partiti ascoltare le parole pronunciate da Napolitano durante il discorso d’insediamento. Parole che, probabilmente, avrà ripetuto al neo-incaricato premier Enrico Letta. Resta l’amarezza nel constatare che ci sono voluti 60 giorni e decine d’incontri inconcludenti per prendere atto di ciò che appariva evidente sin da subito dopo le elezioni: quando il Paese è spaccato, è necessario ricercare convergenze e non motivi di divisione”. Dello stesso parere è Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), che scrive: “Dopo la sferzata di Napolitano, si profila all’orizzonte il governo di Enrico Letta. Ora ci aspettiamo un balzo d’orgoglio della politica italiana per il bene del Paese”. Per Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto), “la speranza è che il presidente incaricato, Enrico Letta, riesca nel suo tentativo di fare un ‘governo di servizio al Paese’ come lui l’ha definito, per realizzare poche ma essenziali cose, fra cui la nuova legge elettorale. Un insuccesso metterebbe a serio rischio la nostra democrazia”. L’Eco del Chisone (Pinerolo) rivolge un appello “a tutti i deputati e i senatori perché dimostrino di essere uomini liberi, di avere personalità, al limite della ribellione, di considerare prioritarie le esigenze del Paese e non le ambizioni o gli interessi dei partiti. Non uccidete nelle persone la speranza di un futuro migliore”. Analizzando la situazione dei vari partiti, Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), nota che “la posizione di unica forza di opposizione potrebbe dare al Movimento 5 stelle nuova visibilità, a meno che il nuovo governo non abbia veramente la forza di aggredire in breve tempo alcune spine del Paese. Se così non fosse, si vedrà quanto lungo è il filo di Napolitano”. Da Giuseppe Lonia, direttore della Scintilla (Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela), l’augurio che “la nostra amata Italia, venendo fuori dall’attuale empasse, con il supremo obiettivo di servire il bene comune e con un’assunzione collettiva di responsabilità, cresca nell’autentico progresso”.
Le elezioni in Friuli Venezia Giulia. Sui settimanali spazio anche alla politica locale, con le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia, vinte da Debora Serracchiani, del Partito democratico, con 2mila voti di vantaggio. “La situazione del Friuli Venezia Giulia – annota Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine) – è seria. E per questo Debora Serracchiani ora è il governatore di tutti, anche di quella ‘maggioranza’ (in gran parte silenziosa… astenuta) che non l’ha votata. Ma che adesso spera in lei per affrontare i tanti segnali d’allarme. Ci sono temi inderogabili, unificanti, di cui si sono fatti interpreti con forza i vescovi del Friuli Venezia Giulia nel loro messaggio pre-elettorale e, in diocesi di Udine, le Comunità di ricerca per il rilancio del Friuli. La grande emergenza è l’economia, e quindi, a cascata, il lavoro che manca e le conseguenti emergenze sociali”. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), chiede alla nuova giunta regionale maggiore attenzione alle politiche familiari, perché “sono le famiglie senza lavoro, con figli e anziani a carico, che vanno aiutate e protette. Una seria politica familiare e un sostegno all’economia per il lavoro giovano a ridimensionare la paura di fare famiglia, che non può essere una preoccupazione solo dei cattolici. Le politiche sociali devono essere un fiore all’occhiello del centrosinistra, distribuendo meglio la ricchezza, per quanto spetta a un governo regionale”.
Crisi socio-economica. La crisi e i suoi effetti continuano a tenere banco sui settimanali diocesani. Notizie (Carpi) propone alcune riflessioni sulla crisi in prossimità del 1° maggio (festa del lavoro), invitando in modo particolare ad “alimentare la speranza”. “Per i cristiani – spiega il settimanale emiliano – questa è una virtù ed è qualcosa di diverso e molto più dell’essere ottimisti. Ma per tutti, credenti e non credenti, deve rappresentare il giusto approccio a questa situazione, che richiede che ogni energia, risorsa, competenza, sia tesa verso un traguardo futuro. Ci si rende conto quanto sia difficile sperare, quando il lavoro se ne va, la ricostruzione è ancora ferma per problemi burocratici, i giovani migliori trovano opportunità solo all’estero. (…) Così tocca ad ognuno di noi questo ‘esercizio’, che ci permetta di inquadrare la nostra drammatica quotidianità, di dargli senso e quindi di affrontarla nel modo migliore. E, in questo, abbiamo anche il compito di trasmettere speranza, attraverso la nostra testimonianza agli altri, aiutandoci così a vicenda nell’individuare la strada giusta per arrivare al termine di questo periodo di vacche magre che sembra interminabile”. Di speranza parla anche Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano): “Sappiamo che questa virtù va costruita. Non s’improvvisa alla leggera né si appiccica con lo scotch. Richiede piedi per terra e voglia di volare più alto. Insomma il realismo va coniugato con un po’ di utopia possibile. Le risorse per provarci stanno dentro il cuore, dentro l’intelligenza, dentro le energie… di tanti che si mettono in gioco”. Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), prende spunto dal Report diocesano “povertà e risorse 2012” e dalla festa del 1° maggio per “una riflessione sul significato del lavoro e sul ruolo dell’assistenza”: “Se da un lato c’è da recuperare con forza la centralità del lavoro e la dignità di chi lo compie, che l’economia della finanza di questi anni ci ha fatto perdere, dall’altro l’assistenza deve assumere sempre più i contorni di una solidarietà condivisa”.
Attualità ecclesiale e cronaca locale. Non manca negli editoriali l’attualità ecclesiale, con note dedicate alle parole e ai gesti di Papa Francesco, e la cronaca locale. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), analizza lo stile omiletico del Pontefice. “Papa Francesco – dice Frosini – continua la sua catechesi con l’aderenza e la semplicità di un parroco che richiama i suoi fedeli alla coerenza e scava nel loro animo per purificare la loro fede e perché il volto della Chiesa risplenda sempre più luminoso, a testimonianza di quel mondo nuovo di cui essa annuncia e segna l’inizio nel tempo”. Per Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), “Papa Francesco ha dato un criterio che dovrebbe essere ritenuto istruttivo per tutti e anche per i tanti cattolici che sono in politica, direi en passant, non si sa perché e per chi, quando ha detto che la vita dell’uomo e del cristiano sulla terra si racchiude in tre parole: camminare, costruire, confessare. Sarebbe lungo spiegarle qui adeguatamente. Ma chi non ha capito?”. Il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) parla della devozione mariana del Papa, prendendo spunto dall'”ormai imminente mese di maggio, da sempre mese di Maria”. Per il settimanale emiliano, “un buon proposito per questo mese è fare un atto di fede concreto rivolgendosi alla Madonna e pregare per noi, per le nostre famiglie, per le parrocchie, per i gruppi, per i sacerdoti, per il Santo Padre e per la Chiesa intera”. Sergio Nuvoli, direttore del Portico (Cagliari), ritorna sul “delitto consumato a Gergei nelle scorse settimane: due coniugi trucidati nella loro abitazione. Un dolore sordo ha avvolto da subito il piccolo paese della provincia cagliaritana (…). La Chiesa sarda – attraverso il presidente della Conferenza episcopale regionale – ha voluto portare il suo conforto e la sua solidarietà alla gente del paese attraversato dall’orrore di due vite spezzate nel modo più violento che si possa immaginare”. Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), presenta, infine, il restyling grafico della testata augurando che “la nuova grafica sia di gradimento” dei lettori e ricordando che “il giornale nel nocciolo ha l’ambizione di restare medesimo a se stesso, vicino alla città e a quanti vi abitano”.