GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

La campagna “Uno di noi”, la situazione politica italiana, la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, l’attualità ecclesiale: gli editoriali delle testate cattoliche

“Andare a firmare non costa nulla. Una firma può fare la differenza”. È l’appello unanime che i 186 settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) hanno scelto, nelle rispettive edizioni, per invitare i lettori ad aderire alla campagna “Uno di Noi”, l’iniziativa dei cittadini europei tesa a salvaguardare – mediante la richiesta di nuove norme Ue – la vita sin dal suo concepimento, evitando ogni forma di sostegno alla ricerca o alla cooperazione internazionale che non dovessero tener conto della dignità e integrità dell’essere umano. Domenica si tiene in Italia la Giornata nazionale di raccolta firme. Da qui l’invito dei direttori delle testate Fisc, nei loro editoriali, ad aderire e a sostenere la campagna. Al centro delle riflessioni dei giornali anche la situazione politica italiana, la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, l’attualità ecclesiale e la cronaca locale. Ecco una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.

“Uno di Noi”. L’apertura è uguale per tutti i settimanali. Ed è il manifesto per la campagna italiana “Uno di Noi”: in alto lo slogan “Anch’io sono stato un embrione. Puoi metterci la firma”, al cento il volto di un bimbo di pochi mesi che si affaccia pensieroso da sotto una copertina a ricordare che tutti sono stati un embrione e a chiedere di riconoscere la dignità di ogni essere umano fin dal concepimento. Proprio in questo, spiega il Ponte (Rimini), consiste l’iniziativa dei cittadini europei: “Non solo tutelare l’embrione dagli albori della sua esistenza, ma anche impedire il finanziamento da parte dell’Unione europea di qualsiasi forma di attività che preveda la manipolazione e distruzione degli stessi embrioni umani”. L’iniziativa, informa la Guida (Cuneo), dovrà raccogliere almeno un milione di firme per chiedere all’Unione europea una legge comunitaria. In Italia, ricordano i settimanali, domenica 12 maggio si terrà “un momento ufficiale di raccolta firme: sarà possibile aderire in ogni parrocchia e presso le diverse strutture associative o di aggregazione”. In vista di questo appuntamento, il Cittadino (Genova) rilancia “l’appello dei vescovi liguri ad aderire all’iniziativa”, sottolineando che “il modo per farlo è semplice: basta apporre la propria firma secondo le indicazioni specifiche. La questione è grave: si tratta della vita umana in ogni suo momento”. Per questo, dice Gino Mecca, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), “domenica è una giornata speciale, in cui si attende una grande mobilitazione nelle parrocchie, nelle associazioni e movimenti, per raggiungere il più alto numero di cittadini che vogliono mettere la loro firma alla campagna. Anche i lettori dell’Araldo”. Si tratta di “mettere una firma”, puntualizza Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), “non per posizione ideologica, ma per schierarsi dalla parte della vita, bene indisponibile per chiunque, oggi messo in discussione da chi si trova dalla parte del più forte. Non ci rendiamo conto, ma rischiamo di agire da prepotenti, utilizzando gli altri per i nostri fini e i nostri scopi, a volte anche futili e banali. La vita va tutelata sempre, e soprattutto nelle sue condizioni più fragili, all’inizio e alla fine, senza condizioni, senza se e senza ma”. Al riguardo Marco Piras, direttore dell’Arborense (Oristano), evidenzia come “il magistero della Chiesa ricordi che la dignità di ogni essere umano, se riconosciuta senza alcuna discriminazione dal primo inizio della vita umana nel concepimento fino alla morte naturale, è il fondamento della giustizia, della libertà, della democrazia e della pace. Chiedere di tutelarla è un impegno che ci chiama tutti in causa”. È d’accordo Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), che aggiunge: “Non si può mancare di rispetto all’embrione umano, pena effetti negativi, con contraccolpi assortiti – come dicono esperti – sia a livello biologico, sia sul piano psicologico, sia su quello sociale e relazionale. Adesso è richiesto un sussulto delle coscienze, che poi può esprimersi in una firma per dare forza a questa petizione”. L’embrione, osserva Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), “è vita umana in pienezza, anche se non ancora manifestata; contiene in sé totalmente ciò che costituisce la natura umana. (…) Se così stanno le cose, ne deriva che nessuno può uccidere un embrione come nessuno può uccidere me o te; nessuno ha il diritto di manipolarlo, come nessuno ha il diritto di manipolare il corpo di un bambino, di un giovane, di un adulto, di un anziano”. Riflessione, questa, condivisa da Cammino (Siracusa), in una nota della bioeticista Maria Luisa Di Pietro: “Se l’embrione umano è individuo umano fin dalla fecondazione e se il concetto di individualità umana non si può separare da quello di persona, questo significa che esso è da considerare persona fin dall’inizio della sua avventura terrena”. Per questo, rileva Verona Fedele (Verona), “tanti credenti, ma anche laici convinti, hanno fatto propria la campagna ‘Uno di Noi’ pensando a quei milioni di embrioni, ossia di creature umane concepite, che avrebbero il diritto a vedere la luce, ma che non la vedranno mai, perché distrutte in qualche laboratorio dove si fa sperimentazione, oppure scartate nelle stanze asettiche dell’inseminazione assistita, dove un solo embrione, come il fortunato del gratta e vinci, potrà andare avanti e vedere il mondo”. Oggi, afferma, Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), “è sull’intero orizzonte entro cui si dipana l’esistenza umana, dal concepimento alla morte naturale, che dobbiamo spingere tutti a riflettere. In gioco c’è molto di più di qualche brevetto: è proprio sull’idea di persona, infatti, che si costruisce l’identità di una società e che si definiscono le sue priorità”.

La situazione politica. Al centro degli editoriali anche la situazione politica italiana, a pochi giorni dall’avvio delle attività del nuovo esecutivo. “L’auspicio – scrive Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto) – è che il premier Enrico Letta trovi la forza per imporre la sua linea. In caso contrario, farà bene ad accelerare i tempi per la riforma elettorale e richiamare tutti alle loro responsabilità. Gli elettori sapranno valutare”. Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), chiede di “passare dalle chiacchiere alle soluzioni” dei problemi maggiori, “dalla disoccupazione al rilancio delle politiche giovanili, dalle tassazioni esorbitanti alla legalità piena e totale, dal dovere fiscale adeguato e commisurato all’impegno comunitario per il bene comune”. Per il Ticino (Pavia), “è necessario andare alla genesi dei nostri partiti, e dire con chiarezza che per essi s’impone con urgenza un radicale cambiamento, se si vuol porre rimedio ai tanti errori commessi”. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), si occupa degli insulti razzisti rivolti in questi giorni al ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge. “La qualifica di ‘persona di colore’ – annota Finocchio – è ridicola, perché mi faceva osservare un confratello della Tanzania: ‘Per voi europei sembra più delicato nei nostri confronti definirci di colore. Ma vi sbagliate di grosso. Noi siamo semplicemente neri e voi bianchi. Il bianco non è un colore? Ciò che non ha colore, non è visibile dagli occhi umani. Un odore è senza colore. Puoi sentirlo, ma non lo puoi vedere!'”. Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), argomentando sul “tanto proclamato bene comune”, ribadisce che “questo non è compito solamente dei politici. Ogni cittadino deve costruirlo giorno per giorno osservando le leggi, ma anche integrando con la sua azione ciò che le leggi, sempre limitate e imperfette, non riescono a raggiungere”. Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), si occupa della tragedia del femminicidio, che in queste settimane ha conosciuto picchi “inquietanti”. Secondo Paoletto, “l’esecutivo deve stanziare le risorse necessarie e istituire un Osservatorio nazionale che segua il fenomeno. L’impegno da parte di numerosi ministri è già stato espresso. Ora si tratta di fare presto”. Romasette.it (giornale on line della diocesi di Roma) invoca, in una nota di Giuseppe Dalla Torre (giurista, rettore della Lumsa), “un cambio di passo della politica a favore della famiglia, riconoscendo l’essenziale ruolo svolto nella società e lo sgravio che porta ai bilanci pubblici”. Il Popolo (Tortona) ritorna sulla sparatoria davanti a Palazzo Chigi rimarcando che “una collettiva presa di coscienza non deve giustificare mai la violenza e il crimine. Non è così che si risolvono le cose”. Da Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), giunge invece l’invito al ministro della Giustizia a un “momento di attenta riflessione” prima della chiusura del Tribunale di Pinerolo, prevista dalla “spending review” del governo Monti.

Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Domenica 12 maggio viene celebrata la 47ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, sul tema “Reti sociali: porte di verità e di fede, nuovi spazi di evangelizzazione”: è un appuntamento “voluto dal Concilio Vaticano II”, spiegano i settimanali. “La Giornata – dice Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia) – si celebra significativamente nella solennità dell’Ascensione, a indicare simbolicamente un annuncio che si irradia anche e proprio nei cieli. Il titolo assegnato a suo tempo da Benedetto XVI è per tutti noi una lezione di grande ottimismo e di fiducia in questi modernissimi strumenti che coinvolgono sempre più persone e popoli e che, anche se – come tutte le cose umane – presentano dei rischi, possono costruire nuove relazioni e diventare vera comunicazione agevolando la comunione”. Per questo, prosegue Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), “occorre educare le nostre comunità sia all’uso dei nuovi media, sia a sostenere e usare i nostri media cattolici”. Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), ricorda che “la Chiesa c’invita a stare nel mondo da testimoni. Vale anche per la dimensione digitale. La comunicazione è oggi sostantanzialmente testimonianza e il criterio di efficacia è quello dell’autenticità”. In occasione della Giornata, fa sapere Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), “il portale informativo diocesano – che riunisce i siti giornalistici lavitacattolica.it e radiospazio103.it e quello istituzionale diocesiudine.it -, si presenterà rinnovato nella grafica e nei contenuti e potenziato grazie all’integrazione con gli strumenti offerti dalle più innovative tecnologie della comunicazione”. La Voce Alessandrina (Alessandria), attraverso don Fabrizio Casazza, consulente ecclesiastico regionale dell’Unione cattolica della stampa italiana, auspica a “tutti i lettori e gli operatori dei mezzi di comunicazione di servirsi con intelligenza delle nuove tecnologie”.

Attualità ecclesiale e cronaca locale. Non mancano negli editoriali l’attualità ecclesiale, con note dedicate alle parole e ai gesti di Papa Francesco, e la cronaca locale. Voce della Vallesina (Jesi) affida l’editoriale al vescovo, mons. Gerardo Rocconi, che parla della recente “visita ad limina” dell’episcopato marchigiano. “Al momento dei saluti personali – racconta il vescovo – ho detto al Papa che nella nostra diocesi è in programma in autunno una missione dei giovani per i giovani. Mi ha risposto: ‘Bene, bene: andate avanti e vi benedico’. Sì, andiamo avanti. È l’incoraggiamento che trasmetto all’intera diocesi e a ognuno che lavora nella Vigna del Signore”. Anche Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) parla della “visita ad limina” dei vescovi della Marche con la nota firmata dall’amministratore apostolico, mons. Claudio Giuliodori. “Quando venerdì 3 maggio, con altri cinque vescovi, sono stato ricevuto da Papa Francesco – confida mons. Giuliodori -, ho provato una fortissima emozione. Non solo perché incontravo Papa Bergoglio per la prima volta. Pensavo, infatti, alla felice concomitanza del saluto rivolto a Papa Francesco con il titolo di ‘santità’ e al fatto che questa settimana si chiude la parte diocesana del processo per verificare la santità di p. Matteo Ricci. Entrambi gesuiti, per entrambi un attestato di santità: per Papa Francesco nel titolo onorifico, per p. Matteo Ricci nel possibile riconoscimento ecclesiale”. Sul Portico (Cagliari) l’arcivescovo, mons. Arrigo Miglio, descrive l’attesa per la “visita ad limina”, dal 14 al 17 maggio, dei vescovi sardi. “Certamente – afferma l’arcivescovo – parleremo a Papa Francesco della grave crisi occupazionale, ma in primo luogo gli presenteremo le ricchezze spirituali e culturali della nostra Regione. Cercheremo anche di capire quanto il Papa conosca della Sardegna, magari per aver incontrato qualche circolo di sardi in Argentina”. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), presenta una sintesi dei lavori della prima Settimana Sociale dei cattolici toscani, ospitata a Pistoia dal 3 al 5 maggio, concludendo che “ora l’agenda è pronta: si attende solo la sua messa in atto. Non è poco”. Alla Settimana Sociale dei cattolici toscani dedica ampi approfondimenti anche Toscana Oggi (settimanale regionale) con una sottolineatura particolare: “È il momento di assumersi impegni e responsabilità”. Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), presenta il pellegrinaggio che la diocesi compirà a Roma “ad Petri sedem” mercoledì 15 maggio: “In diecimila, insieme, da tutta la diocesi, col vescovo, uniti attorno alla Cattedra di Pietro, cuore pulsante di una Chiesa dai confini universali, ma che lì, a Roma, mostra il volto raccolto dell’unica famiglia, ricca dell’unica fede nell’unico Signore”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) pubblica l’omelia tenuta dal vescovo, mons. Tommaso Ghirelli, in occasione della festa di san Giuseppe lavoratore (1° maggio). Tre i “motivi di riflessione, impegno e preghiera” evidenziati da mons. Ghirelli: “Quello della custodia-responsabilità, quello della fiducia e quello del riposo”. Anche il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) lascia la parola al vescovo, mons. Gianni Ambrosio, rilanciando il suo saluto agli Alpini che, in questo fine settimana, si ritroveranno a Piacenza per l’adunata nazionale. “Auguro che questo raduno – dice mons. Ambrosio – diventi per tutti una grande festa e ravvivi in tutti l’impegno di solidarietà e l’ideale di pace, di convivenza civile e responsabile”. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) riporta l’annuncio dato dall’arcivescovo, mons. Enrico Masseroni, ricevendo sabato 4 maggio il riconoscimento del “Vercellese dell’anno” promosso dalla Famija Varsleisa. “Vercellesi si nasce o si diventa – ha affermato l’arcivescovo – e io lo sono diventato. Il 20 febbraio 2014 giungerà a termine il mio mandato pastorale alla guida della Chiesa eusebiana. Ho deciso che resterò a Vercelli anche dopo quella data vivendo in seminario”. Infine Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), prende spunto da un fatto di cronaca locale – una siringa ritrovata da una bambina nel cortile della scuola e la richiesta dei genitori al sindaco di aumentare i sistemi di sicurezza – per ribadire che “educare vale da scudo più di qualsiasi barriera, pur alta e forte che sia”.