GERMANIA" "

Un ruolo nella società

A Münster l’assemblea plenaria dei cattolici tedeschi

La partecipazione dei cristiani alla vita politica, la partecipazione congiunta degli uomini e delle donne alla vita della Chiesa, la Chiesa e la religione in una società pluralistica, matrimonio e famiglia nell’opinione pubblica, il divieto al suicidio assistito, la coesione dell’Europa, il Katholikentag (la giornata dei cattolici tedeschi) 2014. Questi i numerosi temi affrontati durante l’assemblea plenaria dello Zdk, il Comitato dei cattolici tedeschi, svoltasi il 26-27 aprile a Münster. La plenaria è stata aperta da un saluto di monsignor Felix Genn. Successivamente, Alois Glück, presidente dello Zdk, ha illustrato la situazione dei cattolici nella realtà sociale tedesca, con uno sguardo anche all’Europa. Presentiamo di seguito una breve sintesi dei principali spunti emersi dall’incontro.

L’opportunità di riforme strutturali nella Chiesa. All’inizio del suo intervento, Glück ha fatto riferimento ai recenti eventi che hanno portato all’elezione del nuovo Papa. Rendendo omaggio a Benedetto XVI, il presidente dello Zdk ha affermato che “la sua rinuncia è un segno di grandezza umana, un atto di umiltà, espressione di sua fede. Esprime il più alto senso di responsabilità verso la Chiesa”. Con la rinuncia del Papa e l’elezione di un Papa extraeuropeo, “ha luogo un cambiamento storico, le cui ripercussioni sul soglio pontificio non sono ancora visibili”. Nelle tendenze osservate, Glück ravvisa l’opportunità di attuare “riforme strutturali nella Chiesa cattolica in riferimento alla suddivisione di compiti tra Chiesa centrale e Chiese locali e al ruolo del Papa. Fin dall’inizio, Papa Francesco ha dato segnali, ad esempio nell’evidenziare il ruolo del vescovo di Roma, il che ha grande significato per la situazione interna dei cattolici, così come per l’ecumenismo”.

La religione nella società. Il presidente dello Zdk ha inoltre esortato i cattolici ad affrontare in modo attivo il dibattito sulle sfide e le prospettive future della presenza della Chiesa nella società e nello Stato. “Sono convinto che attualmente non vi siano alternative migliori per il bene comune e la società, rispetto all’attuale sistema Stato-Chiesa in Germania”, ha dichiarato. “Perciò, noi, vescovi e laici dobbiamo essere in grado di dare informazioni comuni”, ha proseguito, facendo riferimento alle questioni attualmente discusse in ambito politico e di opinione pubblica in Germania. Glück ha invitato a “non subire come una perdita” i cambiamenti dello status della Chiesa nella società, ma viverli come “sfida”, poiché “la religione continuerà ad avere un suo ruolo anche nella società moderna”. Tuttavia, “il ruolo e il significato della religione per la società necessitano motivazioni convincenti”.

Il rifiuto dell’eutanasia. Il presidente dello Zdk si è soffermato sul tema dell’eutanasia e delle cure palliative, dicendosi preoccupato per l’evoluzione del dibattito politico sul divieto attualmente vigente delle organizzazioni di suicidio assistito, respingendo decisamente le tendenze a legalizzarle nel caso si tratti di organizzazioni senza scopo di lucro. Glück ha chiesto “lo sviluppo di una struttura assistenziale su tutto il territorio per malati gravi e morenti”, sfruttando le opportunità offerte dagli hospice e dalle cure palliative. “Per noi stessi e per la nostra Chiesa, un forte impegno” in tal senso “rappresenta anche un test di credibilità delle nostre richieste alla politica”. Il rifiuto dell’eutanasia è rimarcato anche nella dichiarazione finale approvata dallo Zdk: “Il morente non ha bisogno di essere aiutato a morire, ma a essere aiutato durante la morte”.

Affrontare insieme le sfide della crisi. Glück ha infine affrontato la situazione europea, definita “di costante attualità e drammaticità”, riferendo i dati sulla disoccupazione nei Paesi dell’Europa meridionale e affermando che “aumenta il rischio di tensioni sociali in conseguenza della crisi debitoria e finanziaria, e conseguentemente aumenta anche il rischio di instabilità politica”. Dopo aver messo in guardia dalle tendenze a sollecitare l’annullamento dell’Eurozona, giudicato “un modo sbagliato di risolvere l’attuale crisi”, il presidente dello Zdk ha dichiarato che “dobbiamo dare risposte alla causa vera e propria della crisi, ossia l’indebitamento statale non più sostenibile. Al contrario, l’unione economica e monetaria non è sufficiente”, ma va approfondita e le sfide della crisi vanno affrontate insieme. “Gli Stati dell’Europa non possono farsi intimidire da chi presenta soluzioni facili. Allo stesso tempo, occorre prendere sul serio le ansie e le preoccupazioni giustificate delle persone coinvolte e trovare per loro delle soluzioni accettabili. Il grande pericolo per il futuro pacifico dell’Europa è l’allontanamento tangibile dei popoli, il ritorno ai vecchi pregiudizi. Ciò mina le fondamenta della cooperazione europea e noi dobbiamo opporci attivamente a tutto questo” ha avvertito.