UNIONE EUROPEA" "" "
Realtà urbane a dimensione umana con i fondi Ue. Esempi in diversi Paesi
Città a misura d’uomo, sogno o realtà? Chi pensa che si tratti di un obiettivo troppo ambizioso, potrebbe forse ricredersi. La Commissione europea ha individuato 50 esempi: si tratta dei progetti presi in esame nello studio “Sviluppo urbano nell’Ue”, già realizzati o in fase di attuazione grazie al sostegno fornito dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) nel periodo 2007-13. Un’analisi dettagliata che fornisce idee, soluzioni e metodi di collaborazione per uno sviluppo di città intelligenti, sostenibili, inclusive. “Le buone pratiche – si legge nel report – sono quelle che riusciranno a seminare il cambiamento, coinvolgendo le autorità pubbliche in una riflessione sull’efficacia della partecipazione collettiva a micro progetti locali, nonché a una governance in senso più ampio”.
Riqualificare spazi abbandonati. Nello studio si analizzano tre diversi tipi d’interventi. Il primo promuove la coesione interna delle aree urbane degradate e un esempio interessante è rappresentato dall’ex centro navale alle porte di Rotterdam. “Il graduale declino dell’attività cantieristica negli anni ’80, definitivamente crollato negli anni ’90, ha portato alla perdita di 1.370 posti di lavoro, rappresentando una grande sconfitta per la comunità” olandese. Nel 2004 il porto di Rotterdam, l’Albeda College (centro di formazione professionale regionale) e l’Università di Rotterdam si sono riuniti per esaminare le possibilità di riqualificare il sito. “Mentre la città era interessata a migliorare il suo profilo economico, rigenerando e ri-valorizzando l’ambiente portuale, le istituzioni scolastiche erano alla ricerca di nuovi spazi per ampliare l’attività di formazione attraverso un rapporto più diretto con le attività industriali dell’area”. Su queste basi, e grazie al contributo del Fesr, è nato un nuovo centro di riferimento per la città, che ha tenuto conto – come afferma la Commissione – “di uno sviluppo urbano sostenibile e capace di creare posti di lavoro”.
Il futuro è “sostenibile”. Il secondo aspetto preso in esame è la promozione di uno sviluppo urbano sostenibile e l’esempio più eclatante è dato dalla città danese di Frederikshavn che nel 2007 ha deciso di diventare, entro il 2015, la prima città europea alimentata esclusivamente da fonti rinnovabili. “L’ambizioso progetto chiamato “Energibyen” (Città dell’energia) è un’iniziativa unica e ha lo scopo di creare un sistema di energia rinnovabile al 100%”. Un’iniziativa che dovrebbe avere un impatto positivo sull’attrattiva economica della zona, senza tener conto dei grandi investimenti già attuati in infrastrutture energetiche, con ricadute positive per l’economia. “Grazie al co-finanziato del Fesr, Frederikshavn dimostra che i contributi a livello locale possono avere un ruolo cruciale per il raggiungimento di obiettivi globali”. Inoltre, non è solo la posizione geografica che rende Frederikshavn un’area adatta ad affrontare un futuro a zero emissioni e l’uso integrato di tecnologie rinnovabili, ma c’è un valore aggiunto: “L’entusiasmo e la volontà dimostrata dai politici, dai cittadini e dagli investitori pubblici e privati”.
La gestione spazio-temporale. Infine il report ha messo in risalto l’importanza di uno sviluppo equilibrato e policentrico delle città, attraverso una rete di collegamenti funzionali tra aree urbane e rurali. Per il Consiglio metropolitano Saint-Nazaire (Carene, Francia), l’obiettivo è di migliorare l’accesso alle zone occidentali e settentrionali dell’area metropolitana, per costruire alloggi misti (pubblici e privati) e migliorare le infrastrutture. “Ciò mira ad aumentare l’integrazione sociale, la qualità della vita e a rendere questa parte della città più attraente”. Per fare ciò, Carene sta attuando un Programma integrato urbano con due filoni distinti ma interconnessi: uno si trova nella parte occidentale della città, mentre l’altro nel nord. “Quest’ultimo ha attuato un rinnovamento che sta portando una profonda trasformazione dei quartieri attraverso l’intervento spaziale e la riqualificazione delle abitazioni”. L’ex edilizia popolare è stata parzialmente demolita e ricostruita in piccole unità e si è giunti all’introduzione di proprietà pubbliche su terreni comunali per iniziative locali intese a valorizzare le relazioni e la vita sociale.
Altri esempi dai territori. Tra i diversi modelli presi in esame dalla Commissione c’è, per citare ancora qualche caso tra quelli presentati, un progetto di riqualificazione di una delle zone più svantaggiate di Budapest, chiamato “programma Magdolna”. Inoltre, la regione Puglia in Italia ha messo a punto il progetto “Bollenti spiriti”, “volto a creare un rapporto diretto tra territorio e iniziative sociali, culturali ed educative, ma anche imprenditoriali, in particolare per le giovani generazioni”. Infine, sempre nell’ambito dell’inclusione sociale e grazie ai fondi Fesr, la città di Amadora in Portogallo ha fondato l’Orquestra Geração, che, attraverso la musica, intende aiutare bambini e adolescenti che sono socialmente e didatticamente vulnerabili.