CHIESE IN BREVE

Repubblica Ceca, Ucraina, Slovacchia

Repubblica Ceca: beatificazione p. Josef Toufar
La Conferenza episcopale ceca ha approvato l’inizio della fase diocesana del processo di beatificazione di padre Josef Toufar nel corso dell’assemblea plenaria di questa settimana a Praga. “I fedeli in Repubblica Ceca non hanno mai smesso di venerare p. Toufar sin dal giorno della sua morte e questo è molto importante nel processo”, ha dichiarato monsignor Jan Vokál, vescovo di Hradec Králové, spiegando la sua proposta di esaminare attentamente la vita e le opere del sacerdote. P. Toufar fu torturato a morte dai comunisti che volevano costringerlo a confessare falsamente che aveva spostato senza permesso la croce sull’altare della sua chiesa a Cíhost, sulla base di indicazioni ricevute dal Vaticano. Poiché si rifiutò di confessare il falso, fu torturato per un mese e morì a causa delle gravi ferite subite. In seguito i comunisti utilizzarono il suo caso per iniziare grandi processi politici contro il clero cattolico e disintegrare così la Chiesa nell’ex Cecoslovacchia. “Sono convinto che p. Toufar ha sofferto a causa della fede e della Chiesa”, ha aggiunto il vescovo Vokál.

Ucraina: cattolici latini chiedono indagine su ferimento suore
I cattolici ucraini di rito latino chiedono alla polizia un’adeguata indagine sull’incidente verificatosi il 16 aprile a Kiev, durante la preghiera della sera, nell’area di costruzione della chiesa cattolica di San Francesco. Alcuni ignoti hanno ferito due suore, una alla mano e l’altra al naso, con un’arma pneumatica. Il 19 aprile il vescovo ordinario della Chiesa cattolica romana (Rcc) in Ucraina, Petro Malchuk, il vescovo ausiliare di Kyiv-Zhytomyr, Stanislav Shyrokoradiuk, l’anziano sacerdote della parrocchia di San Francesco, p. Francesco Botwin, e il portavoce della Provincia di San Michele Arcangelo dell’Ordine francescano, p. Patrik Olikh, hanno tenuto al riguardo una conferenza stampa. “Il 17 aprile – ha spiegato p. Olikh – i mass media hanno diffuso un comunicato del servizio stampa del ministero degli Affari interni, secondo il quale in realtà non sarebbe successo nulla. La polizia ha riferito ai giornalisti di alcuni disordini, ma ha negato vi siano stati spari nelle vicinanze della chiesa”. I cattolici sono sorpresi da questo sviluppo. “Come si può fare una dichiarazione prima del completamento degli esami medici sulla vittima?”, chiede il francescano rammentando che “le radiografie hanno rilevato oggetti metallici nei tessuti molli del viso della suora” e “i proiettili sono stati rimossi solo oggi, 19 aprile”. Il portavoce dei francescani ha fatto inoltre sapere che la costruzione della chiesa è stata momentaneamente sospesa e che è stato proposto ai residenti locali di istituire un gruppo speciale per i negoziati per alleviare la tensione e giungere ad un accordo.

Slovakia: conferenza sulle questioni di genere
La Conferenza episcopale della Slovacchia ha organizzato una conferenza internazionale sull’atteggiamento della Chiesa cattolica verso l’ideologia di genere, dal titolo “Visione della dignità umana”. L’evento si è svolto il 26 aprile a Bratislava e, tra i relatori, erano presenti anche alcuni rappresentanti della Santa Sede. Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Ignacio Carrasco de Paula, ha parlato di parità di genere e delle sue conseguenze. L’intervento di monsignor Jean Laffitte, segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia, verteva su matrimonio e famiglia nella cultura del relativismo. I partecipanti sono stati accolti dal nunzio apostolico in Slovacchia, monsignor Mario Giordana, e dal presidente della Conferenza episcopale slovacca, monsignor Stanislav Zvolenský. “Due fattori in particolare influenzano la diffusione dell’ideologia della parità di genere nel nostro Paese. La secolarizzazione, che nella sua forma radicale cerca di spingere la religione ai margini della società. Questo processo ha fatto sì che difficilmente possiamo trovare qualsiasi grande valore che non venga messo in discussione”, ha detto mons. Zvolenský, esprimendo la sua preoccupazione per la crescita del numero di persone che “non credono nella possibilità di conoscere la verità, e credono soltanto nella libertà”. Un altro fattore è l’adesione della Slovacchia all’Unione europea: “Da un lato apprezziamo il processo di integrazione europea. Ci rendiamo conto che la Slovacchia può svolgere un ruolo significativo nelle relazioni con i Paesi dell’Europa centrale e orientale, soprattutto in questi tempi di crisi finanziaria, ma la nostra adesione presenta anche alcuni svantaggi”, ha aggiunto il presidente della Conferenza episcopale, menzionando la pressione delle strutture europee sulla regolamentazione giuridica in materia di questioni culturali ed etiche. L’eurodeputata slovacca Anna Záborská, membro del Comitato per i Diritti della donna e l’uguaglianza di genere nel Parlamento europeo, ha centrato il suo intervento sulla normativa europea concernente le questioni precedentemente citate: “Non esistono diritti delle donne né degli uomini, né diritti speciali delle persone con un diverso orientamento sessuale. Esistono soltanto diritti naturali di ogni essere umano, e in questi diritti siamo tutti uguali”. Secondo Záborská, le persone dovrebbero esprimere il proprio diritto ad una visione naturale dell’identità umana, del matrimonio, della famiglia e delle relazioni interpersonali. “La Slovacchia non ha alcun obbligo legale nei confronti dell’Unione europea in materia di accettazione dell’ideologia di genere. Abbiamo la possibilità di influenzare direttamente e cambiare il volto della futura legislazione europea, il che equivale a una nostra responsabilità specifica”, ha concluso l’eurodeputata.