VISITA AD LIMINA

“Come nel Cenacolo”

I vescovi del Piemonte, guidati dal presidente della Conferenza episcopale, monsignor Cesare Nosiglia, travolti dal calore inaspettato di Papa Francesco. Il suo invito all’attenzione nei confronti dei sacerdoti, delle famiglie, dei giovani e dei poveri

Sono usciti tutti portando nel cuore un calore inaspettato. Una vera sorpresa il primo incontro dei vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta con Papa Francesco. Monsignor Cesare Nosiglia, presidente della Conferenza episcopale piemontese, è stato ricevuto lunedì scorso insieme con 9 dei 17 vescovi della Regione conciliare, per la visita "ad limina" che era in calendario già da tempo e che era stata rinviata a causa della rinuncia di Benedetto e dell’elezione del nuovo Papa. "Ci siamo sentiti accolti in un clima di famiglia – dice l’arcivescovo di Torino, che abbiamo raggiunto telefonicamente a Roma poche ore dopo la visita – con una semplicità, un calore, una cordialità che ci hanno messo immediatamente a nostro agio, ci hanno fatto sentire bene con lui". È l’impressione che torna sovente nelle parole di monsignor Nosiglia. L’immagine che gli si è impressa è quella del Cenacolo: "Come Gesù che sta con i suoi, in pace, in intimità, in piena cordialità. Come un padre che parla coi suoi figli, dicendo parole importanti con semplicità, in un vero clima di famiglia. Fra di noi, in quell’ora abbondante di colloquio, è intercorsa un’amicizia che ci ha persino un poco spiazzato, quasi cancellando quel senso di riverenza che anche noi vescovi proviamo di fronte al Papa".

La fotografia del Piemonte. Così la "fotografia" del Piemonte si è sviluppata illuminando di volta in volta gli aspetti più importanti, con i toni e gli accenti che ormai il mondo intero conosce, partendo dagli elementi dell’esperienza concreta che i vescovi hanno presentato a Francesco. Una semplicità, osserva monsignor Nosiglia, che è anche "una precisa indicazione di stile per noi pastori, che abbiamo vissuto l’esempio di cordialità, di vicinanza che ci è stato offerto". Il Papa ha raccomandato una grande attenzione, prima di tutto, ai rapporti con le persone, con i sacerdoti in primis. E anche, dunque, nelle difficoltà che la Chiesa, in Piemonte e non solo, incontra nel suscitare nuove vocazioni alla vita consacrata; ma analoga attenzione ha chiesto di riservare alle famiglie, "soprattutto quelle divise, segnate da situazioni difficili materialmente e moralmente. Il Papa ricorda che il sostegno spirituale e quello sociale camminano insieme, che la Chiesa deve dimostrare di farsi carico delle situazioni anche le più provocanti, ed è capace di ‘soffrire’ insieme alle persone".

Sacerdoti, famiglie; e anche giovani e poveri. "I giovani, per il Papa, hanno bisogno di sentirsi valorizzati, tenuti in considerazione. Oggi sono bombardati da una cultura materialista ma le loro domande, le loro aspirazioni, la loro ricerca di senso sono autentici e vanno portati allo scoperto e incoraggiati. Questa passione per i giovani, per altro – dice ancora l’arcivescovo di Torino – l’ho riscontrata identica anche nei predecessori di Francesco, Giovanni Paolo e Benedetto: tutti avevano presente, con grande chiarezza, che i giovani sono anche il punto di contatto più vivo e vivace tra la vita della fede e il mondo laico, sono le persone che, con le loro domande di senso tengono aperte le porte della speranza". E sui poveri, infine, la Chiesa si gioca l’autenticità, la stessa ragione d’essere: "la Chiesa non può non essere povera, non può non essere vicina ai poveri". Nell’esperienza del Papa, nella sua semplicità, nella capacità di farsi vicino, gioca moltissimo il suo essere stato "pastore di una grande città, a confronto con i problemi reali delle periferie, dei preti in difficoltà… questa esperienza ora si sente tutta. E si ha la sensazione, come pastori, di poter contare su una persona che ci conosce e che ci comprende. Senti che non sei solo!".

Verrà in Piemonte, la sua antica terra? "Noi lo abbiamo invitato, naturalmente. E le occasioni non mancano: ma per il momento non c’è assolutamente nulla di definito. Ho ringraziato Papa Francesco – precisa mons. Nosiglia – per il suo bellissimo messaggio in occasione dell’ostensione televisiva della Sindone, e lui mi ha confidato di avere ricordi netti di Torino, delle visite che ha compiuto in passato. In particolare ha chiesto una preghiera per lui alla Consolata, che ricorda come un cuore di vita spirituale nella città, e all’Ausiliatrice".

a cura di Marco Bonatti