MARCHE

Una casa a rate

Una proposta per la cessione di alloggi dell’edilizia residenziale pubblica

La Regione Marche ha deciso d’intervenire nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica (Erp) con una proposta di legge – ora all’esame della IV commissione consiliare – che revisiona la normativa vigente. Una delle misure più interessanti è la rateazione del pagamento del prezzo di cessione dell’alloggio Erp, in alternativa e a condizioni più favorevoli rispetto a quelle del libero mercato, per venire incontro alle famiglie più in difficoltà, che avrebbero problemi d’accesso al credito bancario. Le risorse ottenute dall’alienazione del patrimonio abitativo dovrebbero essere riutilizzate dalla Regione per “l’incremento e la valorizzazione” di questo patrimonio ma anche per altri scopi, come l’eventuale risanamento del deficit finanziario dell’Ente regionale per l’abitazione pubblica delle Marche o il versamento di una quota al fondo regionale per le politiche abitative.Da esempio per i privati. “Quella della rateizzazione del pagamento degli alloggi Erp è una misura importante e speriamo che diventi legge al più presto”. È il parere di Claudio Omiccioli, segretario regionale del Sindacato inquilini casa e territorio (Sicet) Marche, che nota come “questo provvedimento aiuterà sicuramente le famiglie”. Omiccioli sottolinea che la vendita a rate favorirà “sia quelli che sono interessati a comprare, sia quanti per le loro condizioni economiche non possono richiedere un mutuo: anche se le rate non si possono dedurre, certamente la Regione applicherà un tasso d’interesse più basso delle banche”. Questo progetto è importante anche in prospettiva: se funzionasse, infatti, “si potrebbe pensare di allargare al privato la rateizzazione istituendo un fondo di garanzia pubblico. Ciò potrebbe favorire sia i proprietari, che in questo momento non riescono a vendere, sia i compratori che non riescono a pagare perché non possono accedere al mutuo bancario”. Secondo Omiccioli i proventi delle dismissioni “dovrebbero essere utilizzati per aiutare quanti rischiano di rimanere senza casa o per il mercato delle locazioni calmierate”. Infine una proposta: quella che i Comuni costituiscano delle “commissioni territoriali per la gestione degli sfratti per rendere meno difficile la situazione di quelle famiglie che, ad esempio, dopo la perdita del lavoro rischiano anche di perdere la casa”.Territorio in crisi abitativa. Tre case di prima accoglienza per ospitalità brevi e la Casa della carità di seconda accoglienza, più lunga, con sedici posti letto divisi in cinque mini appartamenti. È la risposta all’emergenza abitativa messa in campo dalla Caritas di Ascoli Piceno per far fronte alle situazioni più gravi di persone e famiglie che prima hanno perso il lavoro e poi la casa. “Negli ultimi sei mesi – racconta Rita Colucci della Caritas ascolana – sono aumentati gli sfratti e le morosità. Sono contenta che la Regione preveda l’introduzione delle rate per le dismissioni delle case popolari, ma l’importante è che queste rate siano compatibili con un’esistenza dignitosa di chi deve pagarle”. Vista la situazione, Colucci spiega che “sarebbe necessario un tavolo tecnico per abbassare gli affitti, dal momento che tante persone oramai non riescono a pagare le utenze. Da quando abbiamo aperto l’Emporio della carità si rivolgono a noi cittadini e famiglie mai visti nelle nostre strutture e che prima vivevano del proprio stipendio: purtroppo sul territorio hanno chiuso delle aziende storiche e tanta gente si è ritrovata da un giorno all’altro senza lavoro”. Colucci sottolinea anche che, proprio per questi motivi, sono ormai tanti gli italiani che si rivolgono alla Caritas per avere aiuto, anche abitativo, “mentre alcuni immigrati, che sono venuti qui con le famiglie e avevano comprato casa, non ce la fanno più ad andare avanti e decidono di tornare in patria”.Aiutare di più le famiglie. Per Andrea Speciale, anconetano e membro del direttivo nazionale del Forum delle associazioni familiari, “la proposta di pagamento rateale degli alloggi Erp è senz’altro positiva perché oggi è difficile per molti poter accedere a un mutuo in banca”. Unico rammarico è che questa poteva essere l’occasione per aiutare di più le famiglie “prevedendo ad esempio una rateizzazione più lunga per i nuclei familiari con figli”. Speciale nota che per questi ultimi il problema abitativo è più grave “perché è praticamente impossibile per loro, che sono composti da diversi membri, trovare un’altra abitazione”. L’ente locale dovrebbe insomma aiutarli maggiormente “arrivando, per esempio, a garantire il mutuo per quelle famiglie che non ce la fanno a pagarlo”.a cura di Simona Mengascini(03 maggio 2013)